Nuova campagna: Disdici il Canone RAI

Se si esegue entro fine dicembre per il 2009 nulla sarà dovuto. La nuova campagna è una legittima reazione, spiega ADUC, alle continue violazioni della legge da parte delle istituzioni. Ecco come partecipare

Roma – Centinaia di migliaia di persone hanno firmato per la sua abolizione, in moltissimi da anni sbattono la testa contro la burocrazia del Canone RAI della quale nessuna istituzione si assume la responsabilità, la stessa RAI si avvantaggia di una situazione di totale caos normativo e di quello che più volte è stato definito scaricabarile istituzionale . Tutto questo secondo ADUC, l’Associazione che ha per prima promosso una grande indagine sulle verità nascoste del Canone, non può che condurre ad una soluzione: disdire il Canone.

Ed è quindi partita nelle scorse ore la campagna ADUC Disdici il canone Tv , con il sottotitolo “per ristabilire la legalità”. A detta dell’Associazione degli utenti e dei consumatori le istituzioni non rispettano la legge, e le accuse vanno dal mancato insediamento della commissione parlamentare di vigilanza RAI fino alla mancata pubblicazione delle consulenze esterne e dei compensi RAI fino, ancora, a comportamenti considerati vessatori nei confronti di cittadini che abbiano disdettato il canone, passando poi per le celebri lettere di richiesta del pagamento del canone (“richieste intimidatorie”, specifica ADUC) fino al comportamento lesivo dei diritti di incaricati RAI nelle case degli utenti.

Su tutto questo, insiste ADUC, si innesta il fatto che da due anni il ministero delle Comunicazioni, oggi Sviluppo Economico, non risponde alle interrogazioni parlamentari sulla questione, l’Agenzia delle Entrate non sa definire su quali apparecchi vada pagato il canone e la RAI, che richiede il pagamento del Canone anche per apparecchi non televisivi. A rendere il tutto ancora più paradossale, segnala ADUC, la “mancata attuazione della legge che prevede l’esenzione dal canone per i cittadini ultrasettantacinquenni con reddito minimo”.

Da qui, evidentemente, segnala ADUC, la necessità di una reazione dei cittadini. “Fino a quando non sarà ristabilita la legalità – scrive l’Associazione nel manifesto della campagna – lanciamo l’iniziativa Disdici il canone Rai “.

“Non chiediamo ai cittadini di smettere di pagare con scioperi o altro, in quanto sarebbero sanzionati – specifica ADUC – Li informiamo su come disdire il canone legalmente, attraverso la richiesta di suggellamento della propria tv (un impegno a non guardare i programmi televisivi)”.

La procedura richiede alcuni passaggi a partire dalla compilazione di un modulo messo a disposizione da ADUC. Che specifica anche come, se la richiesta di disdetta viene inviata entro fine anno, allora “dal 1 gennaio 2009 il canone non sarà più dovuto”.

“Nonostante sia praticamente impossibile per le autorità verificare se qualcuno utilizza o meno il televisore suggellato – conclude ADUC – invitiamo chi lo farà a rispettare la legge, così come dovrebbero fare le istituzioni”.

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  • lurker scrive:
    bella l'immagine allegata all'articolo
    come da subject? Chi l'ha disegnata?
    • the fan scrive:
      Re: bella l'immagine allegata all'articolo
      - Scritto da: lurker
      come da subject? Chi l'ha disegnata?Schiavoni, come sempre.
  • m_o scrive:
    parte dell'identità individuale?
    "La tutela della privacy è certamente sacrosanta e vale forse la pena ricordare che Internet ci ha fornito strumenti inediti e potentissimi per tutelarla, ma certe affermazioni, anche se apparentemente di buon senso, hanno purtroppo una sola concreta spiegazione: sono fatte da persone che rifiutano Internet come parte integrante della nostra identità individuale. "ehssìil telefono è parte della mia identità individuale?è mio, il numero è mio, ma è parte della mia identità individuale?l'indirizzo di casa mia è parte della mia identità individuale? no, sono cazzi miei, il che è differente.sono cose che potrebbero portarti a me, non sono parti della mia identità individuale.l'autobus è parte della mia identità individuale?la mia macchina da scrivere è è parte della mia identità individuale?la mia morosa e quello che ci faccio insieme è è parte della mia identità individuale?non so... sono talmente delle supercazzole... I fatti miei attengono alla mia sfera privata, ma non sono parte della mia identità individuale.Insomma internet è un mezzo, le mie e-mail passano attraverso internet e sono fatti miei, ma non sempre mi è necessario (anzi, devo dire RARAMENTE mi è necessario) identificarmi personalmente. Tant'è vero che posso tranquillamente firmarmi John Smith con gli americani e Mario Rossi con tutti gli altri. Hanno solo bisogno di non chiamarmi "Mante111n1" , preferiscono "Massimo M." :)Anche a telefono 'sto problema dell'identificazione... sarà più utile che ti dica che stanno rubando, o che IO ti dica che stanno rubando?Se non ti dico chi sono NON agisci?Allora è un TUO problema, perché io, chiunque io sia, il mio dovere ho cercato di farlo.E allora dico che sono Armando Derazza, chiamo da una cabina e saluti.Oppure non segnalo i problemi.Meglio?Lo stesso vale per i feedback nei siti.Preferisci l'identificaione e la fidelizzazione al feedback?E allora addio feedback.Come mai nasce mailinator e cloni simili? Perché l'identificazione e le registrazioni hanno rotto le palle, nella maggior parte dei casi.La gente, quando VUOLE dire chi è, lo fa e non puoi nemmeno fermarla, eccome se lo fa.Pensate a quante volte dei skyapparello@hotmail.com hanno scritto a PI per anni e anni segnalando notizie, errori, considerazioni, facendo domande.Era inferiore il loro valore, non sapendo che erano "Gianfranco Burelli" e "Gina Lanfranchi" ?Ma chi se ne frega! Quando serve il timbro dell'autorevolezza, allora cercheremo anche un ID.Qualcuno è stato interessato ad un ID check con Italo Svevo?
  • unaDuraLezione scrive:
    AHAAHAHAHAHAH
    contenuto non disponibile
    • Rimpallo scrive:
      Re: AHAAHAHAHAHAH
      Completamente d'accordo con te, soprattutto riguardo Facebook.Posso solo aggiungere che, per estrapolare qualcosa di sensato nelle dichiarazioni del garante, è indispensabile che un minore che chatti su irc o msn non pubblichi i propri dati sensibili: ma forse questo è tutto un altro discorso.
    • pippo scrive:
      Re: AHAAHAHAHAHAH

