Mentre OpenAI, Google e Meta si sfidano a colpi di modelli AI sempre più potenti, due imprenditori bolognesi pensano che il problema sia un altro. Non serve un’intelligenza artificiale più muscolosa, ma più onesta.
Il loro prodotto si chiama TetiAI, ed è un assistente artificiale che promette cose che nel settore suonano quasi eretiche: nessun tracciamento, nessuna vendita di dati, memoria permanente, protezioni per i giovani, e un comitato etico con potere di veto. In un’industria che tratta la privacy come un optional e l’etica come un esercizio di comunicazione, è una scommessa coraggiosa.
TetiAI: l’AI etica Made in Italy che sfida le big tech
Marcello Violini e Lorenzo Nargiso non arrivano dal nulla. Nel 2017 hanno fondato Teyuto, piattaforma video presente in oltre cinquanta paesi e premiata dalla Commissione Europea e dalla BEI. Adesso puntano più in alto, con una visione che mescola tradizione umanistica italiana e ambizione da Silicon Valley, con sede legale negli USA ma il cuore emiliano.
Come ChatGPT e Claude, anche Teti è dotata di memoria permanente, perciò può conservare preferenze, progetti, decisioni e contesti nel tempo. L’idea è trasformare l’assistente da strumento usa-e-getta a collaboratore stabile.
La differenza cruciale, almeno a parole, sta nel come gestisce queste informazioni. TetiAI dichiara la crittografia delle conversazioni, zero tracciamento, zero analisi comportamentale, zero vendita di dati. Niente di quello che ha reso le big tech quello che sono, insomma. È un modello di business che scommette sulla fiducia invece che sulla sorveglianza, e per questo motivo dovrà dimostrare, con i fatti e nel tempo, di mantenere le promesse.
Il motore sotto il cofano: Teti N1
Dal punto di vista tecnico, Teti si basa su N1, un sistema proprietario costruito su modelli open source con architettura Mixture-of-Experts. I numeri sono impressionanti, oltre un trilione di parametri totali e una finestra di contesto di 128.000 token. Inoltre, l’architettura MoE attiva solo la potenza di calcolo necessaria per ogni richiesta per bilanciare prestazioni e sostenibilità.
TetiAI può analizzare le immagini e i documenti complessi, fare ricerche web con citazione delle fonti, generare e modificare i contenuti visivi. La scelta dell’open source come principio fondante, e non come strategia di marketing, è il pilastro su cui il sistema costruisce la propria credibilità: codice verificabile, audit indipendenti, possibilità per chiunque di controllare cosa fa davvero il modello.
L’etica come caratteristica, non come slogan
TetiAI ha pubblicato una Carta Etica con impegni che definisce non negoziabili: nessun uso militare o di sorveglianza, protezioni specifiche per gli under 25, un Comitato Etico con potere di veto, audit indipendenti e meccanismi di segnalazione anonima.
Teti dice di avere a cuore la salute cognitiva. Per questo è stata progettata per non sostituire il pensiero dell’utente, ma per stimolarlo. Incoraggia l’apprendimento attivo e suggerisce pause quando percepisce un rischio di dipendenza. È un’AI che, almeno nelle intenzioni, preferisce far pensare piuttosto che pensare al posto dell’utente, l’esatto contrario di quello che fa la maggior parte dei concorrenti, che punta a rendere il più dipendenti possibile.
Disponibilità
Teti è già disponibile su web, iOS e Android. Nel corso del 2026 arriveranno le API cloud per le integrazioni aziendali, soluzioni enterprise, un agente di coding avanzato e un browser web con assistente integrato. L’obiettivo per il 2030 è quello che chiamano “AGI Simbiotica“, un’intelligenza artificiale generale che funzioni come estensione della mente umana, non come suo sostituto.
È un traguardo molto ambizioso, il tipo di promessa che nel settore tech si fa facilmente ma raramente si mantiene. Ma visto che di solito le aziende prima rilasciano i modelli e poi si preoccupano delle conseguenze, un progetto che mette etica e trasparenza al primo posto fin dall’inizio, merita almeno di essere considerato seriamente.