Un selfie per celebrare l’incontro, poi la versione anime creata con l’AI. Così Giorgia Meloni ha scelto di ufficializzare l’apertura del summit di Tokyo con il premier giapponese Sanae Takaichi, in un post su X. È l’ennesima testimonianza di come l’intelligenza artificiale e i suoi strumenti siano ormai diventati parte integrante del linguaggio adottato dalla politica per comunicare, per promuoversi, rivolgendosi ai follower ancor prima che ai cittadini.
Politica e anime: il ritorno di Meloni-chan
Tra i media locali, qualcuno è andato a spulciare nel passato del Presidente del Consiglio trovando riferimenti a una passione per l’animazione nipponica, da Captain Harlock a Lupin III. Nel 2019 rendeva omaggio a Monkey Punch, autore del manga sul ladro gentiluomo. L’anno precedente pubblicava la sua versione cartoon donata da una sostenitrice, accompagnata dall’hashtag #MeloniChan e dallo slogan Difendiamo l’Italia
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Nulla di cui stupirsi e nulla di cui scandalizzarsi, nell’era in cui abbiamo definitivamente normalizzato l’AI, rendendola parte integrante della nostra quotidianità. La politica non fa altro che appropriarsi di un linguaggio divenuto d’uso comune, come ha sempre fatto. Per parlare al popolo, ma ancor prima ai propri sostenitori, con la loro voce così che capiscano meglio (o semplicemente che capiscano).
La campagna elettorale sarà segnata dall’AI
All’orizzonte inizia a delinearsi l’appuntamento con la fine del mandato, previsto per il 2027. Una scadenza non imminente, ma che di certo è già segnata sulle agende di chi dovrà pianificare e organizzare la campagna elettorale in vista della chiamata alle urne. Non fatichiamo a immaginare che saremo inondati di post e spot creati con l’intelligenza artificiale. Qualche primo esempio l’abbiamo già avuto (come non ricordare Marco Rizzo che si porta via i bambini a Venezia) e francamente potremmo farne a meno. Verrebbe da dire che ne vedremo delle belle, se non fosse che in gioco c’è qualcosa in più di una caccia a like e follower.