Kateřina Mrázková e Daniel Mrázek, fratello e sorella, hanno fatto il loro debutto olimpico lunedì nella danza su ghiaccio. Un traguardo che richiede una vita intera di sacrifici. Eppure, per accompagnare tutta questa umanissima fatica, hanno scelto una colonna sonora prodotta dall’intelligenza artificiale. Nessuna regola lo vieta, sia chiaro. Ma il sapore che lascia in bocca ha un retrogusto un po’ amaro.
Due pattinatori hanno usato una musica generata dall’AI alle Olimpiadi invernali
La competizione olimpica di danza su ghiaccio prevede due prove: la danza ritmica, con tema obbligatorio, quest’anno “La musica, gli stili e il feeling degli anni ’90”, e la danza libera. I britannici Lilah Fear e Lewis Gibson hanno omaggiato le Spice Girls. I favoriti americani Madison Chock ed Evan Bates hanno scelto un medley di Lenny Kravitz. Musica vera, suonata da persone vere, scritta in un decennio che puzzava di gel per capelli e modem a 56k.
I fratelli cechi, invece, hanno pattinato su un ibrido: metà “Thunderstruck” degli AC/DC, canzone vera, scritta da esseri umani in carne e ossa, e metà brano generato dall’AI “nello stile Bon Jovi anni ’90“. Che già detto così fa un po’ strano.
Non è nemmeno la prima volta che il duo finisce nel mirino per queste scelte. All’inizio della stagione, il loro brano prodotto con l’AI conteneva versi come Every night we smash a Mercedes-Benz!
e Wake up, kids / We got the dreamer’s disease
. Se suonano familiari, non è un caso, sono praticamente copiati pari pari da “You Get What You Give” dei New Radicals. Il brano dell’AI si intitolava persino “One Two”, che guarda caso sono le prime parole della canzone originale. A questo punto sembra più un plagio, con qualche passaggio in più.
Dopo le critiche, il team ha sostituito quei testi con altri generati dall’AI che, sorpresa, suonano simili a quelli di Bon Jovi. Il verso raise your hands, set the night on fire
compare anche in “Raise Your Hands” di Bon Jovi, e la voce sintetica sembra una fotocopia sbiadita di quella del cantante… Come ha notato la giornalista Shana Bartels già a novembre, peraltro, “Raise Your Hands” non è nemmeno degli anni ’90, è dell’86. Non hanno rispettato nemmeno il tema, insomma.
È un peccato. Il debutto di Mrázková e Mrázek doveva essere il culmine di una carriera, invece rischia di essere ricordato più per la polemica sulla musica che per le performance. La danza su ghiaccio è uno dei pochi sport olimpici dove l’espressione artistica conta quanto la tecnica. Scegliere musica generata da un algoritmo per una competizione che celebra la creatività umana è un cortocircuito che nessuna acrobazia, per quanto spettacolare, riesce a mascherare del tutto.
La verità è che i modelli AI sono pensati male
I sistemi AI vengono addestrati su enormi librerie musicali, spesso acquisite con metodi legalmente discutibili, e quando si chiede una canzone nello stile di Bon Jovi
, producono la risposta statisticamente più probabile. Che inevitabilmente finisce per assomigliare a una canzone vera di quel cantante. Non è un bug, sono progettati proprio così.
Intanto, l’industria musicale sembra sedotta dall’idea di musicisti sintetici e la maggior parte della gente non riconosce un brano generato dall’AI. Emblematico il caso di Telisha Jones, una trentunenne del Mississippi, che ha usato Suno per mettere in musica le sue poesie sotto lo pseudonimo di Xania Monet. Risultato? Un contratto discografico da 3 milioni di dollari. Quando il mondo va alla rovescia…