Musica e NFT: cosa è successo nel caso HitPiece

Musica e NFT: cosa è successo nel caso HitPiece

Presentato come un marketplace NFT per i fan della musica, HitPiece si è fermato a un mese dal lancio: qualcosa è andato decisamente storto.
Presentato come un marketplace NFT per i fan della musica, HitPiece si è fermato a un mese dal lancio: qualcosa è andato decisamente storto.

A qualcuno, la folle corsa agli NFT è sfuggita di mano. È il caso di HitPiece, marketplace lanciato in fase beta a inizio dicembre e oggi costretto a chiudere i battenti, non è dato a sapere se in modo temporaneo e per sempre. Questo il breve messaggio che si legge sulla homepage: Abbiamo avviato una conversazione e stiamo ascoltando.

HitPiece si ferma: NFT musicali senza autorizzazione

Per qualche settimana, attraverso il sito è stato possibile acquistare Non-Fungible Token legati al mondo della musica, dedicati a un particolare artista, a un brano o a un album, talvolta con immagini e copertine. Ne sono stati messi in vendita di ispirati a John Lennon e ai BTS. Fin qui tutto regolare, se non fosse che nessuno dei diretti interessati (o chi ne gestisce i diritti) ha mai fornito alcuna autorizzazione.

Gli NFT di HiePiece dedicati al mondo della musica

Tra coloro che hanno sollevato un coro di proteste figurano Jack Antonoff, Eve 6 e Sadie Dupuis. Il team ha così deciso di mettere offline la piattaforma, rilasciando attraverso il profilo Twitter un comunicato che riportiamo di seguito in forma tradotta.

Abbiamo chiaramente colpito un nervo scoperto e siamo molto ansiosi di creare l’esperienza ideale per i fan della musica. Per essere chiari, gli artisti sono pagati quando i beni digitali vengono venduti su HitPiece. Come tutti i prodotti beta, continuiamo ad ascoltare tutti i feedback degli utenti e siamo impegnati per evolvere il prodotto, così da soddisfare le esigenze degli artisti, delle etichette e dei fan.

Il fondatore di HitPiece è Rory Felton, già possessore di un’etichetta indipendente. Molto dure la reazioni degli artisti coinvolti a loro insaputa. Di seguito quella del gruppo statunitense Deerhoof.

Rubano la tua musica, la mettono all’asta sotto forma di NFT sul loro sito e quando li scopri ti dicono di non preoccuparti, che ti pagheranno. Capisco che qualcuno possa essere semplicemente avido e crudele, ma che tipo di mente potrebbe anche solo immaginare che un doppiogioco simile possa in qualche modo andar bene?

Fonte: Engadget
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Pubblicato il 3 feb 2022
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