Monopolio advertising: tre editori denunciano Google

Monopolio advertising: tre editori denunciano Google

Tre editori statunitensi hanno denunciato Google per aver ostacolato la scelta di piattaforme pubblicitarie alternative a DoubleClick For Publishers e AdX.
Monopolio advertising: tre editori denunciano Google
Tre editori statunitensi hanno denunciato Google per aver ostacolato la scelta di piattaforme pubblicitarie alternative a DoubleClick For Publishers e AdX.

A metà aprile 2025, la giudice Leonie Brinkema ha stabilito che Google ha il monopolio nel mercato dell’advertising online. In attesa del processo sui rimedi, Vox Media, The Atlantic e Penske Media hanno denunciato l’azienda di Mountain View per la violazione della legge antitrust. I tre editori chiedono un risarcimento danni corrispondente ai mancati guadagni derivanti dalle pratiche anticoncorrenziali di Google.

Google ha ostacolato la scelta di alternative

Le tre denunce si aggiungono a quelle già presentate da due aziende concorrenti (PubMatic e OpenX) e due editori (McClatchy Media Company e Advance Publications). L’accusa nei confronti di Google è quella di aver abusato della sua posizione dominante nel mercato dell’advertising online per ostacolare la scelta di piattaforme alternative.

Al termine del primo processo, la giudice Leonie Brinkema ha accertato la violazione dello Sherman Act attraverso il monopolio di Google in due mercati, ovvero quello dei publisher ad server (usati dagli editori per vendere spazi pubblicitari sui siti web) con DoubleClick For Publishers e quello degli ad exchange (aste in tempo reale) con AdX. Questi servizi sono offerti insieme con Ad Manager, quindi è difficile passare alla concorrenza.

Vox Media (editore di The Verge) ha dichiarato:

L’alta qualità del giornalismo di Vox Media è finanziata dalla nostra capacità di vendere pubblicità digitale a fronte dei nostri contenuti e, a causa di oltre un decennio di comportamenti anticoncorrenziali e illeciti, Google ha privato Vox Media di questi ricavi. Presentando questa causa, chiediamo un risarcimento economico e la fine delle pratiche ingannevoli e manipolative di Google, al fine di proteggere la nostra capacità di continuare a investire nei contenuti affidabili su cui il nostro pubblico fa affidamento.

Simili accuse e richieste di risarcimento danni sono state presentate dagli altri editori. Questo è il commento ufficiale di Google:

Gli inserzionisti e gli editori hanno molte scelte e quando scelgono gli strumenti tecnologici pubblicitari di Google è perché sono efficaci, convenienti e facili da usare.

Nei prossimi mesi inizierà il processo sui rimedi che dovrebbe implementare Google per ripristinare la concorrenza. La giudice potrebbe chiedere la vendita di AdX e, se necessario, anche quella di DoubleClick for Publishers.

Fonte: The Verge
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Pubblicato il
20 gen 2026
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