Linux/ KDE, in attesa della 2.0

La nuova versione del KDE è ormai in dirittura di arrivo e promette tantissime novità, alcune ben visibili, altre nascoste sotto la nuova carrozzerria tirata a lucido. In attesa della versione finale, uno sguardo all'anteprima


KDE, al pari di Gnome, ha introdotto nel mondo Linux un ambiente desktop in grado di reggere il confronto con quelli offerti da tempo da MacOS, da Windows e da altri sistemi operativi meno diffusi come OS/2. KDE e Gnome non sono dei semplici windows manager, come AfterStep, IceWM ed altre interfacce che giravano e tuttora girano su X-Windows, ma dei veri e propri ambienti di lavoro a finestre totalmente personalizzabili, programmabili e ricchi di applicazioni.

Dopo la versione 1.2, che ha incontrato i favori di una larga fetta di utenti Linux e che viene adottata di default da quasi tutte le attuali disitribuzioni, il KDE Team sta completando lo sviluppo della versione 2.0 che promette parecchie novità.

KDE 2.0 uscirà a settembre, ma sono già state rilasciate delle beta version (1.9.x) che possono già dare un’idea di quello che ci attende.
Innanzitutto l’interfaccia grafica è stata completamente rimaneggiata ed ora ha un’aspetto decisamente più elegante, “pulito” ed organico, pur non rinunciando a qualche fronzolo. E’ stato ridisegnato un po ‘ tutto, dalle icone ai pulsanti, ed ora la barra dei task è stata integrata, seguendo l’esempio di Gnome e di Windows, nella barra degli strumenti.

Finalmente l’ambiente a finestre appare decisamente meno appesantito rispetto al passato facendo un uso più razionale delle risorse di sistema e, soprattutto, della memoria.

Purtroppo alcune delle vecchie applicazioni avranno dei problemi a girare sotto KDE 2.0 per via delle profonde modifiche che sono state apportate alle librerie Qt su cui si poggia tutto l’ambiente.


Il fulcro di KDE 2.0 sarà Konqueror, un browser Web tuttofare in grado di gestire e visualizzare pagine Web, file, risorse locali e remote, contenuti multimediali e molto altro ancora: per sottolinearne l’importanza il KDE Team ha pensato bene di lanciare Konqueror.org, un sito interamente dedicato al loro gioiellino. Qui si potranno trovare news, screen shot, consigli, FAQ e commenti; gli sviluppatori troveranno poi interessante i ragguagli tecnici su come utilizzare la tecnologia di Konqueror per offrire l’utilizzo di applicazioni via Web.

Per comprendere la vastità di Konqueror basti pensare che esso supporterà tutte le principali funzioni presenti in Netscape Communicator, Internet Explorer e Windows Explorer, ed offrirà un modo trasparente all’utente per navigare attraverso risorse locali e remote: il mega browser supporterà gli standard HTML 4.0, Java, JavaScript, CSS, SSL e formati come RealAudio, RealVideo e Flash. Sarà poi possibile navigare in file system di tipo NFS o fra le risorse condivise per mezzo di Samba o FTP, il tutto condito da funzionalità di drag’n’drop fra risorse differenti.

Konqueror promette di essere totalmente configurabile, sia nell’aspetto grafico, sia nelle funzionalità più interne, come la sicurezza. Konqueror si poggia sul nuovo motore multimediale di KDE 2.0 e a sua volta rappresenta l’interfaccia grafica comune a tutte le finestre dell’ambiente, un po ‘ come succede in Windows 9x con Internet Explorer.

Il KDE Team assicura che questo non appesantirà il sistema, come succede invece con l’Active Desktop sotto Windows, ed infatti, comeho già detto in precedenza, le finestre ora sembrano aprirsi e danzare sullo schermo con inaspettata prontezza e grazia.


Questa nuova versione del KDE integrerà un numero davvero elevato di tool, applicazioni e wizard. Fra questi spicca Koffice, una suite di applicativi che richiama da vicino quelli di MS Office: troviamo dunque il word processor, Kword, il folglio di calcolo, Kspread, il programma di impaginazione e grafica vettoriale, Killustrator, il programma di disegno, Kimageshop, il visualizzatore di immagini, kview, il programma di presentazione, Kpresenter ed un editor di formule, Kformula.

Sebbene attualmente Koffice sia alquanto instabile e ancora in buona parte milgiorabile, nel suo complesso promette bene e già ora offre una certa compatibilità con i formati di MS Word.

Fra gli strumenti di gran lunga migliorati troviamo il pannello di controllo KDE: qui si potrà trovare una lista dettagliata dei componenti hardware presenti nel proprio sistema e la possibilità di configurare diversi aspetti di dispositivi e periferiche.
Sempre dal pannello di controllo si potrà raggiungere una sezione dedicata ai notebook dove è presente un power manager ed un configuratore di schede PCMCIA.

Gli altri strumenti di amministrazione del KDE 2.0 spaziano dall’user manager al task manager, dallo scheduler al configuratore delle risorse di sistema.

La cosa carina è poi il KDE Crash Manager, un sistema che interviene ogni qual volta un’applicazione si blocca o genera un errore irreversibile e si preoccupa di presentare a video un messaggioche aiuta a capire la natura dell’errore e consente di chiudere l’applicazione. Tramite il crash manager l’utente potrà anche inviare un bug report al KDE Team.

Le ambizioni del KDE Team sono grandi, ma presto si dovranno scontrare con le nuove funzionalità promesse da Gnome, attualmente arrivato alla 1.2, che fra l’altro ha dalla sua l’aggregazione al progetto di team indipendenti come Eazel ed Helix.

Alessandro Del Rosso

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