Notebook, Asus promette autonomie record

Asus ha svelato un notebook desktop replacement che, pur utilizzando una CPU Core i7, è in grado di fornire una durata della batteria fino a 12 ore

Roma – I notebook di fascia alta forniscono performance simili a quelle di un buon PC desktop a sacrificio però della durata della batteria, che spesso non supera le due ore. Asus ha ora promesso di rompere con questa tradizione e offrire un portatile hi-end, l’UL80JT, che pur se basato su una CPU Core i7 sarà in grado di fornire fino a 12 ore di autonomia .

Asus UL80JT Alla base del nuovo laptop, mostrato in anteprima presso il CES di Las Vegas, non ci sono tecnologie particolarmente innovative o inedite, ma il sapiente mix di soluzioni già note gestite da un sistema di power management “intelligente”.

Il design dell’UL80JT prevede l’uso di due GPU: una GeFoForce 310, utilizzata con i giochi e le applicazioni che richiedono l’accelerazione grafica o video, e un chip grafico Intel GMA. Il sistema di controllo dei consumi impiegato dall’UL80JT è in grado di monitorare in tempo reale le attività dell’utente e scambiare istantaneamente la gestione del video fra il chip integrato, dai consumi molto bassi, e la GeForce 310.

Ars Technica ricorda come anche il Macbook Pro di Apple adotta una soluzione dual-GPU, ma per sfruttarne i benefici l’utente deve impostare manualmente il profilo energy saver , che richiede il log out: un meccanismo che appare lontano dalla comodità degli automatismi promessi da Asus.

Lo stesso sistema di gestione dei consumi tiene sotto controllo anche il processore Core i7, variandone dinamicamente clock e tensione in risposta al carico di lavoro. Sebbene strumenti di questo tipo vengano oggi forniti su praticamente tutte le schede madri in commercio, Asus afferma che il software di controllo integrato nell’UL80JT è il più sofisticato oggi in circolazione, ed è particolarmente ottimizzato per la nuova generazione di CPU Core i di Intel.

Grazie al design hardware e al relativo software di management dell’UL80JT, il produttore taiwanese sostiene di poter garantire fino a 12 ore di autonomia anche su notebook di tipo desktop replacement.

L’altra buona notizia è che l’UL80JT non costerà un occhio della testa: Asus ha promesso che il suo prezzo sarà inferiore ai 1000 dollari. Per il momento non è ancora stata annunciata la data di commercializzazione del laptop, ma secondo alcune fonti questo raggiungerà i negozi nella seconda metà dell’anno.

Alessandro Del Rosso

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  • paolinovaiv aivai scrive:
    1.8 milioni di euro?!
    Con quei soldi aumentano solo le molecole di denaro nelle tasche dei professori universitari. Se si vuole fare realmente ricerca si devono fare investimenti seri. Non credo che Intel investa solo 1.8 mln l'anno nel dipartimento R&D.
    • nome e cognome scrive:
      Re: 1.8 milioni di euro?!
      - Scritto da: paolinovaiv aivai
      Con quei soldi aumentano solo le molecole di
      denaro nelle tasche dei professori universitari.
      Se si vuole fare realmente ricerca si devono fare
      investimenti seri. Non credo che Intel investa
      solo 1.8 mln l'anno nel dipartimento
      R&D.Vero. Ma serve per far vedere che le istituzioni europee servono a qualcosa.
  • angros scrive:
    "Computer bagnato"
    Tradurre così alla lettera il termine "wetware" non rende l' idea giusta, secondo me.
    • Klaus scrive:
      Re: "Computer bagnato"
      Su questo non sono d'accordo. Troppe volte diciamo la traduzione di questa o quella espressione inglese non rende l'idea, senza riflettere a fondo o avere esperienza diretta di quali idee quella espressione susciti nei lettori di lingua inglese. Ebbene "wetware" a lettori di lingua inglese fa esattamente pensare a tutte quelle cose (buffe, comiche, erotiche, tecniche, scientifiche...) che "computer bagnato" suscita ad un lettore di lingua italiana. Tutto questo, ovviamente, con grandi variazioni individuali sia tra lettori di lingua inglese che di lingua italiana.IMHO :-)
  • Funz scrive:
    Sto scrivendo da un computer molecolare
    Certo, ci sono un sacco di molecole diverse, lunghe catene polimeriche, strutture metalliche cristalline e persino semiconduttori più o meno drogati...non è che un PC "secco" sia meno molecolare di uno "bagnato" [/ing. Pignolo]...tralasciando le battutacce sul computing bagnato :p
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