Microsoft: la sai l'ultima?

Una (noiosa) tabella per spiegare l'importanza dell'umorismo sul posto di lavoro e su come gestirlo. Quando la teoria del management sconfina nella pratica della vita
Una (noiosa) tabella per spiegare l'importanza dell'umorismo sul posto di lavoro e su come gestirlo. Quando la teoria del management sconfina nella pratica della vita

I livelli di competenza nell’umorismo secondo Microsoft (da applicare sul posto di lavoro e a scuola), una tabella compilata per l’apprendimento sulla base delle reali tecniche manageriali adottate da Microsoft: e non è passata inosservata in Rete, diventando l’occasione per fare un po’ d’ironia.

Il rapporto di Microsoft con l’umorismo è uno di quelli che potrebbe essere definito complicato : BigM ci aveva provato con la pubblicità che vedeva protagonisti il comico Jerry Seinfeld e Bill Gates, vi era stata tanto così vicina quando doveva sponsorizzare uno speciale dei Griffin in occasione dell’uscita di Seven, o quando Ballmer autografò sportivamente un Mac. Per il resto campagne pubblicitarie, come quella dedicata ai Windows 7 Party, che a parer di molti non avevano brillato né per fascino né per simpatia.

Tempo, spunto, sottigliezza e frequenza sono ora i suggerimenti di Redmond e le qualità su cui si basano i ben 4 livelli di competenza umoristica. Oltre ad una prima classificazione di soggetti umoristici , il documento stilato a Redmond presenta le indicazioni su quando una battuta può essere di troppo (se distrae, se è sintomo di sarcasmo o cinismo, se è immatura, inappropriata o anche se serve esclusivamente ad offendere) e su come utilizzare una battuta per migliorare l’efficenza lavorativa.

Le risate più che dai preziosi suggerimenti sul tema potrebbero tuttavia essere provocate dall’imbarazzante tentativo di Microsoft di insegnare quest’arte, o addirittura renderla una qualità necessaria ad un manager: l’umorismo come arma nella fondina del dirigente che deve portare a termine un progetto di gruppo.

Esilarante, infine, potrebbe essere l’effettivo risultato dell’applicazione interna di una circolare aziendale con istruzioni su come e quanto essere divertenti, o – paradossalmente – su quanto ridere. Tutte situazioni quasi più divertenti di un possibile venerdì dei cappelli buffi .

Claudio Tamburrino

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