Negli USA si spinge la medicina 2.0

Si parla molto dei nuovi tablet PC sperimentali con cui infermieri e personale medico intervistano i pazienti, registrano i loro dati, scattano foto
Si parla molto dei nuovi tablet PC sperimentali con cui infermieri e personale medico intervistano i pazienti, registrano i loro dati, scattano foto

San Francisco – Nuovi Tablet PC made in Intel e Motion Computing sono in fase di collaudo in alcuni centri di ricerca medica americani. Dispositivi che, secondo gli esperti, consentiranno di velocizzare le operazioni di assistenza e di ridurre gli errori e gli sprechi . Il tutto grazie anche alla possibilità di utilizzarli per “dialogare” con i chip RFID associati ai pazienti.

Il dispositivo al centro del progetto, battezzato C5 , è già in fase di test in numerose strutture universitarie, come lo University of California Medical Center di San Francisco. Dietro la denominazione di “dispositivo mobile di assistenza clinica” si cela il realtà un Tablet PC. “La rivoluzione non consiste nel com’è fatto, ma nelle sue dimensioni: C5 permette di portare a termine il lavoro nel luogo dove è necessario lavorare, quindi accanto al paziente” – spiega Paul Otellini, CEO di Intel.

Attualmente i medici utilizzano macchinari ingombranti e pesanti, posti su carrelli con ruote che vengono trascinati da paziente a paziente per monitorarne le condizioni. I dati acquisiti devono essere successivamente immessi nei sistemi informativi in modo da aggiornare il file dell’assistito. L’errore, dunque, è dietro l’angolo ed è anche una procedura che diminuisce l’effettivo tempo dedicato al paziente. Tutto questo con C5 diverrà, sperano gli ospedalieri e soprattutto Intel, un ricordo del passato .

Il design di C5 è compatto: leggero, è dotato di una maniglia che ne permette il trasporto ed è costruito in materiale antiurto. Inoltre vanta anche un’invidiabile serie di feature : riconoscimento della scrittura manuale, camera digitale integrata utile a completare la documentazione relativa alle ferite, possibilità di inserire commenti audio ed anche un’opzionale lettore di chip RFID in grado di fornire i dati relativi al paziente, comunicati dal chip inserito nel bracciale.

C5 monta un processore Intel Core Solo U1400 da 1.2 GHz, un touchscreen da 10.4 pollici, 1.5GB di DDR2 RAM, hard disk da 60Gb, batteria ricaricabile agli ioni di Litio, WiFi e Bluetooth, e gira sia con Windows Vista Business che con Windows XP Tablet PC Edition.

Il costo del device, fissato alla considerevole cifra di 2.199 dollari , ne rende proibitiva una diffusione a larga scala, ma – come dichiarato da Mark Laret, CEO della UCSF – le università devono ancora negoziare un patto con le case produttrici.

La partnership tra Intel e Motion Computing è un ulteriore esempio di come i big delle nuove tecnologie individuino nella sanità un lucroso campo di azione. “Quello della Sanità è il più grande comparto industriale al mondo, ma fatica a tenere il passo con le proprie esigenze, come quella di catalogare i progressi fatti. La sua importanza sarà cruciale tra qualche decade, quando gli individui nati negli anni settanta diverranno seniors. Intel ha creato il suo Digital Help Group per tentare di capire come la tecnologia possa assecondare e servire la ricerca medica” – spiega Otellini.

In questo senso il boss del chipmaker prevede un progressivo incremento dell’iterazione tra tecnologia e ricerca medica per il futuro. Un futuro che vede la medicina evolversi sempre più verso la tecnologia, come dimostrerebbero anche i progressi fatti nello sviluppo di chip RFID in grado di essere ingeriti per fornire un monitoraggio più accurato delle condizioni di salute del paziente. Che sia ora di parlare di Medicina 2.0?

Vincenzo Gentile

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21 02 2007
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