Napster, non è ancora finita

Un'associazione di editori musicali vuole miliardi dalla Bertelsmann. Il suo ingresso nel capitale di Napster avrebbe a suo tempo moltiplicato le attività di pirateria musicale


Roma – Napster è un cadavere già sepolto, da tempo, eppure la sua memoria continua ad aleggiare nelle aule di tribunale dove la National Music Publishers’ Association vuole trascinare Bertelsmann. Gli editori musicali sostengono infatti che l’ingresso del colosso mediatico nel capitale di Napster a novembre 2000 avrebbe portato ad un aumento esponenziale delle attività di pirateria musicale.

L’accusa ha qualcosa di perverso: l’ingresso di Bertelsmann in Napster avrebbe esteso il tempo di vita dell’azienda del gattone, il primo importante sistema di file-sharing. Un periodo che avrebbe potuto non essere, secondo la NMPA, se il colosso dei media avesse evitato di occuparsi di Napster. Il gattone, cioè, sarebbe morto prima con meno danni per tutti coloro che l’ hanno ucciso.

L’associazione americana che accusa Bertelsmann ha per ora avuto il pudore di non dettagliare a quanto ammontano, a suo parere, i danni che l’azienda avrebbe provocato sostenendo Napster. Ma sembra dimenticare che anche Bertelsmann era tra coloro che hanno aggredito Napster in tribunale per violazione del proprio copyright sui brani musicali scambiati dagli utenti del sistemone di condivisione.

Per ora una portavoce di Bertelsmann ha spiegato di non sapere nulla della denuncia e, se anche ne sapesse, non ne parlerebbe, perché Bertelsmann non discute casi giudiziari fino alla loro conclusione. Già.

Sul sito di Napster , intanto, c’è solo una paginetta nella quale si prendono le misure del cadaveruccio.

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  • Bigfoot scrive:
    Non servirebbe a nulla
    La trasmissioni di immagini non ha la stessa valenza di un'esperienza diretta. Sebbene apprezzabile nelle intenzioni, l'iniziativa avrebbe l'unico effetto di scatenare un esercito di "guardoni", analogo a quei giapponesi che all'epoca dei bombardamenti sulla Jugoslavia facevano il picnic all'esterno della base di Aviano. Per guardare i bombardieri.
  • Anonimo scrive:
    A che serve?
    Tanto tra un mese o due gli americani in Iraq censureranno tutto (webcam comprese)
    • Anonimo scrive:
      Re: A che serve?
      - Scritto da: Anonimo
      Tanto tra un mese o due gli americani in
      Iraq censureranno tutto (webcam comprese)magari potrebbero non fare in tempo ad impedirci di vedere quanti bambini avremo ammazzato.
      • Anonimo scrive:
        Re: A che serve?
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Anonimo

        Tanto tra un mese o due gli americani in

        Iraq censureranno tutto (webcam comprese)

        magari potrebbero non fare in tempo ad
        impedirci di vedere quanti bambini avremo
        ammazzato.Mah, a differenza delle altre guerre (Irak 1991, Kossovo, Afghanistan) questa volta i militari americani non censureranno più tutte le informazioni sulla guerra ma le "addomesticheranno".In pratica decidono quali giornalisti (ovviamente solo quelli proni alll'amministrazione Bush) potranno seguirli al fronte, giornalisti che vengono già tutt'ora "addestrati" dai militari.In pratica avremmo le "veline" del governo USA.Ricorderanno insomma certi reportage della TV dell'URSS ai tempi delle guerra in Afghanistan dove i soldati sovietici venivano dipinti come persone che portavano acqua e cibo alla gente bisognosa.E comunque se nel 1991 un mese e mezzo di bombardamenti e tre giorni di offensiva terrestre hanno prodotto 180.000 morti dei quali 33.000 bambini (sono dati Pentagono che ha tutto il vantaggio a ridurne il numero, si prega quindi di evitare smentite da parte di persone totalmente suddite degli USA grazie) prova ad immaginare quante ce ne saranno questa volta dove la guerra combattuta maggiormente casa per casa.Riguardo alla webcam dell'articolo, se il sito (che non ho ancora visionato) è americano stai pur sicuro che verrà censurato ancor prima che scoppi il conflitto.
        • Anonimo scrive:
          Re: A che serve?
          - Scritto da: Anonimo
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo


          Tanto tra un mese o due gli americani in


          Iraq censureranno tutto (webcam comprese)



          magari potrebbero non fare in tempo ad

          impedirci di vedere quanti bambini avremo

          ammazzato.

          Mah, a differenza delle altre guerre (Irak
          1991, Kossovo, Afghanistan) questa volta i
          militari americani non censureranno più
          tutte le informazioni sulla guerra ma le
          "addomesticheranno".A me sembra che si stia un po' straparlando...Per ora mi pare (accetto smentite) che in Iraq ci siauno solo (Nazista dichiarato) che applica la censura eil genocidio come normale amministrazione.E il fatto che tuitti questi cosiddetti "pacifisti" lo difendano,più che portarmi simpartia verso Saddam, mi portaantipatia verso i pacifisti....GGG
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