L'Open Source sfida Microsoft.NET

La comunità open source lancia un progetto per portare le fondamenta standard dell'infrastruttura .NET su Linux. Un obiettivo ambizioso con cui l'open source spera di arginare l'avanzata di Microsoft nel cruciale mercato di Internet


Boston (USA) – Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, ieri il grande annuncio: Ximian, nota azienda Linux legata allo sviluppo dell’interfaccia grafica Gnome, ha ufficializzato la nascita di un progetto che porterà allo sviluppo di una versione open source della piattaforma Microsoft.NET.

Il progetto, denominato Mono (“scimmia”, in spagnolo), ha un obiettivo ben preciso: arginare lo strapotere di Microsoft ed impedire che l’ombra lunga del colosso di Redmond abbracci tutto il mercato legato ad Internet. Un obiettivo che Ximian, con la collaborazione della comunità degli sviluppatori, intende raggiungere rilasciando sul canale open source le componenti chiave dell’infrastruttura.NET di Microsoft.

“Stiamo assumendo la guida di un progetto teso a fornire una piattaforma di sviluppo aggiornata che consenta agli sviluppatori Linux e Unix di capitalizzare sull’infrastruttura.NET proposta da Microsoft”, ha detto Miguel de Icaza, co-fondatore e CEO di Ximian. “C’è moltissimo potenziale nei servizi Web ed in questa nuova piattaforma di sviluppo, e con questa iniziativa, l’intera comunità open source può costruire una piattaforma che espanderà questi benefici al mondo di Linux”.

Un’implementazione open source di.NET è resa possibile dal fatto che Microsoft ha basato la sua piattaforma su standard aperti. Il big di Redmond non sembra contraria alla diffusione delle fondamenta di.NET anche su altri sistemi operativi, ed anzi sembra volerne facilitare l’adozione attraverso la proposta di standardizzazione, presso l’ECMA, delle interfacce di programmazione di.NET.

“Questa volta Microsoft è stata corretta: ha dato vita ad una buona piattaforma fornendo le specifiche ad un organismo di standardizzazione. Così questa volta siamo noi ad abbracciare ed estendere”, ha commentato de Icaza.

Nonostante Microsoft e Corel abbiano recentemente annunciato un accordo di collaborazione per il porting su FreeBSD di componenti chiave di.NET, come il linguaggio C# e la Common Language Infrastructure (CLI), de Icaza sostiene che questo non ha eliminato la necessità di un progetto open source come Mono.

“Sfortunatamente – ha affermato de Icaza – mentre C# e CLI sono stati proposti agli organi di standardizzazione ECMA e W3C, la limitazione della licenza “shared source” impedisce lo sviluppo e lo schieramento di applicazioni commerciali sulle altre piattaforme, come Linux, Solaris e Unix. Inoltre, anche gli sforzi congiunti di Microsoft e Corel non forniscono supporto per le applicazioni basate su GUI e accesso ai database”.

Il codice aperto di Mono consentirà invece agli sviluppatori di portare.NET su ogni sistema operativo. Ecco come.


Ximian, che guiderà il progetto Mono e svilupperà buona parte del codice, sta già lavorando al porting su Linux dei tre componenti chiave di.NET: un compilatore per il linguaggio C#, con cui potranno essere sviluppate applicazioni compatibili con.NET; un compilatore just-in-time Common Language Runtime, che consentirà a Linux di far girare applicazioni scritte sotto un qualsiasi altro sistema operativo che supporti.NET, incluso Windows; un completo insieme di librerie compatibili con le CLI, che metterà a disposizione degli sviluppatori lo strato software necessario per creare applicazioni utente e servizi Web sotto sistemi open source.

Le tecnologie CLR e Common Type System (CTS) consentiranno agli sviluppatori di scrivere le proprie applicazioni e librerie in una grande varietà di linguaggi, fra cui i classici C, C++, COBOL e Pascal. Questo presuppone che anche le classi e i metodi creati con un linguaggio potranno essere riutilizzati anche con altri idiomi di programmazione.

“Sostanzialmente stiamo sostituendo le chiamate di Windows con le equivalenti sotto Linux”, ha detto de Icaza. “Quando il progetto sarà concluso, potrete copiare le applicazioni.NET su Linux e farle girare senza modifiche, oppure sviluppare le applicazioni sotto Linux e farle girare senza modifiche sotto Windows”.

