Miliardate per gli hacker anticensura

100 milioni di dollari: questa la cifra che una proposta di legge americana vorrebbe conferire a chi sviluppa tecnologie capaci di aggirare le censure cinesi e vietnamite. Ma chi tutela le vittime dalla repressione e dalla galera?


Washington (USA) – Da un Congresso sempre più irretito dalle tesi della sicurezza a tutti i costi spunta quasi a sorpresa una proposta destinata a sollevare un certo dibattito, quella che chiede il finanziamento dei progetti degli hacker che stanno lavorando su tecnologie anti-censura, sistemi capaci cioè di assicurare “il libero flusso delle informazioni”.

Una proposta di legge presentata dal repubblicano Christopher Cox prevede infatti la creazione di un Ufficio per la Libertà Internet Globale, nome altisonante a cui sarebbe attribuito il compito di distribuire 100 milioni di dollari in due anni a chi sviluppa quel genere di tecnologie.

Secondo Cox è necessario muoversi rapidamente per aggirare i sistemi di censura della rete messi in piedi in Cina ma anche in Vietnam, in Corea del Nord e in altri paesi dell’Asia. Cox e gli altri deputati che fin qui hanno espresso il proprio appoggio all’idea affermano che “internet è destinata a diventare il motore di democratizzazione e di libero scambio delle idee più importante che sia mai stato inventato”.

Su quelle che non sembrano soltanto banalità parlamentari stanno in queste ore dicendo la loro in tanti. Accanto ai comprensibili applausi di chi si batte per i diritti civili, compreso quello all’informazione, ci sono anche gli avvertimenti di chi teme che costruire tecnologie del genere sia possibile ma non sia possibile tutelare i singoli utilizzatori in quei paesi da eventuali ritorsioni per l’uso di tecnologie evidentemente “fuorilegge”.

Va detto che già oggi sono diversi i progetti che potrebbero in prospettiva “dare una mano” e che senz’altro avrebbero da beneficiare di sostanziosi finanziamenti di questo tipo. Il più conosciuto è probabilmente Peekabooty , un progetto che fu della crew dei Cult of the Dead Cow e che ora è portato avanti dal canadese Paul Baranowski. Un sistemone il cui lancio è però stato rinviato più volte e che si basa sulla possibilità, per chi lo usa e si trovi dinanzi ad un sito web reso inaccessibile, di farsi inviare i contenuti del siti da altri utenti del network.

Altri sistemi promettenti sono apparati come Triangle Boy , sistemi che hanno già attirato l’interesse e i finanziamenti persino della CIA.

Va ricordato, poi, che vi sono progetti, come Freenet , che non solo aggrediscono frontalmente le censure ma che sono rivolti non tanto ai paesi oggetto del provvedimento di Cox ma proprio a quelli dove la rete è maggiormente sviluppata e in misura crescente tenuta sotto controllo.

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  • Anonimo scrive:
    Wind-Blu NON VA
    NON FUNZIONA DAI CELLULARI BLU PASSATI A WIND !434343 vocina: VERGOGNATEVI !
  • Anonimo scrive:
    che skifo
    NO COMMENT
  • Anonimo scrive:
    Ma ci lucra?
    "I numeri telefonici riservati alla causa sono (da digitare direttamente e senza prefisso):434343 da cellulare WIND 1088434343 o 1055434343 da linea telefonica fissa".Non mi è chiaro se le chiamate a detti numeri sono gratuite oppure l'operatore LUCRA sulle medesime: insomma il benefattore regala 1 euro ai terremotati e qualcos'altro all'operatore?Se così fosse sarebbe una vera vergogna!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma ci lucra?
      in teoria non dovrebbe lucrarci (ma chi e COME ce lo garantisce Wind+Tim+Vodafone?), ma non mi è ben chiara la questione dell'iva.. Qualcuno è meglio informato?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma ci lucra?
        L'iva la versi allo stato,come x tutto.QUindi a 1 euro togli l'iva, che dev'esssere versata.In quest'operazione gli operatori non guadagnano nulla,se nn in pubblicita'
  • Anonimo scrive:
    Esistono modi migliori
    di essere solidali con i terremotati.Se devo dirla tutta sono parecchio indignato dalle iniziative dei gestori telefonici che pur di evidenziare il loro marchio, inaugurano simili iniziative, dove tutto è chiaro ad eccezione del loro contributo economico in favore degli interessati.Ovviamente Wind può sempre contare anche sulla sensibilità di questo editore per la propria propaganda.Simili iniziative a mio avviso, rischiano di generare una grande solidarietà telefonica, ma apportano alle compagnie medesime i maggiori vantaggi, le quali riecono ad occupare gratuitamente spazi che diversamente sarebbero a pagamento.Se fossi io vittima di un terremoto chiederei solidarietà, ma non la carità (1 Euro).E la chiederei allo Stato, e dunque a tutti, pronto a ricambiare per imposizione in futuro.Tendere una mano a chi ha bisogno, non si risolve in un gesto, poi bisogna stringere la stessa mano per assicurare gli aiuti necessari.Certi operatori telefonici potrebbero almeno devolvere parte dei profitti che dal giorno fatidico stanno facendo in chiamate da e per i cellulari degli interessati.Io preferisco riconoscermi nell'operato di soggetti dotati di valori etici meno discutibili.
    • Anonimo scrive:
      Re: Esistono modi migliori
      - Scritto da: chr
      Certi operatori telefonici potrebbero almeno
      devolvere parte dei profitti che dal giorno
      fatidico stanno facendo in chiamate da e per
      i cellulari degli interessati.Tutto giusto, pero' considera che con iniziativecome questa anche chi normalmente non donerebbe(perche' non ha la carta di credito, perche'non puo' andare in posta, perche' e' un ragazzinoa cui hanno appena regalato il cellulare...) lopuo' fare e lo fa.In due giorni TIM e Omnitel hanno ricevuto 1 milionedi SMS, ovvero 1 milione di euro in beneficienza.E non e' poco, decisamente no.
      • Anonimo scrive:
        Re: Esistono modi migliori

        Tutto giusto, pero' considera che con
        iniziative
        come questa anche chi normalmente non
        donerebbe
        (perche' non ha la carta di credito, perche'
        non puo' andare in posta, perche' e' un
        ragazzino
        a cui hanno appena regalato il cellulare...)
        lo
        puo' fare e lo fa.

        In due giorni TIM e Omnitel hanno ricevuto 1
        milione
        di SMS, ovvero 1 milione di euro in
        beneficienza.
        E non e' poco, decisamente no.Quello che mi chiedo è se anche tim e omnitel abbiano tolto l'iva dall'euro spdito... chissà.Gasp! Poing! Tu qui!!:)
  • Anonimo scrive:
    In che bel Paese viviamo...
    1 euro ai terremotati + 20% di IVA al nostro socio
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