Net neutrality, FCC viola la Costituzione?

I carrier Verizon e MetroPCS tornano all'attacco della commissione guidata da Julius Genachowski. Il pacchetto di regole sulla neutralità della rete violerebbe la libertà di espressione degli operatori

Roma – L’ennesimo scontro sulla cosiddetta neutralità della Rete, ancora una volta affidato ai giudici della corte d’appello nel District of Columbia . I legali del colosso Verizon armati contro la Federal Communications Commission (FCC), già accusata di un vero e proprio “abuso di potere” in seguito all’adozione del pacchetto di regole sulla net neutrality nel dicembre del 2010 .

Supportati dal carrier mobile MetroPCS, i vertici di Verizon hanno ora sottolineato come le regole imposte da FCC ai vari operatori statunitensi rappresentino una evidente violazione dei principi costituzionali. In particolare della libertà d’espressione garantita dal Primo Emendamento a tutti gli operatori attivi nel settore delle telecomunicazioni .

Nella primavera dello scorso anno, la stessa US Court of Appeals for the District of Columbia aveva respinto l’intera causa montata dal carrier a stelle e strisce, dal momento che il pacchetto di regole adottato dalla commissione di Julius Genachowski non era ancora stato reso ufficiale. In sostanza, la richiesta di Verizon e MetroPCS era stata considerata “prematura”, ovvero depositata prima della pubblicazione delle regole di FCC nel Federal Register .

I due operatori hanno ora accusato FCC di aver imposto restrizioni drammatiche alle attività di gestione della rete da parte dei fornitori di connettività. La commission a stelle e strisce vorrebbe “controllare tutti gli aspetti dei servizi per l’accesso al broadband”. Dunque un potere che andrebbe ben al di là delle possibilità di regolamentazione garantite dal Congresso a FCC .

Ufficializzate nel settembre 2011, le regole sulla neutrality impongono ai vari carrier una gestione non discriminante di servizi, programmi e applicazioni legate al web. Vietando, a titolo d’esempio, tecniche come il rallentamento o il soffocamento della banda per il VoIP o il P2P. Verizon e MetroPCS vedono questo principio come una violazione dei principi garantiti dal Primo Emendamento .

In altre parole , i due carrier statunitensi vorrebbero controllare i propri network come un quotidiano seleziona gli argomenti di cui parlare nell’edizione della mattina. Stando alla causa depositata dai legali di Verizon, FCC andrebbe inoltre a violare il Quinto Emendamento per la protezione dei diritti di proprietà privata. Il governo vorrebbe dunque gestire un bene privato – appunto i network di Verizon – senza versare un dollaro agli operatori .

Mauro Vecchio

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