Mozilla agli utenti: coraggio, fatevi spiare

Nel progetto pilota più web-ficcanaso di sempre, i labs chiedono agli utilizzatori di Firefox di lasciarsi analizzare durante la navigazione e le abitudini di surfing. Per far del bene a tutti

Roma – Nelle prossime settimane Mozilla Labs distribuirà quello che può essere visto, alternativamente, come il tentativo di una schedatura di massa delle abitudini di navigazione dei netizen o come un meritorio esempio di openness e ricerca in funzione di un’esperienza web sempre migliore. A prenderlo per quello che è, il progetto Test Pilot mira a raccogliere quanti più dati è possibile per migliorare sensibilmente l’interfaccia utente e le funzionalità di Firefox e Thunderbird .

Con Test Pilot, che prenderà in pratica la forma di un’estensione per il browser del panda rosso da installare in maniera assolutamente facoltativa, il team Mozilla vuole avere accesso a una visione privilegiata su quello che gli utenti fanno con il browser, quali siti web visitano, come utilizzano l’interfaccia e di quali funzionalità si servono maggiormente.

Tutti i dati raccolti saranno completamente anonimizzati , assicura Aza Raskin di Mozilla Labs, e verranno utilizzati esclusivamente a fini statistici senza la possibilità per alcuno di arrivare a identificare l’utente x o l’indirizzo IP y . In pieno rispetto della filosofia “open” che anima le iniziative Mozilla, tutte queste informazioni saranno messe a disposizione di chiunque le volesse usare come materiale di studio.

L’utilità pratica di Test Pilot? Raskin chiama in causa le modifiche che l’interfaccia di Firefox ha subito passando dalla versione 2.x alla 3, come ad esempio nel caso del pulsante per tornare indietro nella navigazione delle schede: la modifica è stata inserita perché Mozilla aveva scoperto che tale pulsante era molto più utilizzato di quello per scorrere la navigazione in avanti, ma la decisione sarebbe potuta essere molto più semplice se si fossero avuti a disposizione maggiori dati sull’utilizzo effettivo degli elementi della UI di Firefox.

Tra le domande a cui Mozilla Labs si aspetta di dare una risposta ci sono cose come: “In che modo gli utenti usano il multi-tasking nel browser?”, “Come usano le schede e quando usano la chat in background?” e via di questo passo. Test Pilot non ha ancora una timeline definita, ma tra gli obiettivi del progetto c’è quello di convincere almeno l’1% degli utilizzatori di Firefox a parteciparvi .