Mono metterà nelle mani degli sviluppatori open source gli strumenti necessari per creare interfacce grafiche utente. La piattaforma di Ximian si baserà infatti su componenti già sviluppati per Gnome, fra cui le librerie Gtk+, Libart e Gnome-DB.

Mono si baserà anche sulle librerie SOUP già scritte dalla stessa Ximian per Gnome, un’implementazione del protocollo standard SOAP per lo scambio di informazioni decentralizzate in ambienti distribuiti: uno dei pilastri della piattaforma.NET.

Il codice sorgente di Mono verrà pubblicato sotto le licenze GNU GPL e LGPL, le stesse che negli ultimi mesi sono state bersaglio del fuoco incrociato di Microsoft . Secondo Ximian, l’adozione di licenze free potrà accelerare il processo di sviluppo di Mono e consentire agli sviluppatori “di creare e distribuire liberamente applicazioni commerciali e proprietarie, una cosa che con la licenza shared source di Microsoft non è possibile fare”.

Ximian ha già scritto circa un terzo del compilatore C# per Linux e al momento sta lavorando su di un disassemblatore e parsing di moduli.NET, su di un motore per il garbage collecting e su altri componenti che, entro la fine dell’anno, dovrebbero già consentire il rilascio della prima base di tool per lo sviluppo sotto Mono. Ximian prevede che il progetto verrà completato fra circa un anno.

Nel frattempo l’appoggio al progetto, da parte della comunità open source, non si è fatto attendere.


Pare che il mondo dell’open source abbia accolto favorevolmente l’annuncio di Ximian.

Red Hat, tramite il suo CEO Michael Tiemann, ha assicurato il suo appoggio a quello che considera un lodevole tentativo per prevenire che Microsoft guadagni il “controllo esclusivo” del mondo dell’IT.

“Non stiamo clonando altri sistemi per il solo gusto di clonarli. Stiamo soltanto assicurandoci che il futuro del computing non imploda attorno ad un monopolio”, ha detto Tiemann.

E sul tema della “clonazione”, nelle FAQ sul Progetto Mono rilasciate da Ximian si legge che “abbiamo deciso di spendere le nostre limitate risorse nell’implementare delle specifiche esistenti piuttosto che progettare ed implementare le nostre: sebbene questo sarebbe stato possibile, non avrebbe avuto senso farlo soltanto perché le specifiche (di.NET) provengono da un vendor proprietario (Microsoft)”.

Tiemann ha poi sostenuto che “il miglior modo per assicurare l’integrità di.NET è vedere se sia possibile creare implementazioni alternative di alta qualità basate sulle specifiche. Il Progetto Mono, protetto dalla licenza GPL, assicurerà che la diffusione delle informazioni in merito ai punti di forza, alle debolezze e alle falle dell’architettura.NET possano essere discusse con intelligenza ed eseguite con responsabilità”.

Il supporto a Mono arriva anche da Caldera, un’azienda che, nonostante ultimamente sia andata un po’ contro corrente all’interno della comunità open source, sembra molto interessata ad un progetto che potrebbe avere un’importanza capitale, in futuro, per competere con Microsoft.

Bruce Perens, stratega di HP e grande supporter dell’open source, ha espresso tutta la sua soddisfazione verso quello che considera un progetto capace di “estendere l’infrastruttura di sviluppo di.NET verso nuove piattaforme senza le catene imposte dalla licenza shared source di Microsoft”.

È questo “un momento determinante per Linux e la comunità open source” ha affermato Tim O’Reilly, presidente dell’omonima casa editrice. “L’infrastruttura di Internet è sempre stata basata sull’open source. Il Progetto Mono è un passo essenziale perché questo rimanga vero e Internet possa continuare ad evolversi”.

Meno pronti a farsi travolgere dagli entusiasmi diversi analisti del settore, i quali sostengono che l’infrastruttura.NET è ancora in via di sviluppo e seguirne pedissequamente le orme potrebbe significare, per l’open source, cadere nelle stesse buche che inevitabilmente disseminano il cammino verso la maturità di ogni nuova tecnologia.

Per conoscere gli esiti dell’iniziativa di Ximian bisognerà attendere la fine del prossimo anno, quando verranno sviluppate le prime applicazioni.NET per Linux. Nel frattempo si attende la presentazione ufficiale del progetto, che avverrà durante la ÒReilly Open Source Convention di San Diego tra il 23 ed il 27 luglio.

