Napster, addio al file-sharing

L'osservatorio Webnoize conferma: la nuova versione del sistemone impedisce la condivisione di più di un file e mezzo. E presto non funzioneranno più tutte le vecchie versioni di Napster. Che non sarà più sinonimo di condivisione
L'osservatorio Webnoize conferma: la nuova versione del sistemone impedisce la condivisione di più di un file e mezzo. E presto non funzioneranno più tutte le vecchie versioni di Napster. Che non sarà più sinonimo di condivisione


San Francisco (USA) – Addio condivisione dei file, addio file-sharing: questo sembra urlare al mondo l’ultima versione di Napster rilasciata nei giorni scorsi, la versione 2 beta 10.3.

Già, perché quanto da qualcuno già sperimentato è confermato dall’osservatorio Webnoize, sempre attento a quanto accade a Napster: il sistemone non consente più di condividere file mp3. Anzi, per l’esattezza, consente agli utenti della nuova beta di condividere non più di un file e mezzo.

Webnoize fa il paragone con quanto accadeva lo scorso febbraio, quando l’utente medio di Napster poteva mettere facilmente le mani su più di 200 file. Ma il dato più importante che sembra emergere da queste statistiche è che Napster, ormai sulla via del servizio a pagamento come richiesto dalle majors della musica, abbandona il file-sharing e si appresta a diventare un “jukebox” telematico nel quale inserire la monetina per ascoltare della musica.

La riduzione drastica della condivisione, al punto da rendere impossibile utilizzare il termine “sharing”, è dovuta, come spiega Napster sul proprio sito , all’inserimento nel software “di una nuova tecnologia di identificazione del file”, un sistema che “consentirà a Napster di fare quanto richiesto dal tribunale”. Con una certa faccia tosta, Napster dichiara anche che in questo modo si migliora la “Napster experience” che, evidentemente, secondo i gestori dell’azienda non è in alcun modo legata alla condivisione di file musicali.

Elemento centrale di questa mutazione in Napster è la disabilitazione prevista a breve di tutte le versioni precedenti del programma di condivisione. Proprio per questo, e per il rischio di perdere ulteriori importanti fette di utenza, Napster sta cercando di convincere i suoi utenti a scaricare al più presto la nuova beta perché “come richiesto dal tribunale, presto verranno disabilitate le versioni precedenti di Napster”.

La data non è specificata perché è una questione delicatissima: quanti saranno gli utenti che si “aggiorneranno” alla nuova versione-killer? Quanti ancora lasceranno Napster dopo le decine di milioni che già lo hanno abbandonato? Quanti saranno disposti a collegarsi a Napster ora che non è più sinonimo di file-sharing? Queste sono le domande che attanagliano i vertici dell’azienda che, in queste ore, sta rischiando tutto il proprio futuro.

Webnoize, intanto, ci mette il carico da 90, spiegando come oggi si colleghino a Napster circa 320mila utenti in simultanea contro gli 840mila di maggio e l’1,57 milioni di febbraio.

Dopo questa beta, comunque, è previsto il trasferimento su Napster dell’impianto tecnologico MusicNet, l’azienda controllata dalle majors e da RealNetworks che si propone di “affittare” musica via internet, naturalmente a pagamento.

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28 06 2001
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