Alfonso Maruccia

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  • CCC scrive:
    piano? ma quale piano???
    andate a vedere di cosa stiamo parlando:http://www.funzionepubblica.it/ministro/pdf_home/egov_2012_management_summary.pdfuna presentazione di 12 paginette (compresa copertina) di vuoto spinto... con una paginetta di costi (che non si capisce come siano stati determinati) da cui risulta:TOTALE FABBISOGNO = 1380DISPONIBILITA' = 248 (18%) FONDI DA REPERIRE = 1133 (82%) il fumo di una sigaretta è più consistente di questo fantomatico "piano" (che sarebbe meglio chiamare spot pubblicitario ) d'altra parte parole come "vergogna", "ritegno" e "sfacciataggine" stanno sparendo da tutti i dizionari...ma tant'è... comunque l'importante è che ci siano i soldini (e quelli ci sono) da elargire agli amici M$ che sono un po' in crisi e da poco sono venuti a battere cassa...
  • Ricky scrive:
    Evidenze...
    E' evidente che Brunetta e' figlio del governo attuale, e' evidente che spara boiate a tutto tondo TANTO IL PROSSIMO GOVERNO AVRA' TUTTE LE COLPE.In sunto,quello che propone , nel modo e nei tempi, e' assurdo.O si procede per gradi, ammodernando e FORMANDO le strutture pubbliche o non se ne esce.Oltretutto esistono gia' realta pubbliche LIBERE DA HARDWARE IMPOSTO O DA SOFTWARE IMPOSTO...usano pc qualsiasi con sistemi operativi unix e software open.Il risparmio e' immenso e si lavora benissimo comunque.Queste realta' esistono e sono da prendere come esempio MA BRUNETTA NON LO FA e gia' qui casca l'asino.I nostri politici hanno molti brutti difetti, uno di questi e non ascoltare la gente che NE SA' e fare tutto solo epr loro convenienza.Quindi avremo delle gran XXXXXte che andranno a riempire solo le taschwe degli "amichetti" e non risolveranno i nostri annosi problemi.Tutto come copione insomma...
  • Alberto Omonimo scrive:
    E pure su certa stampa.....
    .... sono recentemente apparsi articoli in cui siinneggia al fatto che siamo informaticamente arretrati,anzi articoli in cui si plaude all'abbandono della rete,faccio un esempiohttp://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=319999salutiAlberto
    • Ricorso Storico scrive:
      Re: E pure su certa stampa.....
      Ti sei sbagliato.Il Giornale non è "stampa".La citazione è errata.
      • isaia panduri scrive:
        Re: E pure su certa stampa.....
        Confermo. Il Giornale viene venduto nelle edicole del nostro paese, ma ad uso e consumo dei venditori di ortofrutta/pesce, che sono soliti avvolgervi le loro mercanzie all'atto di consegnarle ai loro clienti.
        • panda rossa scrive:
          Re: E pure su certa stampa.....
          - Scritto da: isaia panduri
          Confermo.
          Il Giornale viene venduto nelle edicole del
          nostro paese, ma ad uso e consumo dei venditori
          di ortofrutta/pesce, che sono soliti avvolgervi
          le loro mercanzie all'atto di consegnarle ai loro
          clienti.Da me l'ho visto usare per fare i cartocci delle caldarroste.Tuttavia mi hanno detto che non puo' essere utilizzato come sostituto della carta igienica in quanto la carta non e' sufficientemente morbida.
  • paoloholzl scrive:
    Italia perchè non va posta certificata
    La motivazione è semplice e soprattutto non è tecnologica.In Italia quasi sempre manca il principio di responsabilità.In pratica se chi deve rispondere è reso responsabile di quello che dice non c'è da meravigliarsi se non mi risponde.Facendo un esempio, in Svizzera se fai una domanda alla finanza su come devi fare una certa cosa, ti rispondono e quell'atto è presentabile in caso di visita fiscale.Qui invece ciascuno ti dice la sua 'informalmente' salvo poi essere 'XXXXXati' dal suo collega che la pensa diversamente, e visto la miriade di leggi spesso contaddittorie che ci assilla è un caos.
    • YellowT scrive:
      Re: Italia perchè non va posta certificata
      Anche in Italia è così. La differenza è che in Italia c'è il comitato per l'interpello che giudica e avalla un comportamento. Se il comportamento approvato risulta poi errato si è comunque protetti.
  • Ferdinando Bignamini scrive:
    Un portatile alle elementari...
    Scusate, ma secondo voi dove trovano il tempo gli insegnanti delle elementari per spiegare l'impiego di tale dispositivo.Non me ne vogliano tutti gli amici di sinistra e di destra, ma da più parti (amici anch'essi genitori come me) ho sentito che molti di questi sono impegnati a far imparare ai bambini che i politi sono Orchi, hanno fino mai composto canzoncine politiche da far imparare ai bambini...Scusate. Forse è meglio che prima facciamo imparare ai bambini a suonare qualche strumento musicale, così sarà più vicino ai programmi dei nostri maestri...
