L'open source non tutela gli sviluppatori

A dirlo è il team di sviluppo di un noto programma di editing audio/video per Linux, ora sospeso per timore di denunce
A dirlo è il team di sviluppo di un noto programma di editing audio/video per Linux, ora sospeso per timore di denunce


Web – Sviluppo “sospeso per eccessiva responsabilità”. Così comunica il sito di Broadcast 2000, un noto software open source di editing audio/video rilasciato sotto licenza GPL.

“Abbiamo già visto alcune organizzazioni” – si legge nella home page del prodotto – “vincere cause contro sviluppatori di software GPL per i danni che questo software arrecherebbe. Ne sono esempi la RIAA contro i sistemi di peer to peer e l’MPAA contro chi ha prodotto player multimediali. A quanto pare la mancanza di garanzie specificata nelle licenze software è diventata insignificante nell’economia odierna.”

Il timore del team di sviluppo è che la distribuzione di Broadcast 2000 conduca ad elevati rischi di esposizione verso tale tipo di attacchi, a causa dell’alto costo di altri software di editing audio/video strettamente commerciali che mal digerirebbero concorrenti a costo zero.

“Abbiamo in progetto di continuare a rilasciare per il download alcuni lavori di minore importanza – scrivono gli autori – riservandoci la possibilità di offrire lavori di più ampio respiro nel momento in cui i problemi di responsabilità che attorniano l’open source verranno risolti”.

Quello di Broadcast 2000 non è l’unico caso di abbandono, nel mondo open source, di progetti che hanno o avrebbero potuto calpestare i piedi ad aziende commerciali. In molti casi, gli sviluppatori open source hanno optato per accomodarsi alle richieste di presunte violazioni e danni di immagine, come il caso Killustrator , e SgalaSMS , un software italiano per l’invio di messaggi SMS tramite gateway Web.

A tal proposito, si ripresenta un problema che da anni viene discusso dalla comunità open source: la scarsa tutela offerta in sede giudiziaria dalle licenze open source, soprattutto unita al fatto che, in genere, la stragrande maggioranza degli sviluppatori o dei team che producono software aperti non possono permettersi i costi di una causa legale.

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16 09 2001
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