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  • Anonimo scrive:
    La realta' ha molte facce...
    Pienamente in sintonia con l'articolo, credo che il vero problema sia l'assenza di volonta' di fare notizia. Quando non c'era la legge sulla privacy (benvenuta quella legge) la notizia consisteva nella caccia all'orco cattivo (che spesso non era cattivo affatto...) adesso si e' persa anche quella. I giornali sono noiosi. Prendono le notizie dalle agenzie e le commentano in sintonia con la linea editoriale del loro periodico (sia elettronico che cartaceo). Rimango esterefatto quando vedo Striscia La notizia dare le notizie che dovrebbe cercare un giornale. Un Beppe Grillo che non va piu' in televisione e' un segno di censura e la censura e' sintomo di dittatura. Com'e' che pochi mesi fa si difendeva "la satira politica" e Beppe Grillo non e' stato neanche citato dalle trasmissioni di Santoro e Co.? Finche' le notizie sono tutte controllate e pacate per non innervosire nessuno piu' di tanto non comprero' giornali cartacei e daro' una leggera letta ai siti d'informazione.Se gli italiani non leggono i Giornali la colpa e' degli italiani o dei giornali... ?Io di dubbi non ne ho.
    • Anonimo scrive:
      Re: La realta' ha molte facce...
      Mah... Striscia la notizia tira acqua al mulino di Berlusca & mediaset. Basta vedere quando parlano di falsi TV: se è un programma RAI gli fanno un c*** così per settimane, se è un programma mediaset non vanno oltre la battutina del momento, magari il "tapiro"... stesso per la politica.Quanto a Beppe Grillo... l'ultima volta che l'ho visto è stato al discorso di fine anno su tele+, ha detto un sacco di cose interessanti, ma dopo i titoli di coda è apparso "per informazioni su sistemi di energia alternativi" e l'URL di un sito di una ditta di pannelli solari. Mah...
      • Anonimo scrive:
        Re: La realta' ha molte facce...

