Google ha integrato la funzione Lyria 3 nell’app di Gemini, per creare musica con l’AI. Non esattamente un’alternativa a Suno e Udio, le limitazioni non mancano, a partire da quella che ferma a 30 secondi la lunghezza massima dei file generati. L’immediatezza dello strumento e la popolarità della piattaforma di bigG fanno però pensare che presto saremo invasi da brevi canzoni generate da un algoritmo. È già disponibile in Italia e in italiano (anche su desktop, dove compare il messaggio Ora puoi generare musica. Cosa creerai?
). L’abbiamo provato.
Gemini con Lyria 3 in Italia, l’abbiamo provato
Come da prassi, tutto ha inizio con una richiesta testuale. Si può descrivere la traccia con un prompt personalizzato oppure scegliere una delle opzioni proposte, ma anche caricare un file di riferimento, un audio o persino un’immagine a cui ispirarsi.

Vada per un pezzo dedicato al gatto Sam. È poi sufficiente rispondere a qualche domanda, dare il via all’elaborazione e in pochi secondi il brano è pronto per essere riprodotto.

Non mancano i link rapidi per la condivisione (per chi proprio ci tiene ad ascoltarlo, eccolo) e il pulsante per il download in formato video (MP4) con copertina inclusa. La conversazione rimane poi salvata nell’elenco delle chat di Gemini.
Come siamo messi a copyright? Per il secondo test che abbiamo fatto, abbiamo caricato il file MP3 di un brano decisamente famoso, dei Beatles. Abbiamo poi scritto un prompt che tenesse in considerazione il suo stile. Non ha fatto una piega nell’elaborare la richiesta, ma il risultato finale non c’entra nulla con i Fab Four. Forse è per una qualche sorta di protezione integrata.
I prossimi sviluppi potrebbero essere legati a una lunghezza più elevata e a maggiori possibilità di personalizzazione, magari intervenendo sul risultato ottenuto con modifiche anziché dover per forza di cose generare un brano completamente diverso.