    • panda rossa scrive:
      Re: Un portatile alle elementari...
      - Scritto da: Ferdinando Bignamini
      Scusate, ma secondo voi dove trovano il tempo gli
      insegnanti delle elementari per spiegare
      l'impiego di tale
      dispositivo.Se il problema fosse solo il tempo, quello lo si potrebbe anche trovare.Il problema e' che gli insegnanti delle elementari (diciamo una buona maggioranza, tanto per non generalizzare) il computer lo usano alla stregua di utenti/utonti.Computer = Windows XP.Scrivere = Word.
      Non me ne vogliano tutti gli amici di sinistra e
      di destra, ma da più parti (amici anch'essi
      genitori come me) ho sentito che molti di questi
      sono impegnati a far imparare ai bambini che i
      politi sono Orchi,politi?
      hanno fino mai composto
      canzoncine politiche da far imparare ai
      bambini...fino mai?ma che stai dicendo?
      Scusate. Forse è meglio che prima facciamo
      imparare ai bambini a suonare qualche strumento
      musicale, così sarà più vicino ai programmi dei
      nostri
      maestri...Come sopra: per insegnare uno strumento musicale occorre prima saperlo suonare.
  • TuttoaSaldo scrive:
    Un assente: il cellulare.
    Gli italiani adorano i loro cellulari !!Basterebbe favorire le connessioni mobili e le statistiche ci porrebbero tra i paesi più virtuosi del mondo.Ci metto la faccina: :-)
  • Mastrox scrive:
    Tre fattori che impediscono questo piano
    Credo che il piano descritto debba affrontare tre fattori che sono decisivi per la sua riuscita:1) Infrastrutture degne: La copertura della banda larga in Italia sta aumentando, il suo utilizzo no. Questo perchè le infrastrutture non riescono a sostenere la richiesta. Nella mia quotidianità vedo l'utilizzo di Internet decisamente castrato, mi porto ad esempio. Nella mia azienda si fa un uso "severo" di un proxy che blocca qualsiasi acXXXXX a siti non autorizzati, questo significa che giustamente io non possa utilizzare la connessione dell'ufficio per farmi gli affari miei durante l'orario di lavoro, ma non posso sfruttarla neanche nei momenti di pausa. Tornato a casa, mi siedo alla mia bella scrivania, mi collego e.. sorpresa, la linea fastweb che pago in maniera spropositata, sembra non dare segni di vita. Succede da ottobre. Causa "congestione" non ci possono fare nulla. Dicono. Fino a tarda sera, 22.30 circa, non si naviga. Non credo di essere l'unico in questa situazione, penso che al di fuori dei grandi centri urbani, sono più o meno tutti sulla stessa barca. Di giorno a lavoro, di sera connessione inutilizzabile, quand'è che si potrebbe sfruttare Internet? E' inutile che gli operatori telefonici continuino ad offrire utenze che non è possibile soddisfare.2) Quotidianità on-line: Mancavano fino a poco tempo fa, ed ora si stanno sviluppando, i banali servizi da fare on-line. Molti non hanno tempo di andare in banca, in assicurazione, in posta, dai servizi più comuni (acqua, gas, luce). In questi ultimi anni i servizi on-line sono cresciuti affiancandosi agli sportelli. Ma ancora è spesso indispensabile presentarsi di persona per operazioni a volte molto banali. Con tutti i soldi che questi signori ci chiedono, credo che lo sviluppo dei servizi sia un'operazione che loro ci "devono".3) L'età media: Sono anni che continuano a dirci che l'età media italiana si sta alzando vertiginosamente. Coloro i quali utilizzano Internet con più disinvoltura (forse sarebbe meglio dire senza paura dell'ignoto) sono i giovani, quindi niente giovani = poco utilizzo di Internet. L'alfabetizzazione informatica va fatta in maniera seria, l'utilizzo del pacchetto Office NON è alfabetizzazione informatica. E' alfabetizzazione e basta. Bisognerebbe prodigarsi a fare corsi di "navigazione consapevole", dare la possibilità a chi ha paura di navigare. Secondo me, senza la risoluzione di questi punti, difficilmente potremmo pensare di andare avanti.
  • Renato Murelli scrive:
    Un pc nello zainetto.
    Quanto al dotare gli alunni di un pc low cost fin dalla scuola primaria, ci sono già esperienze in atto che segnalano come, con le dovute attenzioni, possa essere un'utile via da percorrere:http://spicchidilimone.blogspot.com/2009/01/per-chi-ha-perso-il-servizio-su-rai2.htmlburgundo
  • z f k scrive:
    Il fattore chiave