        Mah... Striscia la notizia tira acqua al
        mulino di Berlusca & mediaset. Basta vedere
        quando parlano di falsi TV: se è un
        programma RAI gli fanno un c*** così per
        settimane, se è un programma mediaset non
        vanno oltre la battutina del momento, magari
        il "tapiro"... stesso per la politica.Fede e' stato colpito da striscia a piu' riprese per aver riportato delle notizie in modo molto parziale e "impreciso" e la sua multa se l'e' presa proprio grazie a Striscia.
        Quanto a Beppe Grillo... l'ultima volta che
        l'ho visto è stato al discorso di fine anno
        su tele+, E qui capisci che in RAI e Mediaset non c'e' posto per gente come lui ha detto un sacco di cose
        interessanti, ma dopo i titoli di coda è
        apparso "per informazioni su sistemi di
        energia alternativi" e l'URL di un sito di
        una ditta di pannelli solari. Mah...Qui non ci trovo niente di male. Si possono dire delle cose buone anche se sponsorizzate, certo che quando lo sponsor diventa come il martellamento delle publicita' dei telefonini allora c'e' qualcosa di perverso in giro.Infine una considerazione.Si puo' essere incisivi anche se di parte. Il problema non e' che i giornali sono di parte, il problema e' che i giornali non vogliono fare una polemica cattiva e ben fatta. Si accontentano di colpire il nemico senza un vero affondo.
  • Anonimo scrive:
    sitoveneto.it
    li non hanno mai scritto del cile.
  • Anonimo scrive:
    eccezioni localizzate
    sono Giuseppe Di Rienzo, il webmaster di www.santacroceonline.comesistono delle eccezioni, una di queste penso sia il mio sito.Di seguito una breve presentazione.ciaowww.santacroceonline è il primo sito web dedicato INTERAMENTE a Santa Croce diMagliano (CB). Ideato e realizzato dal sottoscritto, aggiornato da Bario, dal 30giugno 2000 forniamo a S.Croce un servizio unico nel suo genere: in Italia nonesiste un altro paese di 5000 abitanti con un sito come il nostro per quantitàdi informazioni (la qualità la giudicate voi).INDIPENDENTE da tutto e da tutti, PRIVATO (l'amministrazione locale non c'entraniente), NO PROFIT, POLITICO e SENZA NESSUN FINANZIAMENTO, pian piano è diventato un portodove tutti i navigatori possono reperire informazioni su S.Croce oltre ad essereuna valvola di sfogo per il pensiero locale: diamo infatti ampio spazio a tuttii santacrocesi che vogliono esprimere le proprie idee su internet.Nelle 36 sezioni attualmente on-line è possibile trovare tantissime informazioni storiche, foto aeree, feste popolari, tradizioni popolari, vecchicanti, documenti scientifici riguardanti il territorio, statistiche sullapopolazione e confronti con altri paesi, indirizzi e recapiti comunali, fotoattuali dei quartieri santacrocesi, tantissime informazioni riguardanti gliartisti e scrittori locali con i dettagli delle maggiori opere, file audio,informazioni riguardanti le numerose associazioni culturali, scuole, vari corsidi ballo, locali squadre di calcio e pallavolo con relativi campionati, torneodi fantacalcio, news quotidiane, appuntamenti, orari di autobus ed ufficipubblici, servizi religiosi, meteo, annunci e guide ai navigatori santacrocesi,sezioni in cui il visitatore partecipa attivamente quali guest- book, chat,surfer ecc. ecc.In principio non credevamo che l'iniziativa riscuotesse tanto successo, poi peròcol passare del tempo ci siamo accorti di aver colmato un vuoto. Ci hannodefinito come "un punto di riferimento per i santacrocesi ed in particolare peri non residenti a S.Croce".Numerosissime ancora oggi sono le E-Mail di santacrocesi che ci ringraziano e ciincitano a continuare. Di seguito alcune frasi che ci hanno particolarmentecolpito: "...sappi che il tuo sito mi fa sentire virtualmente vicino al miopaese..." di L.G., "...Se tutti avessero il vostro grande spirito di iniziativail mondo sarebbe avanti di 1000 anni. Cercate anche..." di M.D.G.,"...personalmente mi sento un po' li anche essendo qui a..." di T.M., altrimessaggi sono visibili dalla Home seguendo il link Guest-BookDopo quasi un anno di ricerche, notizie e fotografie, attualmente il sito contaoltre 1000 pagine consultabili, oltre 700 foto (anche se di scarsa qualità) edoltre 25.000 accessi alla home ma soprattutto completamente INDIPENDENTI eNESSUN finanziamento. Siamo stati valutati ottimamente da esperti del settorecome HTML.it FAREWEB PCIMPROVER, la stampa locale (Nuovo Molise) inoltre in piùoccasioni ha evidenziato il lavoro fatto. Tutto questo nell'INDIFFERENZA TOTALE DELLE PUBBLICHE ISTITUZIONI.Nei primi mesi del 2001 abbiamo registrato un notevole aumento di visitatoritanto che nel solo aprile 2001 abbiamo raggiunto quasi 5000 accessi (circa200.000 pagine richieste al server) con un record giornaliero (5 aprile) di 287visitatori. Una continua crescita che ci ha proiettato tra i siti (se non ilsito) più visitato del Molise.Siamo stati gli unici a seguire via internet:- il campionato di calcio di PRIMA CATEGORIA MOLISANA, girone B, 2000-2001- il CAMPIONATO DI PALLAVOLO PROVINCIALE 1' DIVISIONE FEMMINILE 2001Attualmente molte sezioni quali la "Turris", "Surfer", "Guest-Book", ecc. sonosempre più invidiate persino da portali più quotati (e "costosi").Tante le novità in cantiere, molte delle quali però sono legate all'acquisto diuna macchina fotografica digitale di qualità ed all?attesa interpretazioneufficiale della nuova legge sull'editoria. Come certamente avrete notato nonsiamo giornalisti, e non vogliamo in nessun modo competere con chi fa da anniquesto mestiere, anzi siamo convinti che solo collaborando attivamente potremomigliorare reciprocamente e far sentire la presenza della regione Molise intutto il mondo.
