Neural.it/ Net art: poesie per Echelon

Poesie ascii plasmate per confondere i sistemi di controllo


Roma – “Poem for Echelon” dello sloveno Jaka Zeleznikar è un lavoro di net art letteraria che coniuga attivismo, estetica ascii e programmazione del codice secondo un semplice ma affascinante schema.

Le strutture di testo e visive contengono una serie di termini ai quali Echelon è sensibile inseriti casualmente. L’artista invita ovviamente tutti gli utenti a copiare i testi generati e inviarli per posta elettronica, generando così confusione nei sistemi di controllo. Ogni poesia contiene un titolo, una struttura ascii che simula un messaggio codificato, inserendo spazi e convertendo in maiuscole altri termini “incriminati”, e un testo grammaticalmente corretto scelto a caso fra quelli disponibili.

Qui il sito Poem for Echelon .

A cura di Neural.it, new
media art, e-music, hacktivism
.

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  • Marco Zangrandi scrive:
    Polemiche videogiochi
    Ciao per me le polemiche sui videogiochi sono inutili. Il problema attuale è l'abuso dei minori e la lunga durata di sessione.Possibile che hanno addirittura inventato un sito di confronto recensioni??Pazzesco, la gente sta sempre peggio!! mi sembra si chiama metagamescore.it o qualcosa di simile..bah
    • Basilisco di Roko scrive:
      Re: Polemiche videogiochi
      Perché parli di "problema attuale" commentando un articolo di 13 anni fa? I minori che giocavano all'epoca ormai sono maggiorenni.
  • Anonimo scrive:
    Il problema non e' il contenuto...
    Riporto un msg da NGI:L'articolo in questione e' nient'altro che la traduzione pari pari di un articolo ben più lungo apparso qualche giorno fa sul NYT e di cui anche NGI ha dato il link nelle news.E' quindi inutile prendersela per la stupidità di Santolini. Casomai per la sua professionalità...
  • Anonimo scrive:
    Stufo!
    Basta, cazzo!Quando la finiranno con questa caccia alle streghe quei quattro sfigati di GIORNALISTI???Io gioco on-line con ALIENI, SERGENTI, TEDESCHI e quanto mi aggrada!!!! Bah! :(
  • Anonimo scrive:
    ma... il centro Wiesenthal?
    Non nasce con intenti più alti? E poi non capisco in che senso il gioco istigherebbe al razzismo e l'antisemitismo. O forse tedesco è diventato sinonimo di razzista e antisemita? non mi pare.Ma... forse è razzista qualcun altro?
  • Anonimo scrive:
    Grazie per le polemiche
    ...non sapevo fosse uscito Return To Castle Wolfenstein, sto scaricando la demo! ;)
    • Anonimo scrive:
      Re: Grazie per le polemiche
      Non sapevo fosse uscito RTCW...corro a scaricare l'ISO :))))))))))))))
      • Anonimo scrive:
        Re: Grazie per le polemiche
        io l'ho fatto oggi pomeriggiocavoli che capolavoroperò potevano farlo un pò meno pesante ... non riesco a farlo girare meglio di 1024x768 con una scheda da 64mbcmq stupendo compreso il sonoroquando farete le catacombe e la cripta sappiatemi dire se non l'avete fatto con il cuore in golagrazie Id Software di esistere
  • Anonimo scrive:
    Si vede proprio che non hanno niente da scrivere..
    ....di più importante. Per me è il gioco più realistico che abbia mai visto, quando sono in rete a volte sono un americano a volte un tedesco a seconda delle necessità del gioco stesso, uno spara e l'altro si difende tutto qui, come da sempre in questo genere di giochi, che ruolo si svolge è un particolare senza importanza, sono lì per divertirmi e basta.Ciao a tutti
  • Anonimo scrive:
    Sono daccordo
    Sono perfettamente daccordo con la lettera di game, soprattutto sull'eta' media dei videogiocatori, tantoppiu' che proprio in questo Natale mi e' "toccato" ticevere la tanto famigerata Plaustation e io di anni ne ho 36 suonati!
