Nokia Siemens Network taglia in Italia

La joint-venture finnico-tedesca annuncia il piano di ristrutturazione aziendale per la filiale italiana. L'allarme dei sindacati. Previsti oltre 500 licenziamenti
La joint-venture finnico-tedesca annuncia il piano di ristrutturazione aziendale per la filiale italiana. L'allarme dei sindacati. Previsti oltre 500 licenziamenti

580 dipendenti in esubero sui 1.100 che attualmente lavorano per la Nokia Siemens Networks Italia. La società, presente nel nostro paese con una filiale a Cassina de Pecchi (Milano), lo ha annunciato venerdì scorso durante l’incontro con i sindacati, avvenuto presso la sede di Assolombarda . Il piano rientra nel quadro dei 17mila esuberi previsti a livello mondiale: già a febbraio erano stati licenziati 2.900 lavoratori in Germania e 1.200 in Finlandia.

Così l’AD Maria Elena Cappiello: “Quanto avviato globalmente, ed annunciato oggi in Italia, è il risultato di una trasformazione strutturale molto profonda dell’intera azienda. La nostra organizzazione dev’essere sempre più orientata al mercato ed al cliente. In un prossimo futuro questa trasformazione ci porterà ad essere un partner ancora più efficace focalizzato ed innovativo per i nostri clienti. Ciò che abbiamo avviato ci permetterà di essere un’azienda più solida e più competitiva, che altrimenti non potremmo essere”.

La società fa inoltre sapere che “seguirà tutte le necessarie procedure di consultazione con le rappresentanze sindacali” e che “continuerà ad essere un’importante azienda impegnata ad affiancare gli operatori del mercato nazionale. Dobbiamo focalizzarci sulla nuova missione strategica e sui piani di riduzione dei costi che ci siamo posti globalmente”. La riduzione diventa dunque necessaria per allineare la struttura dei costi e per attuare le misure di produttività e di efficienza richieste. “Questa ristrutturazione è una parte urgentemente necessaria per costruire un’azienda più competitiva e stabile nel futuro – puntualizza ancora NSN Italia – L’ampiezza dei piani di risparmio e di esubero erano già stati anticipati lo scorso 23 novembre e sono rivolti a migliorare la produttività e l’efficienza”.

L’annuncio della società ha messo in allarme i sindacati. “La cifra degli esuberi – sottolinea Sergio Bellavita, della segreteria nazionale Fiom-Cgil – deriva, tra l’altro, dal fallimento della cessione delle attività di ricerca alla canadese Dragonwawe. Un’operazione che sin dall’inizio avevamo considerato spregiudicata e tesa esclusivamente al progressivo disimpegno della multinazionale dall’Italia: con un tratto di penna, il colosso finnico-tedesco delle telecomunicazioni pretende di cancellare, nei fatti, la propria presenza nel nostro paese. Ciò è inaccettabile. Contrasteremo con ogni mezzo questa scelta sciagurata”.

I sindacati auspicano un intervento del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, per convocare il tavolo di settore delle telecomunicazioni, poiché vi sono altre situazioni analoghe. “Il Governo – prosegue Bellavita – non può assistere impassibile allo stillicidio quotidiano di notizie relative alla perdita di posti di lavoro, competenze, professionalità, tecnologie. Per la convocazione di questo tavolo non si può attendere un minuto di più perchè, altrimenti, il rischio è che si cominci a occuparsi del settore dopo la sua scomparsa dal nostro Paese”.

Gli fa eco Vittorio Sarti della Uilm-Uil: “Ci hanno annunciato i tagli su Milano, un ridimensionamento molto forte che sommato a tutte le altre crisi industriali del territorio inciderà notevolmente: si tratta della metà dei lavoratori che resteranno a casa”.

Cristiano Vaccarella

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