  • Anonimo scrive:
    interpretare o descrivere?
    i giornalisti devono interpretare la realta'? davvero? io ho sempre creduto dovessero *descriverla* - in primis per motivi deontologici, e poi perche' sono troppo ignoranti (per la maggior parte) per capire cio' che davvero accade.quando poi, un giorno, si capira' che la rete non e' uno strumento per rifare cose che gia' ci sono e, bene o male, funzionano (come giornali e telegiornali), allora si smetteranno queste discussioni, utili solo ai giornalisti che vogliono far credere di essere gli unici depositari dell' *Informazione*
  • Anonimo scrive:
    Perdite da capogiro...
    "CiaoWeb e' messo male.. dopo aver perso ben 45 miliardi l'anno scorso (L. 45.000.000.000). Che dire? secondo me solamente che i nodi stanno venendo al pettine. Mancanza di contatti, ma soprattutto mancanza di reale interesse e reale valore per gli inserzionisti."Fonte: wup.itCommento:C'è qualcuno che può spiegarmi come si fa a perdere 45 miliardi, e perchè?Come disse il poeta: "c'è qualcosa di marcio..."se i soldi girano sempre tra chi li ha già, mentre se sei un "nessuno" le banche non ti danno una lira, anche se hai idee brillanti (non parliamo poi dei cosiddetti "incubators" e simili, quelli manco ti cagano!). C'è qualcuno che può spiegarmi l'arcano?
  • Anonimo scrive:
    DICI. VIVERE E DESCRIVERE LA VITA
    ed esponi molte altre interessanti riflessioni, tanto interessanti che non si capisce come mai non le si sia comprese prima...""Recatevi al bar sotto casa e, mentre sorseggiate un caffé, fate parlare e parlate con il barista. Quindi andate all'edicola. Osservate per qualche minuto gli acquisti dei lettori. Sul tragitto, mentre attraversate la strada, buttate un occhio nelle automobili ferme agli incroci e chiedetevi quante persone in quel momento si stanno muovendo per lavoro o per altre ragioni. Infine, posate lo sguardo sui cartellini dei prezzi del pizzicagnolo e del panettiere e sul viso del pensionato che sta facendo la spesa. Un trucco aggiuntivo: spostatevi in tram, a piedi e in bicicletta; salite sui treni. Fate qualche coda all'ufficio postale.""...già: vivi, e descrivi quel che vivi...entusiasmante: mi riporta ai tempi eroici del giornalismo, quando si andava a caccia di notizie per strade e vicoli, smozzicando panini unti e riposando sì e no tre o quattro ore su... quarantotto!Sarebbe da rifare ancora... ;-))
  • Anonimo scrive:
    non mi pare
    E' vero che ci sono mille inutili siti personali che non dicono nulla tranne "questo sono io e (più o meno) voglio cuccarti ma non lo dico apertamente" e la versione femminile "questa sono io e le mie ferie sono state belle guardate che mare + 100 foto in jpg da 3 mega l'una...MAio prima di scrivere qualcosa, normalmente, faccio una ricerca su un po' di motori.Se vedo che non l'ha scritta nessuno, allora penso che l'argomento va trattato.Ma credo lo facciano in molti.Quello che tu dici naturalmente va bene per un giornalista ... ma se mi metto a farlo io per il mio paesello, appena capiscono che esiste il sito allora inizio ad avere bisogno di assistenza legale!!!Sempre per via della legge sull'editoria...Comunque un sito sul mio paesello in formato non-quotidiano, ma per farlo visitare, credo che lo farò.Soprattutto in vista dei cambiamenti che la giunta ha deciso di apportare... così se vorrete potrete sempre sapere com'era...Chi se ne frega?Ho cercato con google... e nessuno ne ha parlato.Se lo cerchi tu, domani, forse lo troverai...A parte queste cosucce... credo che una persona con un minimo di intelligenza, che abbia intenzione di pubblicare qualcosa, da un blogging ad una pagina sul proprio sito (tripod-digiland-xoom-ecc) ... se tratta di un argomento, aggiunge comunque cultura, sapere, la propria opinione.I think.
    • Anonimo scrive:
      Re: non mi pare
      - Scritto da: TINKO
      E' vero che ci sono mille inutili siti
      personali che non dicono nulla tranne
      "questo sono io e (più o meno) voglio
      cuccarti ma non lo dico apertamente" e la
      versione femminile "questa sono io e le mie
      ferie sono state belle guardate che mare +
