LinuxNews/ IBM per il Bluetooth Open Source

Big Blue rilascia sotto licenza Open Source due prodotti che aiutarenno gli sviluppatori a implementare soluzioni con tecnologia Bluetooth


IBM ha prima rilasciato due prodotti molto utili per lo sviluppo di applicazioni Open Source che utilizzano Bluetooth: BlueDrekar , un modulo che implementa il protocollo della stack per la tecnologia wireless con API aperte, manuali e molti esempi che ne illustrano l’utilizzo.
Questo permetterà agli sviluppatori di creare applicazioni senza preoccuparsi di creare il proprio stack personale.

Ultimamente IBM ha anche rilasciato, sotto licenza GPL, uno strumento che serve per testare le proprie applicazioni Bluetooth: BlueHoc . Il software simula le specifiche a basso livello del protocollo e un ambiente wireless costituito da diversi apparecchi Bluetooth. Questo permetterà agli sviluppatori di progettare e testare le proprie applicazioni in un ambiente realistico.

IBM rilasciando questi strumenti per lo sviluppo di dispositivi Bluetooth spera di far diffondere velocemente l’utilizzo della nuova tecnologia tra i costruttori wireless evitando gli errori avvenuti con lo standard IrDA.

Lo standard Bluetooth (chiamato così in onore al Re Vichingo Harald Blaatand II detto Bluetooth) è un insieme di specifiche industriali per la comunicazione wireless a corto raggio. Questa tecnologia permetterà ai dispositivi personali portatili di interagire l’un l’altro o con dispositivi fissi. Lo scopo principale di questa tecnologia è quello di rimpiazzare i cavi di collegamento ed altre tecnologie di trasmissione wireless a corto raggio come i raggi infrarossi (IrDA).

A cura di
Soluzioni Open-Source

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  • Anonimo scrive:
    MA chi lo ha detto mai...
    Non capisco cosa vuole dire che linux , in quanto sistema free, non può avere dei costi TCO, di un certo tipo....E' come dire che io vinco o mi regalano una ferrari, e pretendo di mettergli sempre diecimilalire a settimana di benizna, oppure pagare 1 milione l'anno di assicurazione, perchè io non ho pagato la ferrari...ma che cosa significa.Ma chi le dice ste cavolate...CA unicenter, quanto costa??HP opneview, e compagqnia bella , allora , hanno vlaor esolo perchè amministrano sistmei che costano tanto???tutte stupidate....
    • Anonimo scrive:
      Re: MA chi lo ha detto mai...

      Non capisco cosa vuole dire che linux , in
      quanto sistema free, non può avere dei costi
      TCO, di un certo tipo....Finalmente qualcuno che centra veramente il problema! In Italia la documentazione che illustra il concetto di Free Software contiene sempre una nota del traduttore itliano che pone l'accento sull'assenza, nella nostra lingua, dell'insidioso equivoco tra Free = Libero e Free = Gratis.Poi siamo i primi che REGOLARMENTE cadono nell'equivoco. Linux NON è un sistema operativo gratuito: Linux è un sistema operativo LIBERO! E questa è una caratteristica ben più importante di una tutto sommato superflua 'gratuità'.Ciò che si paga in Linux sono ALTRE cose: è necessario maggior tempo nella configurazione del server da parte del System Administrator? Probabile. Si paga l'assistenza? Ovvio! Un buon System Administrator si fa pagare più di un System Administrator certificato Microsoft (che non è detto sia anche un BUON amministratore di sistema)? Anche questo è vero.Che cosa si guadagna? Maggiore affidabilità, stabilità e sicurezza. Maggiore flessibilità ed indipendenza economica (se io amministratore di sistema giudico sia necessario montare un Firewall nella rete dell'ufficio devo giustificare la spesa di N milioni per un Firewall commerciale da montare su Win NT/2k. In Linux posso configurare ipchains o iptable ed i miei utenti continueranno a lavorare senza accorgersi di nulla ed io non avrò speso una lira).
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