  • Anonimo scrive:
    Altro articolo sull'argomento
    Vi segnalo un altro articolo comparso oggi sul web dedicato allo stesso argomento:http://www.studiocelentano.it/editorial/iaselli/110102.asp
  • Anonimo scrive:
    Qui prodest?
    Mi sembra normale che i giornalisti tendano a difendere gli interessi dei media, così come una ditta di giochi difende i giochi ed i giocatori difendono il proprio diritto di sparacchiare su alieni, nazisti o americani che siano.A che età si giochi o meno non ha nessuna importanza, così come il colore politico di un giornalista. E' arcinoto che le informazioni non siano il massimo della correttezza intellettuale, ma capisco anche chi fa un lavoro nel quale ogni benedetto giorno deve scrivere un articolo sui temi più disparati, magari perché "fa tendenza" oppure "scoppia la polemica".E' così, e non per colpa loro, ma nostra. Colpa nostra, che compriamo una Golf perché fa tendenza. Che abbiamo l'ultimo cellulare stragalattico. Che compriamo (e copiamo, ditelo cari i miei "corretti" fanciulli immacolati) giochi a rotta di collo solo per vantarci con gli amici e farci mezza partita. O peggio, passarci ore della nostra unica vita invece, magari, di legere un bel libro e magari capire DAVVERO qualcosa.Se poi, di fronte al fatto che milioni di persone passano la propria esistenza davanti al monitor a sparacchiare o risolvere rompicapi, ci si limita a considerare che qualche personaggio è nazista, beh... credo proprio che sia irrilevante.Abbiamo una sola vita. E sta passando un minuto alla volta. Un quadro alla volta.
    • Anonimo scrive:
      Re: Qui prodest?
      - Scritto da: Kusimar[snip]
      chi fa un lavoro nel quale ogni benedetto
      giorno deve scrivere un articolo sui temi
      più disparati, e con questo? se non sono capaci a sviluppare un tema è meglio che non scrivano!
      E' così, e non per colpa loro, ma nostra.E si! loro non sanno scrivere ed è colpa mia!
      Se poi, di fronte al fatto che milioni di
      persone passano la propria esistenza davanti
      al monitor a sparacchiare o risolvere
      rompicapi, ...Vorresti obbligarli a leggere Platone e Cicerone?Ciao.P.S. CUI PRODEST! se vogliamo fare delle citazioni almeno facciamole corrette.
    • Anonimo scrive:
      Re: Qui prodest?
      sai le cose analizzate da diversi punti di vista cambianotu avrai l'interesse di leggere i libri perchè dei videogiochi non te ne importa niente.... ho piacere per teio invece gioco ai giochi elettronici perchè dei libri non me ne fotte niente(non è completamente vero ma prendilo come paradosso)ma non puoi dire che uno che gioca spreca il suo tempo ..... come io non posso dire che tu sprechi il tuo tempo leggendo librila verità è che abbiamo solo interessi differenti e nessuno dei due spreca il suo tempo ...... semplicemente perchè ci piace fare quello che facciamo
      • Anonimo scrive:
        Re: Qui prodest?
        - Scritto da: Andrea
        ma non puoi dire che uno che gioca spreca il
        suo tempo ..... come io non posso dire che
        tu sprechi il tuo tempo leggendo libri

        la verità è che abbiamo solo interessi
        differenti e nessuno dei due spreca il suo
        tempo ...... semplicemente perchè ci piace
        fare quello che facciamoL'approccio psicologico e i relativi effetti fra un libro e i videogiochi sono profondamente differenti.Il libro è un momento di relax in cui ti prendi cura di te stesso; il videogioco ti tiene in tensione a masturbare una tastiera o un gioistic.Senza andare su Platone o Cicerone, ci sono tanti autori che "si fanno leggere bene" e trasmettono tanta umanità e ti lasciano un po' più di cultura di prima e ti danno un'opportunità in più di armonia con te stesso e con gli altri. Ciò che il videogioco non fa.In più è dimostrato (e lo vedo sui miei amici: se telefono mentre giocano, a volte non rispondono neanche) che il videogame è un ostacolo ad uscire dal proprio io per avere dei rapporti umani con tante altre persone, è un nemico delle relazioni.Ora, rispetto per coloro a cui non piacciono i libri, ma evitiamo di costruire delle barriere di comunicazione con i nostri simili.
