Nintendo, linea dura contro i pirati

Prese di mira le fabbriche dei modchip. Migliaia i dispositivi sequestrati, individuato uno dei principali attori del mercato dell'underground per Wii e DS
Prese di mira le fabbriche dei modchip. Migliaia i dispositivi sequestrati, individuato uno dei principali attori del mercato dell'underground per Wii e DS

L’incredibile successo delle console Nintendo di settima generazione ha da tempo attirato l’attenzione di pirati, smanettoni e utenti adusi a trafficare con videogame distribuiti illecitamente. Il colpo messo a segno due settimane or sono dalla casa nipponica è la conferma che il successo va di pari passo con l’incremento del mercato parallelo illegale : con l’aiuto delle forze dell’ordine locali i funzionari Nintendo hanno fatto incursione in una fabbrica specializzata in modchip per Wii e DS che operava ad Hong Kong, e che apparentemente riforniva anche distributori occidentali.

L’azione ha portato al sequestro di oltre 10mila chip di modifica e gadget pensati per il modding delle due console, permettendo loro di eseguire videogame non originali e software “fatto in casa” non certificato dalla casa di Super Mario.

“Copiare il lavoro degli sviluppatori e diffondere i file di gioco in tutto il mondo è pirateria pura e semplice. La pirateria può distruggere anni di duro lavoro fatto da un team di sviluppatori software talentuosi” ha tuonato Jodi Daugherty, responsabile delle politiche anti-pirateria per Nintendo of America. Poco importa al dirigente che i chip incriminati possano anche essere adoperati per altri scopi come lo sviluppo di software amatoriale o la realizzazione di copie di backup dei dischi originali.

Ma oltre alla gran quantità di modchip sequestrati e alle dimensioni del centro di produzione finito sotto chiave, l’indagine sulla Supreme Factory Ltd. – questo il nome della fabbrica – avrebbe fatto emergere importanti connessioni tra quest’ultima e svariati distributori internazionali specializzati nel modding, incluso TeamCyclops .

Tra i pizzicati che apparentemente si rifornivano da Supreme Factory si trova anche la società francese Divineo SARL , indicata da Nintendo assieme al proprietario Max Louarn come ulteriore obiettivo dell’azione legale avviata dalla società. Divineo, a cui è attribuita anche la paternità del popolare portale MAXCONSOLE , è già stata condannata lo scorso anno al pagamento di una multa salata per un dispositivo in grado di trasferire il contenuto di un disco originale PS2 su un hard disk esterno, possibilità che secondo Sony favorisce la copia e la distribuzione illegale dei videogame per la console.

Alfonso Maruccia

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24 10 2007
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