Nanomedicina per l'Europa in 15 anni

I progetti europei per l'uso delle nanotecnologie in ambito medico vedono la mèta: entro 15 anni la ricerca applicata nell'Unione consentirà la sperimentazione di nanotecnologie contro infarti, cancro ed AIDS
I progetti europei per l'uso delle nanotecnologie in ambito medico vedono la mèta: entro 15 anni la ricerca applicata nell'Unione consentirà la sperimentazione di nanotecnologie contro infarti, cancro ed AIDS

Barcellona – Le iniziative comunitarie per sviluppare la ricerca e l’uso delle nanotecnologie biomediche sono state presentate nel corso di un importante evento in Spagna: entro 15 anni, secondo i portavoce della Piattaforma Europea sulla Nanomedicina , i paesi dell’Unione Europea potranno arrivare alla sperimentazione attiva di cure nanotecnologiche mirate. I membri del progetto hanno infatti presentato un programma per incentivare la ricerca applicata in tutta l’Unione.

Le cliniche continentali sono ancora distanti dall’adozione di nanotecnologie curative ma nei prossimi anni sorgeranno network accademici di ricerca interamente dedicati a questa nuova branca della medicina. In questo modo, secondo gli esperti europei, sarà possibile velocizzare la sperimentazione di nuove terapie contro cancro, patologie cardiovascolari e persino AIDS.

Lo sviluppo di nanotecnologie con applicazioni mediche è in fase embrionale, secondo Josel Samitier, coordinatore spagnolo dell’iniziativa europea. Per questo, ha sottolineato l’esperto, servono grandi investimenti per far sbocciare nuove ed interessanti prospettive.

“Alcune nuove tecnologie in via di perfezionamento saranno ampiamente utilizzabili dall’industria farmaceutica e dal settore dell’assistenza sanitaria”, ha detto Samitier. La nanomedicina, al confine tra tecnologie digitali e scienza medica tradizionale, può trovare impiego in tre grandi settori: diagnosi, somministrazione di sostanze e cure rigenerative in seguito a traumi e malattie.

Un nanotrasportatore , ad esempio, può essere impiegato per la distribuzione programmata d’insulina in un paziente afflitto da diabete. Usando simili tecnologie, le cellule tumorali possono essere colpite con precisione nanoscopica, evitando tutte le complicazioni legate alle terapie tradizionali.

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20 09 2006
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