Microsoft torna su riconoscimento vocale e privacy

In arrivo aggiornamenti per i servizi Microsoft con opt-out automatico in merito all'ascolto dei comandi vocali impartiti dagli utenti.
In arrivo aggiornamenti per i servizi Microsoft con opt-out automatico in merito all'ascolto dei comandi vocali impartiti dagli utenti.

Riconoscimento vocale e privacy, un binomio più volte discusso soprattutto da quando nel 2019 si è scoperto come i colossi hi-tech abbiano più volte impiegato la voce degli utenti senza la loro esplicita autorizzazione, talvolta anche affidandone l’analisi a terzi con l’obiettivo di migliorare i propri algoritmi. Oggi Microsoft torna sul tema annunciando un cambiamento.

Microsoft sta distribuendo aggiornamenti in merito al consenso degli utenti riguardante i dati sulla voce così da offrire loro un migliore controllo su come vengono usati per migliorare i prodotti.

Microsoft: analisi dei comandi vocali, opt-out automatico

In breve, gli utenti saranno in grado di decidere se altri potranno o meno ascoltare le registrazioni dei comandi vocali impartiti ai prodotti e ai servizi di Microsoft. L’opt out sarà automatico non appena rilasciati gli aggiornamenti: ciò significa che di default la condivisione delle clip audio risulterà disabilitata. Questo, promette il gruppo di Redmond, non comprometterà in alcun modo la qualità dell’esperienza offerta.

Una buona notizia, ma come sottolineato anche dalla stessa Microsoft nell’annuncio di oggi non verrà interrotta l’analisi di altre informazioni legate ai comandi vocali incluse le trascrizioni generate in modo automatico.

Nonostante i dipendenti e i collaboratori esterni di Microsoft ascolteranno solo le registrazioni vocali degli utenti che lo permetteranno, la società potrebbe continuare ad accedere a informazioni associate all’attività vocale come le trascrizioni generate automaticamente durante le interazioni con il riconoscimento vocale.

In altre parole, potremo scegliere di impedire alla società e ai suoi partner di ascoltare la nostra voce per migliorare ad esempio l’assistente virtuale Cortana, ma non di venire a conoscenza di ciò che pronunciamo interagendo con i servizi.

Fonte: Microsoft
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