        • Anonimo scrive:
          Re: Qui prodest?
          - Scritto da: Yuk Yuk!
          In più è dimostrato (e lo vedo sui miei
          amici: se telefono mentre giocano, a volte
          non rispondono neanche) che il videogame è
          un ostacolo ad uscire dal proprio io per
          avere dei rapporti umani con tante altre
          persone, è un nemico delle relazioni.T'assicuro che se mi telefoni mentre sono immerso in lettura l'umore con cui ti rispondo non e' dei migliori...
        • Anonimo scrive:
          Re: Qui prodest?

          fra un libro e i videogiochi sono
          profondamente differenti.
          Il libro è un momento di relax in cui ti
          prendi cura di te stesso; il videogioco ti
          tiene in tensione a masturbare una tastiera
          o un gioistic.Dipende dai punti di vista, o personalmente mi rilasso (anche) con una buona partita (o meglio un pezzo di partita) a Brood War.
          Senza andare su Platone o Cicerone, ci sono
          tanti autori che "si fanno leggere bene" e
          trasmettono tanta umanità e ti lasciano un
          po' più di cultura di prima e ti danno
          un'opportunità in più di armonia con te
          stesso e con gli altri. Ciò che il
          videogioco non fa.Posso essere d'accordo con te sulla cultura, anche se un libro "portatore di cultura" (c'e' una parola svedese per quest'espressione vigliacc se me la ricordo) non sempre e' un libro da leggere nel relax
          In più è dimostrato (e lo vedo sui miei
          amici: se telefono mentre giocano, a volte
          non rispondono neanche) Se il libro che leggo mi prende a volte lo stacco il telefono......
          che il videogame è
          un ostacolo ad uscire dal proprio io per
          avere dei rapporti umani con tante altre
          persone, è un nemico delle relazioni.? Perche' poi ? Io ho conosciuto gente soltanto chiedendo aiuti su certi giochi Au revoiril Conte
        • Anonimo scrive:
          Re: Qui prodest?
          - Scritto da: Yuk Yuk!
          L'approccio psicologico e i relativi effetti
          fra un libro e i videogiochi sono
          profondamente differenti.
          Il libro è un momento di relax in cui ti
          prendi cura di te stesso; il videogioco ti
          tiene in tensione a masturbare una tastiera
          o un gioistic.Dipende dal tipo di giocoSe giochi ad Unreal o a Quake in cui se ti fermi un secondo per starnutire e sei morto ti dò piena ragione. Ma che mi dici di giochi tipo i cloni di Sim City o altri giochi manageriali dove ci sono dei periodi in cui il gioco va avanti da solo senza che tu debba per forza fare qualcosa?Io mi rilasso di più in una bella partita di Starcraft (che sia win o loss non importa, basta che sia bella) piuttosto che se leggo un libro bello ma enorme.
          Senza andare su Platone o Cicerone, ci sono
          tanti autori che "si fanno leggere bene" e
          trasmettono tanta umanità e ti lasciano un
          po' più di cultura di prima e ti danno
          un'opportunità in più di armonia con te
          stesso e con gli altri. Ciò che il
          videogioco non fa.Mmmh c'è del vero, ma si vede anche a occhio nudo che sei chiuso nelle tue opinioni.Ci sono giochi tipo Age Of Empires che ti insegnano varie cose mentre giochi: la guerra di scozia e William Wallace, la storia di Giovanna D'arco, l'era medievale... imparare divertendosi è il modo migliore. Ormai non ricordo gli integrali e i logaritmi studiati all'ITIS, mentre ancora adesso mi ricordo le guerre mondiali, per aver giocato anni fa a simulatori di guerra.D'altra parte, esistono anche dei libri che ti fanno diventare paranoico o che ti riempono di pregiudizi, che dicono il falso o che ti spingono a pensare una cosa mentre la verità stà da un'altra parte. Un libro ti porta dove ti vuole l'autore, un gioco usando la fantasia ti può portare dove vuoi te.
