MediaDefender, in borsa l'anti-p2p vale quasi zero

Continua il tracollo finanziario di quello che un tempo è stato il florido mastino delle major contro gli utenti del file sharing. Il valore delle azioni in borsa è sceso a livelli ridicoli, e la bancarotta si fa sempre più vicina
Continua il tracollo finanziario di quello che un tempo è stato il florido mastino delle major contro gli utenti del file sharing. Il valore delle azioni in borsa è sceso a livelli ridicoli, e la bancarotta si fa sempre più vicina

È passato un anno da quando, il 15 settembre del 2007, il famigerato database delle email di MediaDefender fece la sua comparsa su rete BitTorrent, mandando gambe all’aria il business di contrasto al file sharing e il rapporto privilegiato tra la società e le major. MediaDefender ha sostanzialmente cessato di esistere in quel settembre 2007, ma certe volte ad accorgersi di essere morti ci vuole del tempo e così la parabola del mastino delle major prosegue lenta ma inesorabile.

I danni economici, come già è stato detto , sono stati ingenti, tali da mettere a rischio la sopravvivenza della società ArtistDirect proprietaria del “marchio” MediaDefender. Il lavoro dell’hacker noto come Ethan , che ha trovato il modo di penetrare indisturbato nei server dell’organizzazione sin dal 2006 e ha poi spalancato il vaso di Pandora con la distribuzione delle oltre 6.000 mail l’anno scorso, è costato quasi 1 milione di dollari in perdite portando in rosso i conti della società.

Tutto questo ha naturalmente influenzato il valore del titolo in borsa , che prima del leak equivaleva a 2,25 dollari ed è sceso poi a 0,63 centesimi di dollaro. Dopo un anno, evidenzia ora TorrentFreak , questo valore è sceso al meno che più meno non si può, un misero e sparuto centesimo di dollaro.

A poco, in queste condizioni e considerando la tempesta che attualmente sta spazzando con forza inaudita Wall Street e le grandi capitali finanziarie del mondo, potrebbe servire il tentativo di farsi una nuova verginità distribuendo MP3 a destra e a manca come se nulla fosse successo. A poco servirebbero i segnali di vita di un’organizzazione apparentemente ancora operativa , come dimostra il sabotaggio del tracker BitTorrent Revision3 specializzato nella distribuzione di show televisivi.

A poco paiono valere le intenzioni di Eric Pulire e Teymour Boutros-Ghali, ex-membri dimissionari della board of directors di ArtistDirect che avrebbero espresso il vago desiderio di acquistare MediaDefender e con lei il business anti-pirateria correlato. Nel futuro di MediaDefender si profila sempre più la sagoma della bancarotta , confermando il vaticinio fatto da Peter Sunde di Pirate Bay tempo fa e ben prima della distribuzione delle mail aziendali riservate. Alla lunga l’anti-pirateria non paga.

Alfonso Maruccia

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17 09 2008
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