    Iniziamo col dire che certe realta', dal punto di vista tecnico, ci starebbero pure. Certi ministeri (magari tutti?) hanno da poco cambiato il parco macchine, i vari Uffici sono interconnessi tramite la SPC (Sistema di Pubblica Connettivita', aka ex RUPA), le Sedi Centrali mettono a disposizione caselle di posta elettronica e PEC... Insomma, l'infrastruttura ci sarebbe.Quello che manca e' il fattore chiave, ossia il fattore umano.Le assunzioni nella PA sono ferme da... uh... piu' di diecianni? Venti? Gli impiegati ci lavorano da quando i sistemi di videoscrittura Olivetti erano il top non plus ultra. Quando informatica voleva dire connessioni via terminale a mainframe centralizzati, viaggianti su X.25.Non che oggi le cose siano tanto diverse, solo che si usano emulatori di terminale sotto xp e la connessione e' tramite wan intranet su SPC (linee isdn dirette nell'intermezzo).Riassumendo: c'erano la segretaria che usava la videoscrittura, i terminalisti che inserivano dati e tutti gli altri che andavano a carta carbone. Dovrei dire "ci sono", non "c'erano", perche' sono ancora tutti li' e la loro alfabetizzazione informatica non e' andata molto oltre: la macchina da scrivere e' stata sostituita da Word, la carta carbone dalla fotocopiatrice, il terminale dall'emulatore e questo e' quanto. Ah, no, c'e' stata la piccola rivoluzione del mouse...C'e' un gap tremendo da superare per trasporre il know-how basato su carta penna e calcolatrice da tavolo (tipicamente una divisumma sempre olivetti) al calcolatore. E purtroppo manca qualunque guida per farlo: vengono forniti gli strumenti ma nessuna guida per il loro utilizzo, nessuna per la loro applicazione alle metodologie di lavoro.Siamo al punto che si scrive la bozza di lettera a mano, la si passa alla segretaria di turno, la quale la inserisce nel pc, la stampa, passa la stampa a chi ha steso la bozza, il quale corregge la stampa a penna, la ripassa per la ribattitura, ristampa, approvazione finale, fotocopia per le copie necessarie all'archiviazione e spedizione ai destinatari; sempreche' non si rendano necessarie altre correzioni.Anche laddove qualcuno prenda l'iniziativa per proporre l'informatizzazione dei procedimenti, con calcoli e stampe automatiche, e' probabile che incontri resistenze se non proprio ostilita': purtroppo, e' molto facile trovare impiegati che conoscono la giusta sequenza di operazioni da compiere senza comprendere _cosa_ ci sia sotto tali operazioni. Una psicologa che conosco parlerebbe di persone "addestrate" a fare il proprio lavoro, in contrapposizione al possesso di una conoscenza derivata da un insegnamento.E' da rilevare una strana dicotomia: messi di fronte ad un acXXXXX ad internet, gli stessi soggetti presentano curiosita' e - grazie anche ad un continuo scambio di informazioni tra colleghi - in breve tempo sfogliano giornali online, guardano previsioni del tempo, cercano notizie su cliniche per cure o su viaggi all'estero. Quindi il potenziale per imparare c'e'. Eppure...Infine, due parole sui costi.Consideriamo il risparmio derivante dallo scarto di atti d'archivio, tout-court o a seguito di dematerializzazione. Significherebbe la liberazione di enormi spazi saturi di documenti cartacei, spazi spesso in affitto, vuoi come interi edifici, vuoi come scatoloni in capannoni presso ditte specializzate.Consideriamo l'uso di email al posto della classica lettera. Significherebbe un risparmio in termini di consumi elettrici per stampanti e fotocopiatrici, di fogli di carta e buste, di spese postali. e di personale addetto e di tempo impiegato.Consideriamo il risparmio derivato dalle teleconferenze. Niente viaggi, alberghi, pasti, ne' ore di straordinario da pagare.Consideriamo l'uso massiccio di VoIP. Riduzione esponenziale di abbonamenti telefonici di fascia business/professional/quelchee'.Consideriamo il telelavoro. Niente rimborsi per abbonamenti a treni e corriere. Riduzione degli spazi necessari agli uffici, riduzione delle spese di riscaldamento e aria condizionata. Beh, poi si puo' parlare di qualita' della vita e riduzione del traffico da pendolarismo. Che altro?Insomma, margini di manovra per risparmiare ce ne sarebbero, pero' richiedono una rivoluzione, letteralmente. E, sinceramente, non ce li vedo i manager della PA, tipicamente in servizio da piu' tempo ancora degli impiegati di cui parlavo sopra, mettersi a capo di un tale rivolgimento.Sono pessimista?CYA
    • affermazion e scrive:
      Re: Il fattore chiave
      - Scritto da: z f k
      Iniziamo col dire che certe realta', dal punto di[...]
      Sono pessimista?

