Minnesota, via libera all'istruzione online

Lo stato federale autorizza l'iscrizione ai corsi universitari online e gratuiti dopo il divieto temporaneo scaturito dall'applicazione di un regolamento statale ormai datato. La legge sarà presto aggiornata

Roma – I cittadini del Minnesota possono continuare a frequentare, se lo vorranno, corsi universitari online gratuiti. Sembra giunta a questa conclusione la controversia sorta tra l’Ufficio per l’Istruzione Superiore dello stato federale e la piattaforma di formazione online Coursera .

Secondo quanto riportato dalle fonti locali, il sito che offre corsi universitari gratuiti in partnership con alcuni degli atenei più prestigiosi al mondo riportava un avviso indirizzato ai residenti in Minnesota, i quali non avrebbero potuto fruire dei servizi offerti da Coursera senza l’autorizzazione dei funzionari federali : “Se sei residente nello stato del Minnesota – recitava il messaggio – non potrai accedere ai corsi di Coursera oppure, per ogni classe che intendi frequentare, la maggior parte del lavoro che ti sarà richiesto dovrà essere svolto fuori dallo stato del Minnesota”.

Tutta colpa, a quanto pare , di un regolamento approvato venti anni fa , che prevede l’autorizzazione statale per le università che intendano offrire corsi di formazione ai residenti del Minnesota e che è applicato sia agli enti che operano in Rete sia agli organismi che possiedono sedi fisicamente esistenti.

Nata come una legge in difesa dei consumatori, da più parti è stato notato che la sua applicazione nel caso di specie presenta dei vizi logici dal momento che a violare le norme sarebbero, eventualmente, le università che offrono i corsi e non la piattaforma che li distribuisce a titolo gratuito. Un rilievo, questo, che è stato riconosciuto anche da Larry Pogemiller, direttore dell’Ufficio per l’Istruzione Superiore. Chiamato a rispondere del caso, Pogemiller ha chiarito che tutti i residenti possono iscriversi a corsi online , per di più se gratuiti, e che lo stesso stato federale incoraggia i programmi di apprendimento accessibili liberamente. Il responsabile ha inoltre riferito che nei prossimi mesi si dedicherà, in collaborazione con gli organismi competenti, all’aggiornamento di un regolamento ormai ritenuto anacronistico.

Cristina Sciannamblo

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  • Pinoer scrive:
    Hallah!
    Hallah è un glande, Hallah è un glande.I cinesi lo direbbero in questo modo.Suvvia, davvero la religione (inventata dall'uomo) è davvero cosi importante?Un glande è cosi importante? E il gran Kan Gengiva? Era il protettore delle gengive?Chi è quello del glande?E della sorca?Ma fate ridere! ahahhahah. Il Cristo era gay? Se lo era, è peccato? Se lui era gay noi non lo possiamo essere?Siamo solo glandi e vagine, questa è la verità.Fatevene una ragione, brutti belli, cristiani, ebrei, nazisti, musulmani.XXXXX siamo e XXXXX torneremo, brutti XXXXXXX fanatici!
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Hallah!
      - Scritto da: Pinoer
      XXXXX siamo e XXXXX torneremo, brutti XXXXXXX
      fanatici!Parla per te idiota!
      • bhu scrive:
        Re: Hallah!
        - Scritto da: Nome e cognome
        - Scritto da: Pinoer


        XXXXX siamo e XXXXX torneremo, brutti XXXXXXX

        fanatici!

        Parla per te idiota!dici che non sei brutto?
  • ... scrive:
    che palle!
    non si puo' piu' fare una battuta sui XXXXX o sui negri che si passa per omofobi o razzisti. (se poi la battuta e' su un XXXXXo XXXXX, apriti cielo!)
    • troll detected scrive:
      Re: che palle!
      - Scritto da: ...
      non si puo' piu' fare una battuta sui XXXXX o sui
      negri che si passa per omofobi o razzisti. (se
      poi la battuta e' su un XXXXXo XXXXX, apriti
      cielo!)Trollata scarsa: 01/10.
  • Nome e cognome scrive:
    che schifo!
    Come sempre la libertà d'esepressione è a senso unico: a sinistra!
    • Izio01 scrive:
      Re: che schifo!
      - Scritto da: Nome e cognome
      Come sempre la libertà d'esepressione è a senso
      unico: a
      sinistra!Però sono pienamente d'accordo nel vietare di pubblicare gli indirizzi fisici di altre persone, come ha fatto l'europarlamentare inglese. Poter esprimere le proprie opinioni secondo me è un diritto, anche se molti lo vorrebbero cancellare, mentre pubblicare gli altrui dati personali, decisamente non lo è.
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