Microsoft: sì all'open source all'inglese

L'azienda sostiene di appoggiare la scelta del Governo di pubblicare chiare indicazioni sulle proprie scelte in materia di software per la Pubblica Amministrazione
L'azienda sostiene di appoggiare la scelta del Governo di pubblicare chiare indicazioni sulle proprie scelte in materia di software per la Pubblica Amministrazione


Londra – Prosegue a tappe forzate la marcia di Microsoft tesa a cambiare i toni dello “scontro” con il mondo open source per portarli su un piano che consenta all’azienda di affermare le proprie strategie al di fuori di un quadro politico che è tendenzialmente sfavorevole all’uso dei software proprietari nella Pubblica Amministrazione. E le ultime importanti novità in materia arrivano da Londra.

Microsoft ha infatti affermato di vedere di buon occhio la pubblicazione da parte del Governo inglese delle linee guida di cui ha parlato nei giorni scorsi Punto Informatico, cioè indicazioni sulla valutazione del software da parte del settore pubblico che pongono al centro l’open source e l’interesse che le Pubbliche Amministrazioni britanniche centrali e periferiche possono avere nella sua adozione.

“Accogliamo con favore – ha affermato Mary-Anne Novitzkas, responsabile di Microsoft UK per i progetti di Shared Source – la policy che spiega con chiarezza quali sono le linee guida che si intende seguire. Nulla è realmente cambiato, si tratta di una policy sostanzialmente neutrale ma significa che ora possiamo competere su merito e valore”.

Va detto che, a differenza di quanto sta avvenendo altrove in Europa, come in Norvegia , la policy adottata dal Governo inglese non è particolarmente rigida verso il software proprietario né apertamente discrimina quest’ultimo rispetto alle soluzioni open source. Come noto, proprio dalle scelte di Bruxelles con l’iniziativa eEurope deriva il rinnovato interesse dei paesi della UE verso il mondo open source.

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29 07 2002
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