      CYABene, bravo, grazie.Grande contributo in puro stile web 2.0No, temo proprio che tu sia solo realista purtroppo.Però mandare a casa un po' di manager sarebbe un modo di innescare cambiamenti rapidi, gli ammaestramenti si cambiano in fretta e qualcuno che non aspetta che il via per andare anche oltre l'ammaestramento c'è senz'altro.La grande mela marcia è nel managing,e non solo nella pubblica amministrazione.
    • cips scrive:
      Re: Il fattore chiave

      Sono pessimista?Bell'intervento, direi realista.Aggiungo un discorsetto in prima persona in senso figurato.Io sono ingegnere elettronico e lavoro nel campodell'informatica.Credo sarei abbastanza preparato per avere un ruolo nelpubblico e contribuire all'ammodernamento delle strutturedel mio paese. Attualmente lavoro mal pagatoe con poche soddisfazioni nonostante i duri anni di studioe formazione.Dove potrei mandare un curriculum?Concorsi? Ah dimenticavo, non ho conoscenze, non ho tessere di partito e non ho mai neppure frequentato parrocchie.Da quello che ho visto io quello a cui posso aspirare e'un colloquio con una body rental per fare loschiavetto conto terzi in qualche azienda degli amicidegli amici con il lavoro fatto alla pene di canidee i soldi stanziati per il lavoro pappati tra isoliti soggetti ben piazzati.Anche questo lo potremmo mettere tra i problemi delnostro paese.
  • markit scrive:
    Come M$ terrà in ostaggio la PA
    Non mi pare che il piano preveda l'ovvio ed indispensabile, cioè (in ordine sparso):a) necessità di investire in conoscenza e sviluppo di competenze locali, non per la ricerca e sviluppo di Microsoftb) che i soldi investiti rimangano in Italia, e non vadano in licenze esentasse (tramite triangolazione con l'Irlanda) negli USAc) affrancare la struttura pubblica dalla dipendenza da produttori di software stranierod) affrancare la struttura pubblica dalla dipendenza da software non libero (e quindi non controllabile / liberamente modificabile / utilizzabile senza limiti di scopo e ambito)e) permettere libero acXXXXX alle informazioni mediante l'uso di formati aperti e fruibili/manipolabili da software liberof) diventare punto di riferimento mondiale nell'uso e sviluppo di software libero, con effetto a catena su tutti i settori produttivig) utilizzare le università ed i centri di ricerca per gli scopi di cui sopra, e non sprecare il talento degli studenti laurenadi su tesi inutiliFinisco qui che il concetto è chiaro e talmente di buon senso minimo da non richiedere ulteriori parole.
    • guast scrive:
      Re: Come M$ terrà in ostaggio la PA
      Tu non soffri il freddo vero ?Perchè ho tanto l'impressione che tu stia scrivendo dalla Finlandia senza sapere come vanno le cose in Italia
    • cicciuzzo scrive:
      Re: Come M$ terrà in ostaggio la PA
      tutte cose +/- interessanti, dipendentemente dai punti di vista, ma certo non essenziali. Se la gente non usa il PC o non ha acXXXXX a Interntette, capirai chejjefrega del formato aperto .... :-)Sull'uso di SW non proprietario - ci potrebbe anche stare, anche se non mi pare esista nessun produttore italiano di OS o di altri SW infrastrutturali standard (ad es. un web server, etc) quindi 'sti soldi andrebbero da un'altra parte comunque. I soldi sei servizi invece potrebbe giovare giovare darli ad una azienda italiana (a parte il fatto che allo Stato interessa fino ad un certo punto dove vanno a finire dopo che si è presa la sua fetta di tasse)In ogni caso, c'è solo da sperare che decidano al meglio - dubito che influenzeremo da questo forum ...
      • andy61 scrive:
