McConaughey si registra come marchio contro i deepfake AI

McConaughey si registra come marchio contro i deepfake AI

L'attore Matthew McConaughey ha ottenuto otto brevetti per proteggere voce e immagine dai deepfake generati dall'AI. Una strategia insolita.
McConaughey si registra come marchio contro i deepfake AI
L'attore Matthew McConaughey ha ottenuto otto brevetti per proteggere voce e immagine dai deepfake generati dall'AI. Una strategia insolita.

Matthew McConaughey ha deciso di brevettare se stesso. Non è uno scherzo, ma una strategia legale vera e propria per combattere i deepfake e l’uso non autorizzato della sua immagine e della sua voce tramite l’intelligenza artificiale. L’attore texano ha ottenuto otto brevetti dall’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti negli ultimi mesi, battendo un sentiero giuridico praticamente inesplorato.

McConaughey brevetta se stesso per sfuggire ai deepfake AI

Tra i marchi registrati ci sono clip video specifiche: sette secondi di McConaughey che si presenta davanti a un ingresso, tre secondi di lui seduto davanti a un albero di Natale. E poi la ciliegina sulla torta: Alright, alright, alright, quella frase iconica del suo debutto in “La vita è un sogno”, che è diventata praticamente il suo marchio di fabbrica nella vita reale. Ora lo è anche legalmente.

Il problema è che l’AI può clonare la voce di chiunque in pochi secondi e generare video falsi, ma credibili con la stessa facilità. Le leggi faticano a tenere il passo, e Hollywood si trova nel mezzo di un campo di battaglia legale dove le regole non sono ancora state scritte. Invece di aspettare nuove leggi, McConaughey si sta rivolgendo alle normative sui marchi già esistenti, con l’obiettivo di stabilire una chiara proprietà sulla sua voce e somiglianza prima che l’uso improprio diventi un problema ancora più grande.

Il team legale dell’attore spera che questi marchi permettano di trasformare qualsiasi uso non autorizzato della sua immagine o voce generata dall’AI in un caso federale, non solo una questione di diritti personali o di privacy. In teoria, questo potrebbe rendere più semplice e veloce agire legalmente contro chi crea deepfake o usa la sua voce senza permesso.

Funzionerà davvero? Non tutti sono convinti che questa strategia reggerà in tribunale. Il punto è che i brevetti sono nati per proteggere marchi commerciali, non persone fisiche. McConaughey sta cercando di estendere questo concetto alla sua identità personale, ma il terreno è scivoloso. Potrebbe funzionare, oppure potrebbe sgretolarsi davanti al primo giudice che decida che un essere umano non è un logo.

Tuttavia, anche se la strategia non dovesse reggere perfettamente in tribunale, la minaccia di un’azione legale federale potrebbe comunque funzionare da deterrente. Poche piattaforme e utenti hanno voglia di ritrovarsi coinvolti in cause federali, anche se le probabilità di vittoria non sono chiarissime.

McConaughey e l’AI, una relazione complicata

McConaughey non è contro la tecnologia. L’attore ha recentemente collaborato con ElevenLabs, un’azienda di clonazione vocale basata su AI, per produrre una versione spagnola della sua newsletter “Lyrics of Livin'” usando proprio un clone della sua voce. È anche investitore nella stessa azienda.

Non è l’AI in sé il problema, infatti, ma l’uso non autorizzato. McConaughey sta tracciando una linea netta, possono usare la sua voce se hanno il suo permesso e lo pagano. Tutto il resto è violazione. Una posizione pragmatica, che riflette come molte star stanno affrontando la questione, collaborare con le aziende AI in modo controllato mentre si combattono gli usi selvaggi e non autorizzati.

Hollywood nel caos legislativo

McConaughey non è solo. Hollywood sta cercando disperatamente di capire come gestire l’AI, con sindacati e grandi studi che spingono per leggi che limitino l’uso di repliche AI senza permesso. Un disegno di legge è stato proposto nel 2024, ma non è andato da nessuna parte. Nel frattempo, le star prendono l’iniziativa con soluzioni creative come questa.

Fino a quando non saranno in vigore regole più chiare, i vip fanno quello che possono per colmare il vuoto legislativo. È una soluzione tampone, certo, ma in assenza di un quadro normativo solido, anche le soluzioni improvvisate possono fare la differenza. Chissà se i brevetti di McConaughey diventeranno un modello per altri attori o se rimarranno un esperimento legale isolato.

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Pubblicato il
14 gen 2026
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