Lo strano caso di Windows 7

Innovativo sotto certi aspetti, conservativo sotto altri. La prossima incarnazione del sistema operativo di Microsoft sarà molte cose insieme: ma soprattutto, dovrà essere un successo

Las Vegas (NV) – Se c’è una cosa che è sicura del prossimo Windows 7 di certo non è la data di rilascio o il prezzo, e neppure in quante versioni verrà prodotto. Se c’è una cosa che è sicura , almeno è quanto traspare dalle parole di Mike Nash , uno dei dirigenti maggiormente coinvolto nello sviluppo della prossima versione del sistema operativo di Microsoft, è che W7 sarà molto diverso dal suo predecessore pur mantenendosi una release per così dire “conservativa”: a Redmond si devono essere resi conto che qualcosa è andato storto con Vista, e non intendono fare gli stessi errori con Seven.

Pochi minuti concessi alla stampa italiana per fare il punto sulle novità non bastano per sciogliere ogni dubbio su quanto il pubblico dovrà attendersi, a questo punto è quasi obbligato dire entro la fine dell’anno. Nash mostra qualche effetto grafico per affiancare le finestre, ma soprattutto offre uno scorcio su quello che Windows si accinge a diventare: un vero e proprio hub digitale per tutti gli elettrodomestici da intrattenimento . Dopo le alterne fortune delle versioni Media Center precedenti, W7 sembra sempre più orientato verso la multimedialità estrema, con lo scopo probabilmente di rendersi più accattivante per un pubblico che ultimamente sembra subire il fascino delle sirene di Cupertino.

Il logo del CES 2009 Invece che adottare l’approccio della concorrenza, che ha creato un vero e proprio dispositivo a parte e complementare al PC per sfruttare stereo e TV, BigM propone tutta la gestione del proprio archivio musicale e cinematografico ad un clic destro di distanza . Purché i dispositivi che si hanno in casa siano conformi ad uno standard denominato DLNA – secondo Nash sono sempre di più e non faranno che aumentare – si potrà comodamente scegliere quale sorgente utilizzare e quale schermo impiegare per guardare un film: stereo, TV LCD, Xbox e molti altri apparecchi potranno venire impiegati in modo interattivo per fruire dei propri contenuti.

Grazie ad Homegroup , un sistema che semplifica la creazione di reti locali (proprio come Bonjour di Apple), connettere tutto assieme sarà più immediato: guardare sullo schermo di casa da 42 pollici i video della recita scolastica sarà possibile mentre la telecamera è collegata al PC. Anche se mancano ancora i dettagli su come il tutto avvenga esattamente, sembra senz’altro una possibilità allettante: ma è anche questa una delle novità di W7, vale a dire che Microsoft sta molto attenta a quello che dice e che non dice sulle caratteristiche del prodotto per evitare di trovarsi tra qualche mese a deludere le aspettative di clienti e partner.

Tra le poche altre novità mostrate, quasi tutte squisitamente estetiche o comunque rivolte ad un’utenza consumer, c’è una task-bar che ricorda molto il dock di Mac OSX, a cui tuttavia aggiunge un elemento interessante: una preview di tutte le finestre aperte dell’applicazione, aggiornate in tempo reale con il contenuto delle stesse e con la possibilità di decidere senza spostare realmente il focus se chiuderle o riportarle davanti a tutte le altre. Ci saranno anche novità sul piano enterprise, come il miglioramento della gestione delle VPN, ma – ancora una volta – è prematuro parlarne.

Il vicepresidente Microsoft, Mike Nash Quello che è certo è che Windows 7 è condannato a essere un successo : Nash non dice nulla a proposito di Vista, se non che Seven è il frutto di un’attenta analisi dell’esperienza degli utenti sulla versione precedente e che da quest’ultima ha tratto molti insegnamenti. Come dire che W7, pur mantenendo la compatibilità quasi assoluta con il precedente, in ogni caso non sarà Vista 2.0, bensì qualcosa di diverso e soprattutto più vicino ai desideri e alle aspettative della clientela: una versione di consolidamento e non di rivoluzione, che sistemerà probabilmente più problemi di quante novità si accinga a portare in dote.

L’impressione è che, come è stato con Live (ora un pacchetto disgiunto da Windows), Microsoft si avvii verso una semplificazione della propria offerta : meno versioni, senz’altro meno delle quattro attuali, e forse anche un taglio al prezzo per portarsi più vicini all’offerta della concorrenza. E visto che Apple probabilmente annuncerà Snow Leopard (Mac OSX 10.6) al prossimo WWDC – che si terrà all’inizio dell’estate – l’autunno 2009 potrebbe trasformarsi in una battaglia infuocata tra OS come non se ne vedevano da anni. Con Windows condannato a vincere, e OSX che farà di tutto per mettere in crisi il gigante che detiene pur sempre il 90 per cento del mercato.

Luca Annunziata

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