L'ombra dell'ONU sui contenuti digitali

50 anni di diritti esclusivi sui contenuti prodotti da terzi, DRM obbligatori e divieto di riproduzione: ecco il Broadcast Treaty secondo il WIPO, l'agenzia ONU per la protezione della proprietà intellettuale

Ginevra – La World Intellectual Property Organization , agenzia speciale delle Nazioni Unite, si è riunita a Ginevra per discutere sull’approvazione del cosiddetto Trattato sulla Diffusione di Contenuti , detto comunemente Broadcast Treaty . La bozza del documento riguarda Internet molto da vicino e potrebbe avere un impatto decisivo sul futuro della distribuzione di contenuti multimediali per via telematica.

Il BT prevede l’assegnazione di diritti globali esclusivi alle emittenti televisive, radiofoniche e via Internet. Tali diritti avranno una durata di 50 anni e riguarderanno la trasmissione di qualsiasi contenuto multimediale attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione. Questo “diritto di distribuzione”, inalienabile e protetto dall’ obbligo di sistemi DRM e tecnologie di blindatura , verrà concesso alle emittenti indipendentemente dallo status giuridico dei contenuti messi in onda.

Se approvata, l’impatto di una tale normativa internazionale avrebbe un influenza estremamente negativa sul futuro della stampa, dell’arte e vieppiù sulla possibilità di utilizzare i contenuti multimediali per registrazioni personali, come ricordano gli esponenti di EFF , la storica associazione impegnata nella difesa delle libertà digitali.

La riutilizzazione per fini giornalistici, documentativi od accademici di qualsiasi unità informativa , come ad esempio un’intervista di un politico rilasciata ad un telegiornale, sarebbe subordinata al benestare della stessa emittente che ha trasmesso l’evento. In poche parole, un programma satirico di successo come Blob, in onda su Raitre , diventerebbe tecnicamente illegale.

I portavoce di EFF fanno sapere che “le norme che WIPO ha in cantiere potrebbero danneggiare irrimediabilmente l’innovazione e rendere impraticabile la maggior parte delle nuove attività su Internet, come il podcasting, il videocasting e l’uso della Rete come mezzo di comunicazione per informare”.

Robin Gross, giurista e direttore di IP Justice , ha commentato le intenzioni della WIPO con “estrema preoccupazione”, poiché “i costi sociali per creare una nuova gamma di diritti che scavalca, di fatto, i diritti di proprietà che i creatori di contenuti detengono sopra le loro creazioni” sono troppo alti . La bozza di “Broadcast Treaty” che uscirà dal meeting di Ginevra sarà quella definitiva che, eventualmente, verrà approvata entro e non oltre il 2007.

Tommaso Lombardi

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  • Anonimo scrive:
    fico assai!
    molto fico!davvero largo alla fantasia :-)grazie Lucas!!! :D
    • Anonimo scrive:
      Re: fico assai!
      - Scritto da:
      molto fico!
      davvero largo alla fantasia :-)si beh bah boh forse sarebbe stato meglio un sistema standard per questo tipo di automatismi sennò ci si riempie di programmini c'e' anche APO autorun simile
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