Microsoft verso la mediateca globale

Il gigante entra nella Open Content Alliance e sfida Google. I portavoce dell'azienda: Un impegno costoso e senza guadagni, ma altamente strategico. Si parte con 150mila volumi
Il gigante entra nella Open Content Alliance e sfida Google. I portavoce dell'azienda: Un impegno costoso e senza guadagni, ma altamente strategico. Si parte con 150mila volumi


Redmond (USA) – Microsoft è intenzionata ad entrare nella Open Content Alliance , un consorzio di enti pubblici e privati che sogna la nascita di una grande mediateca digitale accessibile attraverso Internet.

A partire dal prossimo anno, verranno spesi cinque milioni di dollari per la digitalizzazione di almeno 150mila libri, per un costo approssimativo di 10 centesimi di dollaro per pagina. Una “mossa strategica”, fanno sapere i portavoce dell’azienda, “assai costosa e senza guadagni”.

La multinazionale del software è così scesa in campo, a fianco di Yahoo! , Adobe ed HP per lanciare entro breve un motore di ricerca per libri basato su volumi di pubblico dominio.

Microsoft cercherà di intralciare i piani della rivale Google , senza tuttavia incorrere nel rischio di violare il copyright. L’ambizioso progetto Google Print è infatti al centro di aspre polemiche per alcune controversie legate ai diritti d’autore.

“Sono tempi duri per quanto riguarda il copyright, meglio andarci cauti”, sostiene Danielle Tiedt, responsabile del motore di ricerca MSN Search . Entro il 2007, il nuovo search engine targato Microsoft tenterà di creare “comunità creative e di discussione” attorno ai singoli libri. Successivamente, le conoscenze maturate attorno al progetto OPA permetteranno al colosso di creare un servizio a pagamento .

Nel settore librario, conclude la Tiedt, “i modelli di business sono destinati a cambiare” nella misura in cui vengono offerti contenuti di pubblico dominio o meno. La libreria online dei produttori di Windows offrirà abbonamenti mensili o vendita al dettaglio: il pay-per-read , dove gli utenti spendono solo per ciò che leggono.

Tommaso Lombardi

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26 10 2005
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