Linus Torvalds ha annunciato la disponibilità del kernel Linux 6.19 (con una settimana di ritardo). La nuova versione include diverse novità, tra cui il supporto migliorato per le vecchie GPU di AMD, un aumento di prestazioni per il file system ext4 e la schermata blu di errore per un numero maggiore di driver. Gli utenti possono scaricare il kernel dal sito ufficiale.
Novità principali di Linux 6.19
Linux è noto per supportare hardware di precedente generazione (a differenza di Windows 11). Ciò permette di riutilizzare vecchi PC, invece di portarli all’isola ecologica. Una delle novità del kernel 2.19 è il supporto per le GPU AMD basate sull’architettura GCN (Graphics Core Next), tra cui quelle delle serie Radeon HD 7000 e 200. È possibile ora utilizzare il driver amdgpu invece del vecchio radeon, ottenendo un incremento di prestazioni fino al 40%.
La seconda novità di rilievo riguarda il file system ext4. Linux 6.19 supporta blocchi di dimensioni maggiori rispetto alla dimensione della pagina di sistema. Ciò permette di migliorare l’efficienza delle operazioni di salvataggio, estrazione dagli archivi e copia di file di grandi dimensioni. Questa modifica potrebbe incrementare le prestazioni di scrittura I/O bufferizzate fino al 50%.
Linux 6.19 introduce inoltre un caching più intelligente per i permessi delle directory. Invece di verificare i permessi di accesso ad ogni apertura, il kernel ricorda se non ci sono e salta la verifica. È stata infine migliorata la deframmentazione online con l’uso dei “folios” invece dei “buffer heads”. I file vengono riorganizzati più rapidamente con benefici per lettura e scrittura.
Storicamente, i cosiddetti kernel panic hanno una schermata nera. Nelle versioni recenti viene invece mostrata una schermata blu (l’esatto contrario di Windows 11). Linux 6.19 ha esteso la BSoD (Blue Screen of Death) ad un numero maggiore di componenti hardware, in particolare alle GPU Intel e AMD.
Linux 6.19 è l’ultima versione del kernel 6.x (a metà aprile arriverà Linux 7.0) e non è una versione LTS (Long Term Support), come la precedente 6.18 che riceverà aggiornamenti fino a dicembre 2027. Include però molte novità interessanti, quindi gli utenti possono effettuare un’installazione manuale (qui c’è un’ottima guida per Ubuntu) oppure attendere l’aggiornamento delle cosiddette distribuzioni “rolling release”, la più nota delle quali è Arch Linux.