Niente targhe alterne per il videocontrollo inglese

Lo stato della videosorveglianza che fa concorrenza ai romanzi di Orwell continua sulla strada del controllo ossessivo-compulsivo senza tralasciare niente. Targhe automobilistiche e classi studentesche incluse
Lo stato della videosorveglianza che fa concorrenza ai romanzi di Orwell continua sulla strada del controllo ossessivo-compulsivo senza tralasciare niente. Targhe automobilistiche e classi studentesche incluse

Quella britannica è già da tempo definita dai suoi stessi politici una società della videosorveglianza, ma tra CCTV che spuntano come funghi dopo la pioggia e database eventualmente illegali c’è spazio ancora per nuovi network occhiuti e iper-vigilanti come ad esempio quello previsto dal programma Automated Number Plate Recognition (ANPR), per il controllo e la schedatura dei numeri di targa di tutti gli automobilisti di Sua Maestà.

Già noto da mesi, il programma ANPR torna a far parlare di se grazie alla BBC che sostiene come migliaia di telecamere a circuito chiuso siano già in funzione fotografando targhe a più non posso in Inghilterra, nel Galles e in Scozia . Tanto più che la penetrazione del network è facilitata dal fatto che le CCTV preesistenti possono in teoria essere riadattate per lo scopo, posto che l’installazione dell’apposito software vada in porto senza intoppi e le cam siano tecnicamente adeguate.

L’adozione del programma ANPR include anche alcuni consigli comunali di città come Bradford, Portsmouth e Luton, apparentemente facilitando il computo della polizia e portando alla crescita del numero di arrestati. Una volta che il progetto sarà andato a pieno regime, i dati catturati dall’occhiuto network di ANPR verranno raccolti nell’ennesimo database centralizzato, accessibile dalle autorità del Regno che ne abbiano i requisiti.

“È il miglior tool di presidio intelligente che abbiamo a disposizione”, dice il coordinatore di ANPR John Dean, lodandone le tante qualità e la capacità di coprire “tante aree partendo dalla riduzione dei crimini e la loro prevenzione sino alla sicurezza stradale e comprendendo tutto quello che c’è in mezzo”. Michael Fuller, Chief Constable (capo della polizia locale) del Kent, ripone altrettanta fiducia in ANPR e sostiene di aver visto “un aumento del 40 per cento di arresti” grazie a esso.

Ma c’è chi il nuovo programma di video-controllo non lo giudica così positivamente, persone come il pensionato John Catt la cui auto è stata “schedata” a causa della sua (legittima) partecipazione a dimostrazioni contro la guerra nella sua città natale Brighton, e che poi è stato trattato come un terrorista con tanto di interrogatorio da terzo grado durante un viaggio a Londra. “In che razza di mondo viviamo” si è chiesto Catt in quell’occasione, e la risposta che ha avuto dalla polizia del Sussex è stato un silenzio carico di oscuri significati.

Dell’impossibilità di controllare il videocontrollo delle targhe si lamenta poi il Commissario per l’Informazione Richard Thomas, che denuncia la pochezza dei poteri e delle risorse di cui il suo ufficio è stato dotato e la mancanza di “checkup” del nuovo network da parte di qualsivoglia autorità di garanzia.

I Britons paiono moderatamente convinti del fatto che ANPR non rappresenti una minaccia alla sfera privata fintantoché esso venga utilizzato per fare quello che la polizia dice, vale a dire catturare criminali e non torchiare pensionati attivisti come successo nel caso di John Catt, ma almeno per quanto riguarda le scuole per ragazzi non tutti si sono ancora rassegnati a vivere nello stato più videocontrollato e sorvegliato del mondo.

Dopo aver visto le CCTV installate nelle loro classi, gli studenti della Davenant Foundation School di Loughton nell’Essex hanno infatti deciso di scioperare e non rientrarci più, in quelle classi, finché la scuola e le autorità non avessero pagato il dovuto alle loro libertà civili. La protesta, apparentemente avallata dai genitori degli alunni, consiste nella mancata partecipazione alle lezioni per tre settimane e ha spinto il parlamentare locale ad attivarsi presso il Commissario dell’Informazione, per decidere “se gli scolari sono disposti a essere filmati” considerando nel contempo tutte le opinioni sulla questione. Anche se, lo sciopero da solo dovrebbe già essere un buon indizio del fatto che quelle CCTV gli scolari in classe proprio non ce le vogliono .

Alfonso Maruccia

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25 05 2009
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