      100 foto in jpg da 3 mega l'una...I siti personali non fanno Informazione e non vendono un prodotto (per fortuna). Sono un modo per far conoscere la persona che li ha costruiti, a tutti credo piacerebbe raccontarsi un po'.La descrizione che ne fai te assomiglia piu' al fighetto/a di piazza piu' che al navigatore della rete.Scarlight
  • Anonimo scrive:
    ma ci sei o ci fai?
    ma come fai a scrivere contenuti locali?Ti ricordo che c'è la 62/2001.Io è da tre anni che ho un sito sulla mia città: un bel sito mi dicono, ho circa 1000 page views al giorno considerato che si trastta di un piccolo portale, con comune, parrocchie, info turistiche, associazioni, forum, mail gratis............ma se continua così dovrò chiuderlo.Basta cercare mio caro.....forse anche tu guardi solo i portaloni più conosciuti?....ma mi faccia il piacere!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: ma ci sei o ci fai?
      - Scritto da: coccige_non_venitemi_a_prendere
      Io è da tre anni che ho un sito sulla mia
      città: un bel sito mi dicono, ho circa 1000
      page views al giorno considerato che si
      trastta di un piccolo portale, con comune,
      parrocchie, info turistiche, associazioni,
      forum, mail gratis........Puoi indicare l'URL per favore?Anch'io ho intenzione di tentare la costruzione di una web-comunity della mia zona.Non sarà semplice ma ci tenterò.Ci sto lavorando e spero di poterla avvviare a partire da ottobre.Ciao!
      • Anonimo scrive:
        Articolo interessante.
        A me e' piaciuto molto come articolo, e vi ho trovato riflessioni molto interessanti.La superficialita' e la ripetivita' dei portaloni e' di una noia mortale.Servizi simili, notizie 'deja-vu', in alcuni casi addirittura testi "copiati e incollati". Sara' anche informazione corretta, ma preferisco cento volte comprarmi il Topolino della settimana :)La soluzione non e' poi tanto difficile, IMHO, ed e' a pochi passi dalle riflessioni contenute in questo articolo. Il miglior modo per avere una notizia e' seguire gli interessi stessi degli utenti, o meglio ancora rendere gli utenti i creatori del "percorso informativo".Il concetto di "Ascoltare il barista" portato su internet in modo intelligente sarebbe piu' rivoluzionario di mille portali esistenti.Non un banale forum, ma piu' un sistema simile ai commenti di PI.. magari a loro volta ripresi da una redazione. 100 utenti che scrivono commenti credo siano in grado di cogliere gli aspetti significativi e interessanti di un argomento meglio di 5 bravi giornalisti. E talvolta gli utenti su alcuni argomenti sono anche meglio informati dei giornalisti stessi (che sono tenuti ad avere una conoscenza piu' globale e talvolta superficiale riguardo ad alcuni settori).I siti specializzati, le nicchie di utenti tipicamente si evolvono velocemente: guardate i newsgroup degli appassionati di vecchi sistemi informatici o di tecnologie particolari.. vi si trovano spesso discussioni spesso molto interessanti e raffinate! Cogliete queste riflessioni, organizzatele in modo appropriato con una parte redazionale (che serva da spunto) ed eccovi un sito veramente interessante.L'interattivita' non e' un bel sito flash o con le notizie lette in streaming video, ma e' data dalla possibilita' che gli utenti creino i contenuti e questi migliorino e si rendano interessanti in una sorta di "evoluzione Darwiniana".Ok, forse son diventato troppo filosofico, pero' io concordo con buona parte delle cose che vi sono scritte.. e credo anche che i siti un po' piu' di nicchia e i "vortali" possano divenire i prodotti vincenti dei prossimi anni. Punto Informatico per primo si avvicina a questo concetto.[pubblicita': un altro sito che tenta di seguire questo approccio e' www.MilanoTonight.it : un normale sito sui locali di milano, ma i commenti, voti e le foto sono mandati esclusivamente dagli utenti].
        • Anonimo scrive:
          Re: Articolo interessante.
          - Scritto da: Bingo Bongo
          A me e' piaciuto molto come articolo, e vi
          ho trovato riflessioni molto interessanti.Peccato che l'alternativa alla standardizzazione sia il più retrivo clichè del giornalista che parla per sentito dire, senza documentarsi, senza trovare riscontri obiettivi alla sua "interpretazione": un giornalista ignorante, per il quale fare informazione locale significa trasformare la pausa caffè in una professione.E' un giornalismo di m**** come l'altro!
        • Anonimo scrive:
          Re: Articolo interessante.
          Anche io ho trovato l'articolo interessante. Penso che i portalono fotocopia costituiscano un impoverimento di internet. Costituiscono la TV (spesso spazzatura) portata sul web. Di certo si poteva (e si puo') fare di piu'. La localizzazione e la specializzazione delle informazioni e' certamente una cosa essenziale per lo sviluppo di internet.Ma spesso l'informazione locale o specializzata non puo' arrivare da un giornalista ma da un appassionato. Purtroppo la famigerata 62/01 ha di fatto posto un impedimento a cio'.
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