LOPPSI, intermediari contro le blacklist

L'obbligo per i provider di rendere irraggiungibili i siti pedopornografici sarebbe inefficace ed eccessivamente gravoso. Utile solo a compromettere la loro neutralità
L'obbligo per i provider di rendere irraggiungibili i siti pedopornografici sarebbe inefficace ed eccessivamente gravoso. Utile solo a compromettere la loro neutralità

Gli ISP francesi e gli altri operatori riuniti nell’ Association des Fournisseurs d’Accès et de Services Internet (AFA) hanno espresso la loro, attesa, opinione su LOPPSI , la legge con cui la Francia vorrebbe trasformarli in filtri a favore dei cittadini. I provider bocciano sostanzialmente la parte che li riguarda direttamente.

AFA si è espressa , in particolare, contro il meccanismo predisposto dall’articolo 4 del testo, quello cioè in cui viene stabilito l’obbligo per gli ISP di bloccare l’accesso ai siti (il riferimento è a quelli pedopornografici) indicati con decreto ministeriale. L’opinione sembra senza appello: inutilmente gravoso e inefficace.

Gli ISP, infatti, fanno notare innanzitutto che un loro blocco non risolve il problema non eliminando il materiale incriminato dalla Rete : chi detiene il contenuto potrà sempre cambiare URL, mentre l’utente potrà accedere comunque al sito usando alcuni stratagemmi per aggirare il blocco, utilizzando DNS non soggetti a restrizioni, passando per un proxy o facendo affidamento su anonimizzatori per garantirsi la riservatezza nella navigazione. Fatto comunque certo è che in questo modo non verrà garantito il blocco alla circolazione di materiale pedopornografico, contenuti che, spiegano i provider, oltretutto circolano per la maggior parte via p2p.

AFA, d’altronde, ripropone il meccanismo finora adottato, o almeno il principio di sussidiarietà secondo cui a rispondere di un contenuto è innanzitutto chiamato il suo autore/editore, in seconda battuta l’host e che solo successivamente dovrebbe chiamato in causa l’ISP nel tentativo di bloccare il contenuto.

Nel caso di host francesi che ospitassero contenuti vietati (caso peraltro molto raro) il discorso diventava molto semplice, con una semplice notifica. Anche nel caso di contenuti ospitati da host esteri, tuttavia, secondo AFA potrebbe bastare la collaborazione internazionale , come quella sponsorizzata a livello europeo con il sistema Inhope , che permette agli ISP di segnalarsi vicendevolmente i siti incriminati.

AFA aggiunge poi che, se la disposizione manca di efficacia nel perseguire ed eliminare dalla Rete i contenuti pedopornografici, rischia di fatto di sferrare un colpo mortale alla neutralità degli ISP e della Rete .

Claudio Tamburrino

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Link copiato negli appunti