Mamma Jammie, processo al terzo atto

Proposta di accordo da parte del giudice federale del Minnesota. Che vorrebbe evitare un terzo processo a Jammie Thomas-Rasset. Ma la donna potrebbe cedere solo con una riduzione a 750 dollari di multa a canzone
Proposta di accordo da parte del giudice federale del Minnesota. Che vorrebbe evitare un terzo processo a Jammie Thomas-Rasset. Ma la donna potrebbe cedere solo con una riduzione a 750 dollari di multa a canzone

C’è chi ha sottolineato come il primo processo a stelle e strisce per violazione del copyright a mezzo file sharing si sia ormai trasformato in un Giorno della Marmotta legale. Ma pare che le autorità del Minnesota – ad arbitrare l’aspra battaglia tra i rappresentanti del disco e la mamma più famosa del P2P ormai da quattro anni – ne abbiano abbastanza.

E così la Recording Industry Association of America (RIAA) ha ricevuto un morbido ultimatum , affinché vengano raggiunti gli estremi di un accordo con i legali di Jammie Thomas-Rasset . Con i legali della donna che nel 2006 era stata accusata dall’industria del disco di aver condiviso su Kazaa un totale di 24 canzoni.

Da lì una battaglia campale in aula, ora probabilmente giunta ad un terzo processo che il giudice vorrebbe evitare . Ma l’accordo suggerito rimarrà una soluzione difficile e lontana. Dal momento che mamma Jammie aveva già rifiutato la riduzione della sanzione a 25mila dollari, dopo quei 1,92 milioni di dollari ritenuti sproporzionati e incostituzionali dai legali della donna.

Lo stesso Joe Sibley, avvocato di Jammie Thomas-Rasset, ha recentemente sottolineato come le parti in causa siano rimaste distanti, mentre la mamma più nota del P2P potrebbe cedere sulla cifra minima di 750 dollari a brano scaricato . Sembra ora che il terzo processo sia inevitabile, fissato per i primi giorni di ottobre. In attesa di conoscere quali saranno i prossimi movimenti della marmotta.

Mauro Vecchio

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

22 06 2010
Link copiato negli appunti