          In più è dimostrato (e lo vedo sui miei
          amici: se telefono mentre giocano, a volte
          non rispondono neanche) che il videogame è
          un ostacolo ad uscire dal proprio io per
          avere dei rapporti umani con tante altre
          persone, è un nemico delle relazioni.Non è proprio così, e questa è una di quelle leggende metropolitane che i dottori e gli psicologi non hanno capito, chissà se la capiranno mai.Quando tu giochi ad un gioco in multiplayer stringi delle amicizie "virtuali" con persone di chissà dove. E' inevitabile, tra una partita e l'altra, una vittoria e una sconfitta si ride e si scherza e queste amicizie si consolidano.Tu sai di avere amici che hanno in comune con te il gioco tal dei tali, è una cosa da non sottovalutare avere una cosa che piace un sacco in comune. Ipotizziamo che tu abbia un caro amico con cui ti vedi ogni settimana perchè vi piace a entrambi giocare con il computer. Costui però è un discotecaro incallito, è convinto che chi non ha i suoi gusti musicali non capisce niente di musica e se la tira parecchio. Ammettiamo che tu sia un tipo che odia le discoteche, ti piace un certo tipo di musica ma detesti quelli che ti danno contro perchè a loro non piace e odi i vanitosoni. Certo, ti diverti con lui quando usi i vari giochi, ma oltre al fatto che tutti e due avete un computer le similitudini si fermano qui.Se invece giochi online sai che:1) Stai giocando con uno a cui piace usare il computer, perchè se no non starebbe giocando2) Stai giocando con uno a cui piace il tuo stesso gioco preferito, è quindi già più simile a te che non l'altro amico.3) Di esemplari di questo tipo non ce n'è uno solo, ma centinaia, forse anche migliaia. E tra questi qui ce ne sarà pure uno che ti assomiglia quasi in tutto e per tutto!Ti pongo un'ultimo esempio: tu preferiresti andare allo stadio con un tuo amico che tifa per la tua stessa squadra e che ti somiglia molto in gusti, oppure passare una giornata con questo tuo amico che ha la passione per il computer ma che per il resto è tutto diverso da te?
          Ora, rispetto per coloro a cui non piacciono
          i libri, ma evitiamo di costruire delle
          barriere di comunicazione con i nostri
          simili.Beh pensa che io ho passato il capodanno fino alla befana a casa di un mio amico toscano che mi ha gentilmente ospitato per 9 lunghi giorni, tale amico toscano l'ho conosciuto proprio su Starcraft... e guarda caso! Con noi c'era anche un'altro nostro amico comune, anche lui conosciuto su Starcraft. E poi un giorno siamo andati tutti e tre a trovare altri due amici, anche loro conosciuti su Starcraft.Ovviamente ci sono i casi estremi, quelli che quando giocano e gli squilla il cellulare lo prendono e lo buttano di sotto e c'è chi decide di perdere la partita per rispondere.Però ci sono anche quelli che quando sono rilassati, stanno leggendo un libro, sentono squillare il telefono e ti insultano perchè li hai disturbati, come c'è chi prende il segnalibro, chiude il tomo e risponde al telefono.Il mondo è bello perchè è vario =)
          • Anonimo scrive:
            Re: Qui prodest?
            Innanzitutto scusatemi del lapsus latino... sì sì è "CUI prodest"... qualche libro in più effettivamente non farebbe male neanche a me... vero? ;-)Tornando "a bomba", giustamente non devono esserci steccati tra il "partito dei giocatori" ed il "partito dei lettori". Anche perché io ero (sono?) un videogiocatore. Eh già!Ricordo tutto, dal sapore salato del primo Space Invaders nello stabilimento balneare ai mesi passate a giocare con giochi di ruolo in internet. Eh già... me li sono passati tutti in rassegna, ragazzi... ed ora dell'informatica e dei giochi ne ho anche fatto il mio lavoro, pensate un po'!Il fatto è che sono come i fumatori pentiti. Sapete, di quelli che se gli fumi nel raggio di 50 metri ti prendono a bastonate... ecco, una cosa del genere. Siccome ho visto che significa (per me e per altri) una vita passata a giocare, mi metto in testa di salvare qualcuno da questa idiozia.Sì sì... è bello giocare... come molte altre cose... e non mi venite a fare i discorsi sull'equilibrio possibile... il gioco è adrenalina, è potere, vittoria, ricerca delle strategie migliori... molti sono disposti a cancellare se stessi per qualche partita in più. E' una droga, esattamente come la TV ed altre forme di intrattenimento.Ma c'è un limite a tutto. Sinceramente, di fronte alla polemica sul simbolo nazista sulla schermata ne faccio a meno. Credo che il problema del giornalismo... del gioco... della TV e delle altre droghe... della prostituzione... e di tutto il resto sia sempre lo stesso.Fino a che saremo in tanti a mangiare cacca, ce ne daranno in abbondanza. Anche se ci fa male.
