Microsoft si smarca dalla GPL

Dopo lunga attesa, Redmond ha infine pubblicato la promessa versione open source del Windows 7 USB/DVD Download Tool. Lo scorso mese questo tool era stato accusato di violare la licenza free per eccellenza

Roma – A un mese esatto di distanza dalla rimozione del Windows 7 USB/DVD Download Tool (WUDT) dal proprio sito Web, ieri Microsoft ha ripristinato il download al programma, ora divenuto open source. WUDT è uno strumento gratuito che permette di scaricare l’immagine ISO di Windows 7 dal Microsoft Store e scriverla su una chiavetta USB o su un DVD.

Microsoft ha deciso di pubblicare il codice di WUDT sotto la licenza GPL dopo che uno sviluppatore aveva scoperto che il programma – all’epoca accompagnato da una licenza proprietaria – utilizzava il codice di un progetto free software ospitato su Codeplex. Dopo alcune indagini interne, Microsoft aveva ammesso la violazione e cancellato il download a WUDT in attesa di aprire il codice sorgente dell’intero programma.

La migrazione di WUDT sotto la licenza GPL ha richiesto più del previsto, ma ora il tool può essere finalmente scaricato sia da CodePlex che dal Microsoft Store . Come spiegato però da Peter Galli, Open Source community manager di BigM, per utilizzare il software potrebbe essere necessario compiere qualche passo in più rispetto a quanto accadeva con la versione originale: Microsoft ha infatti separato dal download di WUDT alcuni componenti proprietari, quali il MS.NET Framework (necessario per far girare il programma), la Image Mastering API di Windows (necessaria per masterizzare i DVD) e Bootsect.exe (un tool di Windows 7 con il quale è possibile rendere un drive USB avviabile).

WUDT torna particolarmente utile per installare Windows 7 su sistemi, come i netbook, privi di un drive DVD. Questo strumento trae ispirazione (e non solo quella, com’è stato appurato) da analoghi programmi open source che già da tempo permettono di riversare le principali distribuzioni live di Linux su una chiavetta USB.

Alessandro Del Rosso

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  • AxAx scrive:
    se tu hai la tua rete privata
    ok. puoi farci quello che vuoi.ma nel momento in cui sei il tramite per le mie interconnessioni verso altri soggetti devi essere più che neutrale.
  • mik.fp scrive:
    Le persone giuridiche non hanno diritti.
    "Appare strano che McSlarrow parli di cittadini, dal momento che il suo obiettivo primario è la tutela della libertà d'espressione dei grandi fornitori di connettività statunitensi."E' normale che poi le aziende hanno profili psichiatrici da schizofrenici. McSlarrow, come i suoi colleghi manager, tendono spesso a confondere le persone fisiche a cui devono essere garantiti collettivamente dei diritti naturali... con le persone giuridiche, che sono un'invenzione. Utile, ma un'invenzione... non il loro amichetto invisibile con diritti tangibili. La cosa assurda e' che non si vergognino nemmeno un po' di sostenere pubblicamente queste posizioni la cui rilevanza non e' ne' di natura economica, ne' di natura sociale, ma squisitamente psichiatrica ove non dettata da semplice ignoranza.
    • lol scrive:
      Re: Le persone giuridiche non hanno diritti.
      li confonderanno _sicuramente_ in buona fede!
    • Funz scrive:
      Re: Le persone giuridiche non hanno diritti.
      Quoto, è una cosa ridicola.Questi pretendono libertà d'espressione per le aziende al fine di ridurre la libertà d'espressione dei loro clienti...
  • Severo scrive:
    Contraddizione in termini
    La frase "tutela della libertà d'espressione dei grandi fornitori di connettività" si contraddice da sola perché chi fornisce connettività non fornisce contenuti e viceversa.Sarebbe come parlare di libertà d'espressione delle tipografie... ma scherziamo? Sono soltanto i Publisher a dover essere tutelati!!!Tentano di creare una gran confusione pur di tirare l'acqua al proprio mulino. Pazzesco.
    • lol scrive:
      Re: Contraddizione in termini
      da quanto ne so (non sono un giurista) le corporations in america sono soggetti giuridici simili alle persone e loro usano (e hanno già usato) questa legge come paravento per fare le solite discriminazioni sui protocolli mi pare di capire.
  • angros scrive:
    Servizi premium?
    Ma credono di essere su una pay tv?Otterrebbero solo di incoraggiare al massimo la pirateria (uno compra i contenuti premium, e poi li ri-condivide sulla rete "standard").No, un orrore del genere va bloccato sul nascere, e a NCTA dovrebbero dare una mega multa solo per aver osato proporre una bestialità simile.
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