ArenaBG, Zamunda e Zelka, nomi forse sconosciuti ai più, ma ben noti nella scena P2P. Hanno in comune la provenienza bulgara e il destino: tutti chiusi, con la stessa maxi operazione che ha coinvolto forze dell’ordine a livello globale. I domini sono stati sequestrati. Nel momento in cui scriviamo questo articolo, due puntano a servizi legittimi e uno mostra l’immagine qui sotto.
Chiusi i principali torrent tracker della Bulgaria
I torrent tracker sono ora irraggiungibili, ma come a volte accade in questi casi non è detto che non rispuntino altrove. Spesso basta un mirror per rendere vana l’azione delle autorità, come insegnano casi celebri a partire da quello che ha visto protagonista The Pirate Bay.

Come anticipato, si è trattato di una maxi operazione eseguita su più fronti, coinvolgendo tra gli altri il Dipartimento di Giustizia e l’Homeland Security Investigations statunitensi, l’Europol per quanto riguarda il vecchio continente e diverse agenzie della Bulgaria. L’ordine esecutivo è stato firmato da una corte federale del Mississippi.
Per capire quanto fossero popolari questi portali, Zamunda di recente si è piazzato alla posizione 11 tra i siti più visitati del paese. Non è dato a sapere se l’azione terminerà con il sequestro dei domini o se ci sarà l’incriminazione formale dei loro gestori.
Le ultime sul fronte della pirateria
Rimanendo in tema, di recente abbiamo segnalato il forte incremento nel volume di download illegali per il film Sinners (I peccatori), registrato sui circuiti BitTorrent. Il motivo? L’attenzione mediatica rivolta alla pellicola con il record di candidature ai premi Oscar. In fatto di pirateria, si è scoperto che la recente sospensione del dominio .org associato ad Anna’s Archive è da attribuire a una richiesta avanzata da Spotify e da alcune case discografiche, dopo l’annuncio del mega leak da 300 TB da parte della biblioteca ombra, un enorme archivio contenente oltre 86 milioni di brani.