    • Anonimo scrive:
      Re: Qui prodest?
      So che passero' per il solito puntiglioso, ma si dice "riferimentia una situazione"...
      di pubblicare un FPS con riferimenti ha una
      situazione che ancora oggi crea dolore.
  • Anonimo scrive:
    I grandi pregi di Repubblica
    Ha un formato molto comodo per essere letto in treno o in aereo........ temo di aver finito. ^__-
    • Anonimo scrive:
      Re: I grandi pregi di Repubblica
      - Scritto da: Ansia
      Ha un formato molto comodo per essere letto
      in treno o in aereo....


      .... temo di aver finito. ^__-Repubblica ?Io l'apprezzo molto.Specialmente quando arrivo nella casa di montagna in pieno inverno e devo accendere la stufa ... :-)
      • Anonimo scrive:
        Re: I grandi pregi di Repubblica
        AHuAhauAHuAhAUhE aggiungiamoci pure che quando mi sento un po' stitico mi porto una copia in bagno, leggo CERTi articoli (tipo questo) e come per magia mi viene lo stimolo....LOL!
  • Anonimo scrive:
    la repubblica
    intervengo raramente sui forum di punto-informatico (che leggo tutti i giorni) e purtroppo ogni volta sono costretto a ripetermi.il punto è sempre lo stesso: il quotidiano la repubblica non è a mio avviso una fonte di informazione autorevole, ne in italia nè nel mondo.ritengo che anche chi ci lavora se ne renda conto, non vedo perchè dovremmo preoccuparci di quello che quel repubblica scrive, sia nella versione cartacea che in quella on line.ci sono tanti buoni quotidiani in italia e soprattutto nel mondo, consultabili anche via internet.insomma riterrei più opportuno dibattere di qualche artcolo apparso su altri organi di informazione.grazierosso&nero
  • Anonimo scrive:
    I videogiochi fanno male...
    ... ma mai quanto un film italiano con De Sica e Boldi (quelli si che fanno male alla gente, ci credo che poi gli stranieri ci vedono come delle persone che pensano solo al sesso e stop) o come le pubblicità con tette ballonzolanti di qua e di la all'ora di pranzo durante i cartoni, o ancora peggio il doppiaggio dei cartoni animati! I bambini non ci capiscono un tubo perchè tra tagli inutili e cambiamenti del doppiaggio viene disfatto tutto ciò che doveva essere l'anime originale...I videogiochi sono i videogiochi, dare ad Unreal Tournament la colpa del figlio che è entrato nella scuola sparando ai compagni di classe non è di certo la via giusta, così fa uno scarica barili e non un genitore responsabile che DOVREBBE stare dietro al figlio e controllarlo finchè non raggiunge la maggiore età, dandogli consigli su cosa fare e cosa non fare.Io a mio figlio farei pure giocare a Return to Castle Wolfstein e a Grand Theft Auto, sono certamente divertenti, la cosa davvero da evitare è lasciare che il figlio frequenti brutte compagnie e prenda cattive abitudini.Vogliamo davvero credere che è colpa di Tetris se i ragazzini buttavano sassi dal cavalcavia? Vogliamo davvero credere che è colpa di Doom se nostro figlio va in giro con una pistola e spara ai compagni?Vogliamo davvero credere che è colpa dei giochi di guida poco realistici se c'è gente che si ubriaca in discoteca il sabato e poi al rientro si pianta contro un palo perchè credeva che la macchina fosse invulnerabile?Vogliamo davvero credere che è colpa dei videogiochi se capitano tutte queste disgrazie?La verità è una sola...I giochi fanno male a coloro che hanno l'epilessia. PUNTO. Chi si immedesima troppo in un personaggio ha gli stessi problemi di uno che vede Superman e crede che con un mantello si possa volare o chi vede Pokèmon e prende a sassate il cane cercando di farlo entrare nella sfera pokè.Genitori, state dietro ai vostri figli e controllate come si divertono. Dare la colpa a qualcun'altro quando la colpa è propria è la cosa più stupida che un genitore possa fare.
