Dopo ogni Patch Tuesday i crash su Windows sono all’ordine del giorno, e secondo un ingegnere veterano di Microsoft, tale Raymond Chen, sono spesso causati da modifiche precedenti al sistema, non dall’aggiornamento in sé. L’update ha solo avuto la sfortuna di riavviare il PC.
Microsoft spiega perché Windows Update non è sempre il colpevole
La storia tipica, secondo il team di supporto enterprise di Microsoft, segue un copione ricorrente. Settimane prima della Patch Tuesday, qualcuno nell’azienda installa un nuovo driver, un software, o modifica una group policy, magari seguendo un consiglio trovato su un video di TikTok o qualcosa del genere. Queste modifiche alterano silenziosamente permessi del registro, riconfigurano i servizi o toccano impostazioni non documentate.
Il PC continua a funzionare perché non è mai stato riavviato. Poi arriva la Patch Tuesday, il sistema si aggiorna e si riavvia, e tutte quelle configurazioni nascoste esplodono simultaneamente. Il PC non parte più. L’utente guarda la cronologia e vede: ultimo evento = Windows Update. Conclusione: il colpevole è l’aggiornamento.
In realtà, l’update ha solo riavviato un sistema che era già instabile da settimane. Il riavvio ha esposto problemi preesistenti, non li ha creati.
I casi Samsung: la prova
Due esempi recenti confermano la dinamica. Il disco C inaccessibile sui PC Samsung? Colpa del software Samsung Galaxy Connect, non di Windows Update. L’app Samsung Magician non funzionante sulle versioni moderne di Windows 11? Di nuovo Samsung, non Microsoft. In entrambi i casi, il tempismo dell’aggiornamento ha creato l’illusione che la Patch Tuesday fosse la causa.
Sì, ma anche no
Microsoft ha ragione nel dire che molti problemi attribuiti agli aggiornamenti sono in realtà causati da modifiche precedenti al sistema. Tuttavia, la brutta reputazione di Windows Update non nasce dal nulla, ma da aggiornamenti effettivamente difettosi che l’azienda ha dovuto ritirare. Come il recente errore di installazione 0x80073712 per cui la distribuzione è stata sospesa, costringendo Microsoft a rilasciare un sostituto (KB5086672).
Quando alle spalle c’è una lunga storia di aggiornamenti che hanno causato problemi reali, è inevitabile che gli utenti puntino il dito anche quando non è del tutto giustificato. La fiducia si costruisce con la coerenza, e Windows Update ha un debito di fiducia da saldare.
Chen ha ragione, non è sempre colpa degli aggiornamenti. Ma invitare gli utenti a non dare la colpa al sistema ha senso solo quando si mette di offrire motivi per pensarlo.