Live distant child abuse: la rete degli orrori

Live distant child abuse: la rete degli orrori

La Polizia di Stato ha smantellato una rete di live distant child abuse: abusi su minori commissionati in diretta, tramite videochiamata.
Live distant child abuse: la rete degli orrori
La Polizia di Stato ha smantellato una rete di live distant child abuse: abusi su minori commissionati in diretta, tramite videochiamata.

Si chiama live distant child abuse ed è una forma di violenza sessuale commessa sui minori e osservata a distanza, tramite videochiamata. Un fenomeno ripugnante su cui la Polizia di Stato ha concluso una complessa operazione, individuando una rete di utenti, portando ad arrestare due e a indagarne sei in totale, tutte in Italia.

Il fenomeno del live distant child abuse

Si parla di un sistema strutturato di contatti, accordi preventivi e pagamenti elettronici attraverso cui i buyer commissionano in tempo reale gli abusi, da remoto, mentre i vendor eseguono direttamente, trovandosi accanto alle vittime. Chi paga stabilisce tempi e modalità, con richieste specifiche e la possibilità di controllare il tutto a distanza, in cambio di somme definite modeste.

A ospitare gli incontri erano piattaforme asiatiche dedicate agli adulti, sulle quali erano proposti i bambini. In caso di accordo, si usciva per entrare in stanze virtuali private, avviando una trattativa in base alle preferenze dell’abusante e all’offerta del vendor. Secondo la Polizia, quando le richieste non potevano essere soddisfatte direttamente, erano trasmesse ad altri.

Si parla di bambini molto piccoli, provenienti da contesti particolarmente vulnerabili allo sfruttamento. Ci sono verifiche in corso anche su viaggi intrapresi da cittadini occidentali, presumibilmente per perpetrare violenze fisiche sulle vittime.

Come si è svolta l’indagine

Ad avviare l’operazione è stato il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online della Polizia Postale, con un’attività sotto copertura che ha coinvolto anche il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Milano oltre a strutture di Roma, Trento e Reggio Calabria. A livello internazionale si è rivelato decisivo il supporto della Homeland Security Investigations statunitense e di Europol. Gli investigatori si sono infiltrati nelle comunità degli abusi, ricostruendo i flussi finanziari e individuando i responsabili tramite tecniche di de-anonimizzazione.

Sono stati arrestati due uomini residenti nelle province di Trento e Reggio Calabria, rispettivamente di 47 e 31 anni. Tra le prove raccolte, anche gli account utilizzati per le videochiamate e decine di migliaia di file pedopornografici. Altri quattro soggetti, di età compresa tra i 47 e i 57 anni, residenti nelle province di Roma, Latina, Brescia e Milano, sono stati denunciati. I dispositivi informatici sono stati sequestrati.

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Pubblicato il
2 feb 2026
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