Il decreto legge n. 23 del 24 febbraio 2026, noto come Decreto Sicurezza, prevede l’obbligo di verifica dell’età per l’acquisto di “strumenti atti ad offendere” su siti web e piattaforme di e-commerce. Netcomm (Consorzio del Commercio Digitale in Italia) ha suggerito l’uso di SPID o CIE per garantire un’applicazione più efficace del provvedimento. Intanto si prevedono modifiche al testo per stabilire alcune deroghe.
Verifica dell’età con SPID o CIE
Il Decreto Sicurezza aggiunge varie modifiche alla legge sul controllo delle armi (n. 110 del 18 aprile 1975). In particolare è prevista la reclusione fino a 3 anni, se viene accertato il possesso, fuori della propria abitazione, di strumenti dotati di lama affilata o appuntita con lunghezza superiore a 8 centimetri o lama pieghevole di lunghezza pari o superiore a 5 centimetri.
In base al nuovo art. 4-quater è vietata la vendita di tali strumenti ai minori di 18 anni. I commercianti hanno l’obbligo di chiedere all’acquirente l’esibizione di un documento di identità. I gestori di siti web e delle piattaforme di e-commerce devono implementare efficaci sistemi di verifica della maggiore età prima della conclusione dell’acquisto.
Netcomm, consorzio che riunisce oltre 480 aziende (c’è anche Amazon), sottolinea la presenza di lacune operative che dovrebbero essere eliminate prima della conversione in legge. Invece di utilizzare metodi poco efficaci si potrebbero sfruttare soluzioni già esistenti, come SPID e CIE. Il Presidente Roberto Liscia suggerisce inoltre di chiarire meglio le categorie di prodotti interessati:
La verifica della maggiore età è un pilastro fondamentale per la fiducia e la legalità nel mercato digitale. L’evoluzione normativa che sta per essere messa in atto rappresenta un passaggio importante, poiché rafforza la fiducia nell’economia digitale assicurando la massima trasparenza sull’identità di chi effettua l’acquisto. Se da una parte abbiamo la tecnologia (SPID, CIE), dall’altra mancano ancora le istruzioni chiare per applicarla correttamente al mercato digitale, rischiando di rendere il Decreto Sicurezza un guscio vuoto o un ostacolo burocratico. Con la trasformazione del decreto in legge emerge dunque l’esigenza di chiarire meglio l’operatività della norma, definendo con precisione le categorie di prodotti coinvolte e adottando modalità di verifica che siano efficaci, proporzionate e standardizzate. Entro la fine dell’anno sarà inoltre disponibile l’identità digitale europea, e riteniamo necessaria un’immediata integrazione di questi sistemi certificati nei processi di acquisto per superare logiche dichiarative spesso inefficaci e costruire un ecosistema finalmente sicuro e trasparente per cittadini e imprese.
Il decreto deve essere convertito in legge entro il 24 aprile. Attualmente è in discussione al Senato. Quasi certamente verrà modificato per aggiungere deroghe a specifiche categorie di persone, come escursionisti e pescatori, che usano i coltelli per lavoro e hobby.