        Re: Come M$ terrà in ostaggio la PA
        L'utilizzo di SW FLOSS ti fa risparmiare soldi (quelli delle licenze e dei futuri upgrade obbligatori), e quelli dell'hardware che ti trovi per forza a dover sostituire perché ogni nuova versione di software (è inutile non fare nomi, MS Windows ed Office) richiede sempre più RAM e CPU.Con questi soldi puoi supportare innovazione, ricerca, servizi, formazione, etc.In aggiunta, è probabile che buona parte dei servizi che compri in Italia siano forniti da aziende italiane (sempre che non ci sia solito furbo di turno che dà tutto in appalto all'IBM).Per quanto riguarda i SW infrastrutturali, è evidente che non ne esistano di standard: l'organizzazione della nostra cosa pubblica ed il corpus delle leggi è differente da quello degli altri paesi, e quindi per internazionalizzare un qualunque pezzo di software, non è sufficiente tradurre menu e documentazione: occorre proprio riscrivere il codice.La cosa assurda in Italia (e questa è una vergogna) è che ogni piccola comunità si sviluppa in proprio il software che andrebbe bene anche alle altre (comuni, regioni, ospedali, etc.), ma non lo condivide con le altre.E questo perché? Perché in questo modo ciascuno può continuare ad inventarsi gare d'appalto locali, con tutte le implicazioni che conosciamo.La cosa assurda del nostro governo è che ogni ente ha le proprie copie dei dati (vedi, a titolo d'esempio, l'anagrafe), con una n-uplicazione dei costi per l'amministrazione e delle seccature per i cittadini.Altro aspetto grave è che tutto il software che viene sviluppato per la P.A. dovrebbe essere in qualche modo aperto, ma in realtà ciò non accade, lasciando sostanzialmente ai produttori il monopolio per la manutenzione di tutto il software realizzato.E la P.A. stessa non è in generale in grado di riprodurre il software che gira sui propri sistemi a partire da quanto consegnato dai fornitori.Resta poi il fatto che, a parer mio, tutto ciò che è prodotto con soldi pubblici dovrebbe essere pubblico, mentre risulta impossibile accedere, per esempio, ai sorgenti ed alla documentazione dei programmi utilizzati dalle istituzioni.In questo modo si mantengono i monopoli di fatto, si penalizza la concorrenza, e si impedisce l'economia di mercato.Ma perché i responsabili delle istituzioni più meritevoli non hanno il coraggio di creare un polo di aggregazione, condividendo non soltanto le proprie esperienze ma anche i prodotti che hanno realizzato, coinvolgendo tutte le realtà omologhe, per arrivare alla realizzazione di prodotti singoli, condivisi, e adottati su tutto il territorio?
  • z f k scrive:
    Dialers
    Negli anni passati, ho assistito piu' di una volta amici e parenti nel venire a capo di bollette telefoniche esagerate.Praticamente in tutti i casi si era trattato di fatturazione di servizi ai soliti numeri stranieri.In tutti i casi, avevano cominciato da poco ad affacciarsi alla rete, per lo piu' per usare la posta elettronica. E parecchi, scottati, se ne sono allontanati o ne hanno ridotto l'uso ai minimi termini, sempre con il terrore di ricascarci.Gia', perche' l'operatore telefonico, dietro le nostre rimostranze, ha abbozzato alla correzione della bolletta, rimarcando pero' che "la prossima volta non faremo sconti".CYA
    • Fai il login o Registrati scrive:
      Re: Dialers
      - Scritto da: z f k
      Negli anni passati, ho assistito piu' di una
      volta amici e parenti nel venire a capo di
      bollette telefoniche
      esagerate.
      Praticamente in tutti i casi si era trattato di
      fatturazione di servizi ai soliti numeri
      stranieri.

