Non è un neurone, è un nanochip

Non è un neurone, è un nanochip

Tre importanti lab britannici mettono a punto un nuovo chip in salsa nanotecnologica basato sulla conoscenza acquisita delle strutture del cervello umano
Tre importanti lab britannici mettono a punto un nuovo chip in salsa nanotecnologica basato sulla conoscenza acquisita delle strutture del cervello umano


Londra – In arrivo una nuova rivoluzione nel mondo dei processori? Lo sostengono alcuni ricercatori britannici impegnati in uno dei nodi più interessanti della ricerca nanotecnologica: i nuovi nano-chip sarebbero infatti basati sulla struttura cerebrale umana e grazie a questo prometterebbero un futuro di efficienza, potenza e duttilità d'uso .

A dichiararlo sono i ricercatori di tre importanti centri della ricerca inglese, Imperial College London, Durham University e University of Sheffield che, in virtù dei forti stanziamenti del Ministero del Commercio e dell'Industria britannico, hanno ottenuto risultati definiti sorprendenti di cui hanno parlato sull'autorevole rivista scientifica Science .

La ricerca britannica, che potrebbe rivelarsi utile a dar corpo al progetto ENIAC dell'Unione Europea che spinge sulla ricerca in nanotecnologie, parla di nanochip il cui design ripoduce un'architettura quanto mai simile alle strutture composte dai neuroni ed assoni presenti nel cervello. Si parla già di capacità di archiviazione dati per i nuovi chip simili a quelle degli hard drive, a fronte di costi di realizzazione vicini a quelli della normali memorie Flash. Un salto tecnologico che secondo i ricercatori potrebbe migliorare la capacità di archiviazione dati del 200%.

Nel dettaglio, il risultato è stato possibile solo grazie ad una felice intuizione che ha permesso di riprodurre le funzioni convenzionali dei chip con l'utilizzo della normale rotazione degli elettroni, responsabile del magnetismo, invece che la classica carica utilizzata nei transistor. “Di solito nei microchip ci si affida prettamente all'elettronica e negli hard disk al magnetismo; la nostra scoperta ci ha permesso di combinare entrambi gli aspetti e realizzare una nuova generazione di chip con un design tridimensionale , che rende possibile appunto l'incremento di capacità”, ha spiegato Russell Cowburn, docente di Nanotecnologia presso il Dipartimento di Fisica dell'Imperial College London.

L'intero gruppo di lavoro, adesso, è impegnato con alcuni partner commerciali nell'implementazione del nuovo hardware per PC; i primi prodotti, a detta degli esperti, saranno disponibili fra qualche anno.

Dario d'Elia

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11 09 2005
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