    • Anonimo scrive:
      Re: I videogiochi fanno male...
      Uno dei post piu' lucidi che abbia mai letto su PI. Sono le cose che avrei scritto io se solo sapessi scrivere bene!!concordo pienamente.BRAVO!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: I videogiochi fanno male...
      Massimo rispetto!Hai scritto quello che bisognava scrivere...Pecato che Repubblica non abbia alcun iteresse a dire queste cose, troppo sagge, troppo vere, ai suoi idioti lettori...Preferisce sventolare uno dei triti e ritriti stereotipi di questi ultimi anni sapendo che tutti i suoi tontilettori (come si puo rendere utonti per un gornale?) si sganasceranno in una ridda di:- OHHHHHH!!!!- Per dinci!- Tutti al muro!!!!![Che poi Republica abbia un'interesse "di corporazione"... ci metterei la mano sul fuoco!](la frase del cane e della sfera e' da antologia!! :-DDD)
      • Anonimo scrive:
        Re: I videogiochi fanno male...
        Scusate!!!Mi sono fatto abbindolare da una recente ricerca sui tasti le tastiere e l'Euro (????) e ho sostituito la mia fida tastiera da 20.000 con una piu blasonata e bella....Oh, mi mangio le lettere...Eppure ci pesto come un dannato...Usate l'immaginazione e credetemi sulla fiducia: so scrivere!! :-)))))))))
  • Anonimo scrive:
    Nel cinema non parteci
    è come accusare di propaganda nazista i capolavori del cinema di guerraSi ma nei film non ti fanno partecipare per cambiare la trama.Ti ricordo che Villeneuve (figlio) si allenava ai gran premi con formula1 gp !!!!!!!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Nel cinema non parteci
      Ho giocato tantissimo a Formula 1GP e sai una cosa, ho 28 anni, non ho la macchina, non ho mai preso la patente...vado coi mezzi pubblici.Ho passato ore con Quake, Doom ecc. e odio le armi, sono un obbiettore di coscienza.
      • Anonimo scrive:
        Re: Nel cinema non parteci
        - Scritto da: Thzak
        Ho passato ore con Quake, Doom ecc. e odio
        le armi, sono un obbiettore di coscienza. L'unico VERO male che possono fare Quake & soci è questo:Quando hai il fucile da cecchino e stai mirando uno che è a fianco a te, esso se ne accorge e per farti sbagliare ti tira una sberletta sulla mano per farti sbagliare, per poi detronizzarti con un lanciarazzi o un bazooka =)
  • Anonimo scrive:
    Se fossero stati comunisti allora...
    Credo che un giornale schierato come Repubblica non possa essere preso in considerazione con i suoi commenti che risultano molto spesso faziosi e retorici. E' un giornale che leggo, ma con le dovute attenzioni a non farmi imbambaciare dalla loro polemica a senso unico.Per quanto mi riguarda possono benissimo bruciare nel loro brodo, tanto alla fine hanno fatto sempre pubblicita' al gioco della ID... qualcuno si ricorda di Carmageddon?Magari, per quanto riguarda l'odio razziale, potremmo fare un videogioco di un soldato ebreo che uccide mille, un milione di "terroristi" palestinesi... forse quello sarebbe piu' accettabile da Mark Weitzman.Capisco che dove ci si scotta la zona rimane piu' sensibile (come dire no al ritorno al nazzismo e comunismo) ma qui si rasenta il ridicolo.
  • Anonimo scrive:
    Per i deficienti, non serve un gioco, basta la TV!
    Si veda il 15enne che si e' stampato con l'aereo in florida contro la bank of america inneggiando a bin laden e compagnia.Per gente cosi', giochi o non giochi non cambia nulla.
