Nanocavi-involtino per chip più compatti

Due team di ricercatori australiani e svedesi hanno ottenuto importanti risultati nelle tecniche di nanofabbricazione. Realizzando un nanocavo attorno a cui è stato letteralmente avvolto un gate metallico
Due team di ricercatori australiani e svedesi hanno ottenuto importanti risultati nelle tecniche di nanofabbricazione. Realizzando un nanocavo attorno a cui è stato letteralmente avvolto un gate metallico

C’è chi prova a usare i nanocavi di carbonio per rifondare l’intero castello dell’elettronica e della produzione di microchip, e chi invece sperimenta la creazione di nanocavi tradizionali con cui far avanzare soprattutto la ricerca – senza naturalmente disdegnare potenziali applicazioni nello sviluppo di chip più performanti.

Al secondo gruppo appartengono due team di ricercatori della Lund University in Svezia e della University of New South Wales in Australia, dalla cui collaborazione è scaturita la realizzazione un “wrap-gate” di metallo concentrico , un componente di transistor in cui il metallo che funge da gate è stato avvolto intorno all’intera superficie del nanocavo.

I ricercatori hanno raggiunto il loro obiettivo grazie a una semplificazione del processo di fabbricazione tramite etching a singolo passo, riferendo i risultati in uno studio distribuito online dalla pubblicazione specializzata Nano Letters . Il nanocavo-involtino è nato dalla focalizzazione dei due team sulla difficoltà nell’accorpare un maggior numero di transistor nello stesso spazio fisico.

La soluzione attualmente prevista, vale a dire l’impiego di transistor di tipo FinFET con orientamento verso l’alto, ha lo svantaggio di rendere più complicato il controllo del flusso di corrente, mentre il problema non si pone con un gate spalmato interamente su un singolo nanocavo a contatto diretto con il substrato .

Il nanocavo-involtino realizzato dai ricercatori potrebbe prima di tutto favorire lo studio di fenomeni quantistici, e l’impiego dell’oro come metallo del wrap-gate avrebbe un “interessante potenziale” per la realizzazione di biosensori capaci di “legare” con anticorpi e altri polipeptidi.

Alfonso Maruccia

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19 04 2011
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