Ma Intel spara Itanium 3G

Sui server hi-end arriva la terza generazione di Itanium, Madison, mentre nel segmento low-end Intel rilascia alcuni nuovi modelli di Xeon. Rinnovata la sfida a Sun e IBM (e AMD)
Sui server hi-end arriva la terza generazione di Itanium, Madison, mentre nel segmento low-end Intel rilascia alcuni nuovi modelli di Xeon. Rinnovata la sfida a Sun e IBM (e AMD)


Santa Clara (USA) – Intel ha introdotto sul mercato i primi modelli di Madison, nome in codice di una nuova generazione di processori a 64 bit che conserverà il brand Itanium 2 e che avrà il compito di erodere nuove quote di mercato alle piattaforme UNIX/RISC nel segmento dei server hi-end.

La nuova famiglia di chip va a rimpiazzare l’attuale generazione di Itanium, nota con il nome in codice McKinley , rispetto alla quale promette prestazioni dal 30% al 50% superiori.

I primi modelli di Madison, con frequenza di clock a 1,3 GHz, 1,4 GHz e 1,5 GHz, adottano un processo produttivo a 0,13 micron (contro i 0,18 micron di McKinley) e fino a 500 milioni di transistor (più del doppio rispetto ai propri predecessori). Il quantitativo di cache L3 integrata sui nuovi Itanium 2 dipende dal modello: partendo dal chip con frequenza più elevata, la memoria cache è rispettivamente di 6 MB, 4 MB e 3 MB. Per valutare le prestazioni dei singoli chip è dunque necessario tenere conto non solo del fattore clock, ma anche e soprattutto dell’ammontare di cache che hanno a bordo.

I nuovi Itanium 2 vanno a rivaleggiare direttamente con i chipponi RISC di Sun, IBM e altri grossi produttori di server hi-end, chip nei confronti dei quali Madison sarebbe in grado di garantire, secondo Intel, un rapporto prezzo/prestazioni fino al 48% superiore.

Nonostante Itanium sia ancora, a due anni dalla sua introduzione sul mercato, uno dei processori meno venduti nella storia di Intel, la rosa dei produttori che lo stanno adottando nei propri sistemi è in continua crescita. Al momento, secondo quanto riportato da Intel, HP, Dell e IBM offrono oltre quaranta sistemi a due e quattro processori basati su Itanium, e circa una decina di server “big-iron” con otto o più processori: fra questi si collocheranno presto i serveroni a 32 vie di Unisys e NEC, uno a 64 vie di HP e uno a 128 vie di SGI. Queste stesse tre aziende sono state fra le prime ad annunciare nuovi sistemi basati sulla nuova versione di Itanium 2.

Fra i sistemi operativi che supportano Itanium ci sono Windows Server 2003, HP-UX e le distribuzioni Linux di SuSE, TurboLinux e Red Hat.

Verso la fine dell’anno Intel introdurrà una versione low voltage di Itanium 2, nome in codice Deerfield, indirizzata ai sistemi dual-processor a basso consumo, come server rack e blade.

Nella tabella di marcia di Intel sono previste anche altre versioni di Itanium di cui si è parlato in questo articolo .

Intel vuole migliorare le prestazioni a 32 bit dei suoi chipponi. Ecco come.


Per contrastare Opteron, di cui AMD ha appena rilasciato nuovi modelli in grado di supportare configurazioni fino ad 8 vie, Intel rilascerà durante l’autunno anche l’IA-32 Execution Layer, una tecnologia software che dovrebbe migliorare le prestazioni di Itanium con le applicazioni a 32 bit, le stesse che Opteron riesce ad eseguire con velocità paragonabili, e talvolta superiori, a quelle dell’attuale generazione di CPU x86. Microsoft dovrebbe offrire un’anteprima di questa tecnologia ai beta tester del Service Pack 1 per Windows Server 2003, un aggiornamento il cui rilascio al pubblico è previsto per dicembre.

I tre nuovi modelli di Itanium costano, per ordini di 1.000 unità, 4.226$ la versione a 1,5 GHz, 2.247$ la versione a 1,4 GHz e 1.338$ la versione a 1,3 GHz.

Intel ha poi lanciato tre nuovi processori Xeon multiprocessore (MP) che appartengono alla giovane generazione conosciuta con il nome in codice Gallatin . I nuovi chip, disponibili nelle versioni a 2,8 GHz con 2 MB di cache L3, a 2,5 GHz con 1 MB di cache L3 e a 2 GHz con 1 MB di cache L3, hanno in comune la stessa architettura a 32 bit NetBurst dei Pentium 4 e una tecnologia di processo a 0,13 micron. Come i loro più recenti predecessori, anche gli Xeon Gallatin integrano la tecnologia hyper threading, la stessa che Intel ha introdotto nella sua linea di CPU desktop a partire dal Pentium 4 a 3,06 GHz.

Intel afferma, rifacendosi ad un dato di IDC, che oltre l’85% dei server venduti oggi si basano sulla propria architettura e, in larga maggioranza, proprio sui processori Xeon.

Se fino ad oggi gli Xeon avevano avuto ben poca concorrenza da parte di AMD – l’Athlon MP, infatti, non ha mai fatto presa sul mercato – la situazione potrebbe cambiare con la recente introduzione, da parte della rivale, della famiglia di chip Opteron. Grazie alla loro architettura a 64 bit, gli Opteron sono destinati a rivaleggiare, sulla fascia più alta del mercato, anche con Itanium.

Il prezzo dei nuovi Xeon MP a 2,8 GHz, 2,5 GHz e 2 GHz è rispettivamente di 3.692$, 1.980$ e 1.177$ per ordini di 1.000 unità.

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30 06 2003
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