  • Anonimo scrive:
    w l'ordine dei giornalisti
    dei quali gli iscritti non perdono occasione per dimostrarne l'inutilità, con la scarsa professionalità dimostrata in articoli come quello di repubblica, sempre più frequenti quando tratta di problematiche 'tecniche' e non nelle solite chiacchiere da salotto.. E vogliamo anche tutelarli con leggi liberticide?
    • Anonimo scrive:
      Re: w l'ordine dei giornalisti
      Hai completamente ragione. Se poi le critiche vengono fatte da giornalisti monocolore (rosso) di Repubblica, vedrai che non si sarebbero accorti di un qualsiasi videogioco magari molto più violento, razzista ma con non facesse alcun accenno al nazismo...
  • Anonimo scrive:
    Ma quali teenager....!!!
    Caro Dott. Boyden, ma lo sa che l'età media di un videogiocatore è stata oggi identificata tra i 25 e i 40 anni (ebbene sì, 40!)? Sembra assurdo, lo so, ma guardandosi un po' attorno per leggere le cifre e per catturare le tendenze odierne, si capisce che non lo è affatto! Per non parlare della presunta e incriminata goccia che ha fatto traboccare il vaso...Finchè gli Americani sparano ai tedeschi nella versione del '92 è tutto ok, nessuna censura, va tutto bene (tanto è un videogioco...), ma quando quest' ultimi svolgono la parte dei protagonisti utilizzando uno strumento virtuale non va più bene, la società si rivolta, i critici trovano qualcosa da fare, e gli avvocati fanno gli 'avvocati del diavolo'...Auguro a tutti un 2002 ricco di coerenza!
  • Anonimo scrive:
    Sempre la stessa storia...
    Il mondo dell'IT sembra ripetersi ogni anno... questi sono gli stessi discorsi che si sentivano fare anche 10 anni fa (o piu'?) quando usci' il primo Wolfenstein... e poi con Doom... e poi Duke Nukem... Ci saranno sempre persone pronte a sparare a zero sui videogiochi, semplicemente perchè non li capiscono. Non capiscono che magari uno, dopo una giornata di lavoro, trova rilassante e divertente giochi come quelli...Vabè.... inutile dirlo, tanto appena uscirà un altro gioco, vedremo i soliti discorsi di nuovo!
  • Anonimo scrive:
    i giornalisti.
    qualcuno ha visto la puntata di ieri sera di Striscia la Notizia e in particolare i servizi dedicati all'eurodimostra tutto il valore dei giornalisti(per fortuna non sono tutti cosi') ..... vergognaaaaper cui lasciamo che parlino parlino parlino parlino ..... tanto ormai non gli crede + nessunoe io nonostante la non + giovane età continuerò a giocare ai videogiochi invece di guardare tv spazzatura filtrata da quello o l'altro gruppo politico ...... il altri paesi si chiama censura .... in italia ha un nome diverso e si chiama albo dei giornalisti una lobby tutta italiana
    • Anonimo scrive:
      Re: i giornalisti.
      Per averli frequentati e conoscendone qualcuno, posso affermare senza dubbio che i giornalisti sono teste di cazzo come tutti quanti noi, né più, né meno. L'errore che si commette è di dare loro più credito di quanto non meritino, di pendere dalle loro labbra e prendere per oro colato tutto quanto esce dalle loro penne o bocche. Come coi poliziotti, che vediamo come persone pure e sante e che sono stronzi come tutti gli altri.Ho assistito personalmente a scene in cui il mio coordinatore (una persona coi controcoglioni, sebbene assolutamente folle) chiamava al telefono i giornalisti e DETTAVA loro quanto doveva comparire sul quotidiano l'indomani. E, magia magia, l'indomani eccoti l'articolo richiesto...alla faccia della libertà di stampa.
  • Anonimo scrive:
    se fossi uno scrittore....
    ....e magari mi chiamassi, Alberto Moravia, e scrivessi un romanzo che narri dell'Olocausto, dei campi di concentramento e degli ebrei, rischio di essere marchiato come nazista???Questo mostra quanto possano essere dei borghesucci piccoli piccoli alcuni persone che scrivono sui giornali italiani.E naturalmente anche chi li pubblica...
  • Anonimo scrive:
    USA: Incostituzionale proibire i giochi violenti
    http://www.starnews.com/article.php?legalfees04.html,news
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