Ci sono momenti nella vita in cui una persona dice qualcosa e poi, magari si pente e dice esattamente il contrario. Satya Nadella, CEO di Microsoft, ha appena vissuto uno di questi momenti davanti alla platea del World Economic Forum di Davos. E no, non è passato inosservato.
L’epifania di Nadella, l’AI dovrebbe servire a qualcosa
Il 29 dicembre scorso, Nadella aveva scritto un post sul blog in cui invitava tutti a smettere di criticare l’intelligenza artificiale e ad andare oltre le polemiche tra fanghiglia e sofisticatezza
. Sosteneva che l’AI potesse amplificare le capacità cognitive e che la società doveva accettarla come parte integrante della vita moderna. Punto. Chi criticava era semplicemente fuori dal mondo, un nostalgico che non capiva il futuro.
Tre settimane dopo, sempre Nadella, stavolta a Davos davanti al CEO di BlackRock Larry Fink, ha avvertito che l’industria dell’AI rischia di perdere il consenso sociale, se non riesce a dimostrare di essere davvero utile. Del resto, non ha molto senso consumare quantità industriali di energia per generare “token” se poi questi token non cambiano la vita delle persone in modo tangibile. Insomma, una bella inversione a U.
Nadella si preoccupa del sostegno pubblico come se fosse una cosa che Microsoft abbia mai considerato prima di infilare Copilot in ogni angolo di Windows 11, senza mai chiedere il permesso agli utenti. Tanto che la comunità Windows ha reagito a questa invasione coniando il termine “Microslop“, un gioco di parole con “slop” (fanghiglia) che è diventato virale proprio perché sintetizza perfettamente la percezione diffusa: troppa AI, troppo invasiva, troppo inutile. E Nadella che fa? Va a Davos a dire che l’AI deve dimostrarsi utile.
Intanto Microsoft ha pianificato di spendere decine di miliardi di dollari nel 2026 per seminare data center AI in tutto il mondo. Ma Nadella stesso ammette il problema: se si usa una risorsa scarsa come l’energia per generare contenuti che alla fine non servono a nessuno, allora tutto ciò non ha molto senso
. Le parole sono sue, non nostre. Cosa ha prodotto finora questa spesa miliardaria?
Il rischio di una bolla AI è sotto gli occhi di tutti
Nadella ha anche lanciato un altro avvertimento: l’AI potrebbe trasformarsi in una bolla se le aziende di tutti i settori non la adottano su scala più ampia. Il problema è che le bolle non scoppiano perché la gente non adotta abbastanza la tecnologia. Scoppiano quando la tecnologia viene sopravvalutata, quando gli investimenti sono sproporzionati rispetto ai risultati. E in questo momento, l’AI presenta tutti i sintomi classici: hype alle stelle, investimenti massicci, risultati concreti ancora da vedere.
E Nadella lo sa. Altrimenti non sarebbe andato a Davos a parlare di consenso sociale e di necessità di dimostrare una certa utilità. Quando il CEO predica bene e razzola male…
Forse Nadella farebbe bene a seguire il suo stesso consiglio. Invece di imporre l’AI a miliardi di persone e poi chiedersi se ha senso, potrebbe provare a capire prima cosa vogliono davvero gli utenti. Potrebbe investire in funzionalità concrete, utili, che risolvano problemi reali. Ma significherebbe ammettere che forse Microsoft ha sbagliato strategia. Non sia mai…