Meta deve smettere di paragonare Instagram ai film per ragazzi

Meta deve smettere di paragonare Instagram ai film per ragazzi

Meta non potrà più paragonare la sicurezza di Instagram ai film adatti ai ragazzi sopra i 13 anni dopo la diffida della Motion Picture Association.
Meta deve smettere di paragonare Instagram ai film per ragazzi
Meta non potrà più paragonare la sicurezza di Instagram ai film adatti ai ragazzi sopra i 13 anni dopo la diffida della Motion Picture Association.

Meta aveva trovato un modo furbo per rassicurare i genitori sulla sicurezza di Instagram per gli adolescenti, paragonare le proprie regole sui contenuti alla classificazione dei film adatti ai ragazzi sopra i 13 anni. Se una scena è accettabile in quel tipo di film, lo è anche su Instagram. Un messaggio semplice, familiare.

C’era un solo un piccolo problema… L’associazione che gestisce le classificazioni cinematografiche, la Motion Picture Association (MPA), non aveva dato il permesso e non era d’accordo.

Instagram come un film per ragazzi? Hollywood dice no e Meta deve cedere

La MPA ha inviato a Meta una lettera di diffida definendo il paragone falso e fuorviante, sostenendo che le restrizioni di Meta non seguono il processo della MPA per la classificazione dei contenuti. Insomma, l’associazione ha detto chiaro e tondo di non usare il loro marchio per vendere la sua sicurezza.

Meta ha raggiunto un accordo che entrerà in vigore il 15 aprile. L’azienda dovrà ridurre sostanzialmente i riferimenti alla classificazione ai film per un pubblico sopra i 13 anni quando descrive gli account Instagram degli adolescenti. Le linee guida sui contenuti 13+ non cambiano, cambia il modo in cui Meta ne parla.

Il disclaimer obbligatorio

Quando Meta farà riferimento agli account Instagram degli adolescenti, dovrà mostrare un disclaimer che dice, in sostanza: Ci sono molte differenze tra i social media e i film. Non abbiamo lavorato con la MPA, non classifica contenuti su Instagram né approva le nostre impostazioni. Ci siamo ispirati alle loro linee guida pubbliche perché sono familiari ai genitori. I nostri sistemi di moderazione non sono gli stessi di un comitato di classificazione dei film, quindi l’esperienza potrebbe non essere esattamente la stessa.

È un avviso che ammette tutto senza ammettere nulla. Nel senso che, da un lato, riconosce implicitamente il problema, dall’altro, evita di dirlo in modo diretto. In pratica, chiude la polemica senza riconoscere un errore esplicito.

Il problema di fondo

La vicenda rivela un problema più profondo. Meta aveva bisogno di un linguaggio familiare per far sembrare Instagram sicuro per i ragazzi e ha scelto di prendere in prestito la credibilità di un sistema, le classificazioni cinematografiche, che i genitori conoscono e di cui si fidano. Senza chiedere, senza collaborare, senza avere lo stesso rigore.

In un momento in cui Meta è sotto processo per la dipendenza da social media dei minori e le sue protezioni vengono costantemente criticate come insufficienti, prendere in prestito la reputazione altrui per coprire le proprie carenze è una mossa che racconta più delle parole.

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Pubblicato il
1 apr 2026
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