Numeri/ Tecnologia in pillole

Uno su cinque compra dagli spammer - Pochi bimbi online con i genitori - Il PC è tutt'altro che morto - Europa povera povera Internet - SMS, ci vuole un'etichetta? - Non solo virus contro le imprese italiane


Uno su cinque compra dagli spammer
Questa l’incredibile statistiche annunciata da Forrester Research dopo un suo studio sull’impatto delle email spammatorie sui consumatori di sei paesi (UK, Francia, Germania, Canada, Stati Uniti e Brasile). Uno studio voluto dalla BSA , l’alleanza dei produttori di software proprietario.
Stando a Forrester, il 22 per cento degli utenti che riceve spam ha almeno una volta acquistato software pubblicizzato per questa via. Percentuali analoghe di untenti hanno acquistato vestiti e gioielli e, a ruota in misura minore, viaggi, servizi finanziari, contenuti pornografici, farmaci e persino “opportunità di business” (l’8 per cento).

Pochi bimbi online con i genitori
Preoccupanti alcuni dei dati diffusi da Telefono Azzurro sui bambini italiani che navigano in rete. Stando allo studio dell’associazione per l’infanzia, infatti, il 51,1 per cento dei bambini non si collega ad internet assieme ad adulti. E questo a fronte del fatto che il 3,9 per cento si collega tutti i giorni e il 43,7 per cento ogni qualche giorno.
Va detto, poi, che più della metà dei bambini, il 50,9 per cento, non si connette mai mentre gli adolescenti al 70 per cento si collegano. Se molti lo fanno per studiare o per l’email, o anche per chattare, il 15,3 per cento degli adolescenti dichiara di farlo per cercare “cose proibite”.
Di fronte a questi dati Telefono Azzurro ha avvertito che sono davvero molti i minori che navigano da soli, con tutti i rischi del caso.
Per sostenere i più piccoli in rete è anche a disposizione la nuova Hot Line istituzionale su www.114.it .

Il PC è tutt’altro che morto
Entro il 2010 il mercato mondiale dei personal computer raddoppierà. Lo ha affermato Forrester Research in uno studio secondo cui a trainare la crescita saranno i mercati emergenti, Cina, India e Russia in testa.
Gli analisti parlano di 178 milioni di nuovi utenti solo in Cina da qui al 2010, in una tendenza che moltiplicherà l’effetto di una crescita prevista anche negli USA e in Europa.

Europa povera povera Internet
Non si mette bene per la diffusione della rete in quelle zone d’Europa ancora percorse da difficoltà economiche e sociali di prima grandezza. Secondo Eurostat c’è un rapporto diretto in Europa tra PIL e diffusione di computer ed internet.
Se il PIL è inferiore al 75 per cento della media UE, la percentuale di popolazione che utilizza le nuove tecnologie è del 44 per cento contro il 67 per cento della media europea.
Da segnalare che le regioni italiane meno sviluppate (Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna) hanno visto collegarsi ad internet nel periodo del monitoraggio di Eurostat solo il 22 per cento della popolazione.

SMS, ci vuole un’etichetta?
Basta con gli SMS scritti male e conditi da sigle e siglette non sempre traducibili e spesso odiate dai puristi della lingua. Uno studio condotto nel Regno Unito dalla Tegic Communications , ossia l’azienda che ha dato vita al sistema di scrittura rapida dei messaggini noto come T9, sostiene che il 44 per cento degli utenti di telefonia mobile vede di buon occhio il varo di un “codice di comportamento” per la scrittura degli SMS.
Lo studio, condotto su un campione di 2680 utenti britannici, indica la necessità di una sorta di “manuale”, dunque, nel quale possano trovare posto non solo le abbreviazioni che fanno arrabbiare i neofiti del messaging veloce (come TVB per “ti voglio bene”) ma anche l’invito a scrivere gli SMS con maggiore attenzione. Ben il 41 per cento ritiene che gli SMS siano scritti male e il 54 per cento confessa di non capire il senso dei messaggi abbreviati in pochi caratteri.
Grande successo invece proprio per il T9 che secondo il 41 per cento degli intervistati più giovani, è ormai un accessorio indispensabile.
Altri dati interessanti includono il fatto che le donne inviano più messaggi degli uomini (19 alla settimana contro 15). Infine cresce l’uso degli SMS anche nelle comunicazioni professionali tra dipendenti e datore di lavoro.

Non solo virus contro le imprese italiane
Il 10 per cento delle imprese italiane ha subito una qualche forma di accesso non autorizzato a informazioni aziendali. Lo ha stabilito uno studio condotto dall’associazione sulla sicurezza Assosecurity .
Quasi la totalità delle aziende del campione preso in esame dall’associazione, il 94 per cento, si trova tutti i giorni a ricevere virus. E quattro su dieci imprese affermano di aver subito una qualche forma di aggressione informatica.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Re: ma non pagherò per qualcun'altro?

    si, forse non sono stato molto chiaro
    nell'articolo Non ti buttar giu', hai scritto un grande pezzo ragazzo mio, a mio modestissimo parere ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: ma non pagherò per qualcun'altro?