      In tutti i casi, avevano cominciato da poco ad
      affacciarsi alla rete, per lo piu' per usare la
      posta elettronica. E parecchi, scottati, se ne
      sono allontanati o ne hanno ridotto l'uso ai
      minimi termini, sempre con il terrore di
      ricascarci.
      Gia', perche' l'operatore telefonico, dietro le
      nostre rimostranze, ha abbozzato alla correzione
      della bolletta, rimarcando pero' che "la prossima
      volta non faremo
      sconti".

      CYATrovo sia un fatto molto vero. Quoto appieno.
    • Discolo scrive:
      Re: Dialers

      In tutti i casi, avevano cominciato da poco ad
      affacciarsi alla rete, per lo piu' per usareCerto, è come se si buttassero in strada a guidare senza averlo mai fatto.Fanno un bel incidente e fanno i piagnoni dicendo che il mondo è brutto e internet fa schifo.A questi signori posso riservare solo epiteti.Ci vuole intelligenza e cultura.Se questi signori non hanno cultura informatica, non hanno intelligenza, non hanno neanche la pazienza di leggere cosa viene scritto a video (es. "vuoi scaricare ed eseguire questo file? occhio perché viene da internet e chissà cosa può fare, se lo esegui sono XXXXX tuoi") allora potranno farsi soltanto del male e forse bene gli sta (finché non fanno del male agli altri).Internet non è un tamagotchi.
  • Cortisolo scrive:
    Ok, ma manca la cosa importante
    Va tutto bene, tra l'altro alcuni ospedali già permettono il ritiro di referti online (per esempio Montebelluna in provincia di Treviso).Ma perché, in contemporanea, non ci si adopera per bacchettare chi continua a mettere i bastoni tra le ruote alla diffusione di internet (compagnie di telefonia fissa e mobile che perseverano nel truffare la povera gente) e si cerca di alfabetizzare gratuitamente e seriamente chi ancora non sa accendere il computer? Personalmente credo che siano queste, prima di tutto, le motivazioni delle basse percentuali tirate fuori da Brunetta.
  • Piero scrive:
    L'ignoranza è ignoranza
    Se una persona è ignorante e non studia perché non ha voglia di studiare, inebetito fin da piccolo con modelli di comportamento negativi divulgati dalla televisione di Stato e da quella commerciale come: telenovele, reality, giochi a quiz, etc, mettigli pure in mano tutta la tecnologia e i computer che vuoi, resterà sempre un ignorante e un ebete.
    • LaBirra scrive:
      Re: L'ignoranza è ignoranza
      - Scritto da: Piero
      Se una persona è ignorante e non studia perché
      non ha voglia di studiare, inebetito fin da
      piccolo con modelli di comportamento negativi
      divulgati dalla televisione di Stato e da quella
      commerciale come: telenovele, reality, giochi a
      quiz, etc, mettigli pure in mano tutta la
      tecnologia e i computer che vuoi, resterà sempre
      un ignorante e un
      ebete.Verissimo perchè se anche fosse il 50% ma se lo si usa solo per facebook e youtube ... tanto vale
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: L'ignoranza è ignoranza
      contenuto non disponibile
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