Negli USA il jamming è di gran moda

Largamente impiegata durante l'inaugurazione della presidenza Obama, la tecnologia di disturbo dei segnali wireless si conquista un posto speciale nel cuore di ufficiali e politici. Concordi nel chiederne un'ampia adozione. Ma non tutti sono d'accordo
Largamente impiegata durante l'inaugurazione della presidenza Obama, la tecnologia di disturbo dei segnali wireless si conquista un posto speciale nel cuore di ufficiali e politici. Concordi nel chiederne un'ampia adozione. Ma non tutti sono d'accordo

Apprezzata per le capacità di enforcement e controllo delle comunicazioni via onde radio, discussa per gli inevitabili effetti negativi sulle chiamate legittime o di emergenza, la tecnologia di jamming dei segnali wireless è stata protagonista discreta ma efficace della grandiosa cerimonia tenutasi in occasione del giuramento del nuovo presidente americano Barack Obama.

Gli ufficiali posizionati tra le due ali di folla presenti a Capitol Hill, distanti qualche centinaio di metri l’uno dall’altro, hanno fatto sì che la cerimonia procedesse tranquilla vigilando sull’eventuale rischio di ordigni esplosivi controllati da remoto. Un lavoro da agenti dell’FBI , ma che ora fa gola anche alle autorità locali, interessate a usare la tecnologia per il controllo del territorio di propria pertinenza.

I sistemi di jamming si sono evoluti e raffinati nel corso del tempo, permettendo oggi l’impiego dei “disturbatori” in molteplici scenari di utilizzo: caratterizzato principalmente dall’invio di un impulso energetico che spazza via i segnali radio su un numero multiplo di frequenze elettromagnetiche con effetti percepibili globali, il jamming può anche servire come sistema di “scan and jam”, lanciato contro segnali anomali e quindi sospetti lasciando intatte le normali comunicazioni wireless .

L’evoluzione della tecnologia è stata favorita primariamente dalla sua applicazione negli scenari di guerra del Medio Oriente , ed è quindi prevedibile che chi richiede a gran voce l’estensione del suo utilizzo (che negli States è attualmente illegale, tranne che per gli agenti dell’FBI dotati di opportuna autorizzazione) descriva soprattutto impieghi anti-terroristi, contro i crimini o dentro le prigioni sovraffollate di comunicazioni GSM e UMTS.

La discussione, a ogni modo, è tutto fuorché unilaterale: Joe Farren, vicepresidente degli affari governativi per l’organizzazione Cellular Telecommunications Industry Association (CTIA), definisce gli apparati di jamming “uno strumento spuntato”, capace di fare danni considerevoli anche se utilizzato in occasione di attentati terroristici come quelli di novembre condotti contro la città di Mumbai, dove le comunicazioni wireless sono state utilizzate dai cittadini per guidare le forze di polizia in direzione degli assalitori.

Nello scenario peggiore, si ipotizza altrove, ogni giovane poliziotto di pattuglia per le strade americane dotato di un dispositivo di jamming rappresenterebbe un ulteriore rischio di abuso (favorito dalla facilità di impiego e dall’efficacia dell’azione) contro quelli che sono, fino a prova contraria, utilizzi legittimi e protetti dalla legge delle frequenze radio commerciali.

Alfonso Maruccia

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03 02 2009
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