    Cogliendo alcune parole dette e
    incrociandole con quel poco di crittografia
    che so, credo si potrebbe fare una
    comunicazione sicura tra la carta e il
    lettore in cui la carta riconosce che il
    lettore è collegato a una banca e
    quindi è affidabile. In tal caso gli
    manda il suo seriale e quindi si fa
    riconoscere.si, forse non sono stato molto chiaro nell'articolo ma per specificare meglio, la comunicazione avviene tra banca e card che ha come "mezzo" il POS rfid, inoltre, la comunicazione è cryptata ulteriormente attraverso l'uso di una SAM e di un sistema di autocancellazione della stessa (obbligatorio per gli standard di sicurezza dettati dalla Mastercard). Nell'articolo ho specificato di più la comunicazione tra POS e card (che era il tema centrale rfid).Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti !Buone Feste a TuttiPatierno Corradocorrado.patierno@mensa.it
  • Sandro kensan scrive:
    Re: ma non pagherò per qualcun'altro?
    - Scritto da: Anonimo
    Io non vedo sinceramente tutta questa
    sicurezza, anzi...

    Non sono mai stato un amante delle vecchie
    strisciate... ogni volta che ne facevano una
    mi cagavo sotto. Ma questa non è
    certo la soluzione:concordo con il punto uno e due ma credo pure che chi ha scritto l'articolo non si sia espresso bene e pure al fatto che non ho voglia di leggerlo attentamente.Cogliendo alcune parole dette e incrociandole con quel poco di crittografia che so, credo si potrebbe fare una comunicazione sicura tra la carta e il lettore in cui la carta riconosce che il lettore è collegato a una banca e quindi è affidabile. In tal caso gli manda il suo seriale e quindi si fa riconoscere.Non prendete le mie parole alla lettera ma prendetela come il sistema elettronico usato nelle automobili in cui la chiave comunica alla centralina che la chiave è quella giusta.In sostanza è una banale applicazione della crittografia a chiave asimmetrica, l'algoritmo può essere diverso ma si prevede regga per diversi anni se la lunghezza della chiave è opportuna, si veda GNUpg. Se non sto facendo un discorso inutile è lo stesso sistema che si pensa di metter su per blindare pian piano windows longhorn, baracca chiamata Palladium, purtroppo è funzionante.
  • Anonimo scrive:
    ma non pagherò per qualcun'altro?
    Conosco la tecnologia RFID perchè ne ho curato alcune semplici applicazioni.Mi viene un dubbio: non rischio di pagare conti non miei passando a fianco ad una cassa dove è presente il reader?Mi pare che questo sistema soffra di problemi di sicurezza. Andrebbe abbinato a qualche cosa di fisico tipo l'utilizzo dell'impronta digitale. Se non metto il dito non stò effettuando il pagamento.
    • Anonimo scrive:
      Re: ma non pagherò per qualcun'altro?
      No, non credo esistano rischi in quanto le distanze (per l'iso 14443-c) sono di circa 2 centimetri. Inoltre per proteggersi, basta conservare la carta di credito nel suo contenitore che ha una piccola anima metallica (un portacard, tipo quelli di plastica per evitarne le rotture);)SalutiCorrado
      • Anonimo scrive:
        Re: ma non pagherò per qualcun'altro?
        Io non vedo sinceramente tutta questa sicurezza, anzi...Non sono mai stato un amante delle vecchie strisciate... ogni volta che ne facevano una mi cagavo sotto. Ma questa non è certo la soluzione:1) La distanza non è un fattore di sicurezza. Immagina di essere in metrò, con l'hacker di turno che ti appoggia il suo gingillo al sedere ciulandoti il codice. Fantascienza? Non credo proprio... dopo tutto il sicurissimo e blindato GSM è stato rotto in brevissimo tempo, non credo che l'RFID faccia eccezione, dopotutto anche se le tecnologie cambiano, le leggi della crittografia restano immutate. 2) Ammesso che il contenitore della card sia una gabbia di Faradai bisogna considerare la sbadataggine media dell'utenza... la carta di credito la usano anche i bambini in America e anche se in Europa non è così diffusa ha comunque un utenza ampia, fatta di anziani, e cmq persone che Faradai non sanno neanche chi sia... come spiegargli che la carta non deve essere MAI tirata fuori dal contenitore, come evitare "giochetti da prestigiatore" al ristorante?Insomma, io credo che il problema sia il NON VOLER creare un sistema sicuro... il buon vecchio e bistrattato bancomat è ora come ora il sistema migliore a mio giudizio. Identificativo sulla carta e pin (biometrio o numerico) sono gli strumenti per garantire una maggiore sicurezza. Finchè si accetteranno pagamenti a fronte della presentazione di numeri di carta e scandenze non si verrà certo a capo del problema, e non si pensi all'RFID come alla panacea dei mali... proprio no... fa esattamente quello che faceva la strisciata, ma in wireless, quindi la sicurezza è ridotta non aumentata. Almeno fintatochè non si richiederà l'inserimento del pin per convalidare la lettura. Se poi si vuol prendere in considerazione anche il problema del furto di pin... beh sappiamo tutti che il cifrario sicuro costa molto più del valore monetario oggetto dei pagamenti quindi al solito "il gioco non varrebbe la candela".
    • Anonimo scrive:
      Re: ma non pagherò per qualcun'altro?
      Ma dell'altra spazzatura serviva proprio ?
Chiudi i commenti