Microsoft porta PowerShell su Linux e MacOS

Redmond rilascia con licenza open la sua shell. Per completare il trasloco sugli OS altrui è stato necessario anche trasferire il framework dotNET
Redmond rilascia con licenza open la sua shell. Per completare il trasloco sugli OS altrui è stato necessario anche trasferire il framework dotNET

Microsoft ha annunciato che dal 18 agosto è disponibile su GitHub la versione alfa di PowerShell rilasciata con licenza open source di tipo MIT ed in grado di girare anche su sistemi Linux (Red Hat, Ubuntu e CentOs) e OS X .

PowerShell è una shell a linea di comando e linguaggio di scripting nato originariamente per i sistemi Windows (molto simile a quello che è Bash sui sistemi Unix/Linux) e sviluppato su piattaforma dotNET poiché è scritto in C#.

Windows PowerShell

Essendo PowerShell basato su dotNET si è reso necessario che il framework fosse presente anche sulle altre piattaforme, obiettivo raggiunto tramite dotNET Core 1.0 che permette alla shell di funzionare su ambienti Linux o OS X ma che ha comportato una riscrittura del codice affinché potesse funzionare sul nuovo framework e che viene identificata come versione PowerShell Core , una versione della quale sarà integrata in Windows Server 2016.

PowerShell è integrato anche con Microsoft Operations Management Suite (OMS), che consente di gestire le applicazioni e carichi di lavoro praticamente su qualsiasi piattaforma, tra cui Azure , AWS , la piattaforma cloud di Google e il deploy in locale in un datacenter.

I clienti attuali sono abituati a multi-piattaforme, multi-cloud e molteplici sistemi operativi per cui la scelta di far sì che PowerShell non si limitasse a funzionare solo su sistemi Windows rappresenta il presupposto basilare affinché possa diventare uno strumento di gestione capace di interagire con qualsiasi piattaforma e da qualsiasi dispositivo.

Il Microsoft Technical Fellow Snover ha osservato che, per quanto riguarda la differenza tra portare Bash su Windows e PowerShell su Linux/OS X, il punto focale del portare Bash su Windows è stato di dare agli sviluppatori open source la possibilità di fare il loro lavoro su Windows. Il CEO Microsoft Satya Nadella ha dichiarato che “Su Azure un terzo delle macchine virtuali hanno Linux come sistema operativo mentre il 60 per cento dei prodotti di terze parti presenti in Azure Marketplace sono software open source (OSS), abbiamo aggiunto Bash a Windows 10 per renderla una grande piattaforma per lo sviluppo di OSS e siamo collaboratori attivi di numerosi progetti open source quali ad esempio OpenSSH , FreeBSD , Mesos , Portuale , Linux e molti altri” a testimoniare l’impegno concreto che l’azienda di Redmond sta dimostrando verso l’open source.

Microsoft a quanto pare ha intuito le potenzialità offerte dall’open source, dal cui mondo si aspetta un considerevole aiuto nello sviluppo delle evoluzioni successive di PowerShell offrendo anche il corso online gratuito “Getting Started with PowerShell 3.0 Jump Start” della Microsoft Virtual Academy per invogliare a partecipare quanti più programmatori possibili e sperando che buona parte di loro possa aiutare a soddisfare le esigenze della comunità Linux.

L’intenzione sembra essere quindi di creare una piattaforma che non sia legata indissolubilmente al sistema operativo Windows e che possa diventare strumento di sistema indispensabile per la gestione multi-servizi e multi-piattaforma in modo da recuperare terreno soprattutto per quanto riguarda i sistemi enterprise.

Luca Algieri

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23 08 2016
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