      Ho sempre usato nickname per tutto ciò che
      riguarda
      internet.
      L'altro giorno ho voluto provare proprio Facebook
      (che non avevo mai visto), utilizzando un mio
      nickname...
      Dopo tre secondi mi sono reso conto che non aveva
      alcun senso usare un nickname per reperire fra i
      contatti persone che mi conoscono solo per il
      nome
      vero.
      Facebook è palesemente orientato al mondo
      reale... o lo si usa così oppure è totalmente
      inutile.
      Se non si vuole rischiare di perdere la privacy
      non lo si
      usi.
      Complimenti al garante della privacy per avere
      capito tutto
      (rotfl)Vuoi dire che il signor macdonald è proprio lui? ;)
    • m_o scrive:
      Re: AHAAHAHAHAHAH
      - Scritto da: unaDuraLezione
      Facebook è palesemente orientato al mondo
      reale... o lo si usa così oppure è totalmente
      inutile.
      Se non si vuole rischiare di perdere la privacy
      non lo si
      usi.su questo ho sorvolato.in effetti tutto ciò che è chiaramente legato al mondo reale va trattato come dite.Ma il social non è solo questo.Vedi myspace ... è solo una raccolta di siti legati a preferenze.Ovviamente linkedin e facebook non possono funzionare se slegati dalla persona fisica, vera.
      Complimenti al garante della privacy per avere
      capito tutto
      (rotfl)un complimento pure a me, in questo senso, per non aver messo in chiaro la mia opinione... :$
  • m_o scrive:
    si comunque Mantel. non risponde mai.
    Perché ci sono i forum sugli articoli di Mantellini?Tanto a che serve?Se risponde a UN thread c'è da appendere un ex voto
    • Vogliounafa twa scrive:
      Re: si comunque Mantel. non risponde mai.
      - Scritto da: m_o
      Perché ci sono i forum sugli articoli di
      Mantellini?
      Tanto a che serve?

      Se risponde a UN thread c'è da appendere un ex
      votoSe vuoi una risposta da lui, prima devi dimostrare di essere un blogger e non devi usare un nickname.
      • m_o scrive:
        Re: si comunque Mantel. non risponde mai.
        - Scritto da: Vogliounafa twa
        - Scritto da: m_o

        Perché ci sono i forum sugli articoli di

        Mantellini?

        Tanto a che serve?



        Se risponde a UN thread c'è da appendere un ex

        voto

        Se vuoi una risposta da lui, prima devi
        dimostrare di essere un blogger e non devi usare
        un
        nickname.:Dnon uso un nickname! :)mi chiamo così!e come ho già detto di blog ne ho due.ah si, ma non ho voglia di farli leggere a chi non ci capita per caso.
    • Massimo Mantellini scrive:
      Re: si comunque Mantel. non risponde mai.
      Non direi. Quando ho qualcosa da dire, riguardo ai commenti che riesco a leggere, commento. I forum comunque servono principalmente a commentare gli articoli, non all'autore a ribadire punti di vista che ha gia' espresso con sufficiente visibilita'. COsi' almeno la intendo io.saluti
      • m_o scrive:
        Re: si comunque Mantel. non risponde mai.
        - Scritto da: massimo mantellini
        Non direi. Quando ho qualcosa da dire, riguardo
        ai commenti che riesco a leggere, commento.Innanzitutto grazie.In secondo luogo, questo sembrerebbe "logico" ma ad una domanda spesso si riesce a rispondere, anche con un "non lo so".Ma di solito qui e a lei in particolare si chiedono opinioni, dato che opinioni sono quelle espresse.E non lo dico tanto per rompere, ma proprio perché, seguendo negli anni i suoi articoli, anche di interattività e peculiarità del mezzo tanto amato e guardato a tutto tondo ha parlato tante volte.
        I
        forum comunque servono principalmente a
        commentare gli articoli, non all'autore a
        ribadire punti di vista che ha gia' espresso con
        sufficiente visibilita'. COsi' almeno la intendo
        io.E' interessante, ma chiedo (ecco che un forum diventa dialogo e non "spazio sfogo utenti") se sia sufficiente affermare che la sua visione sia questa per tappare la bocca a tutti. Ad esempio io la intendo nell'altro modo: quello dell'integrazione con domande e risposte.
        salutiGrazie comunque (sinceramente!) per aver risposto, questa volta!
        • Massimo Mantellini scrive:
          Re: si comunque Mantel. non risponde mai.
          - Scritto da: m_o

          Innanzitutto grazie.
          In secondo luogo, questo sembrerebbe "logico" ma
          ad una domanda spesso si riesce a rispondere,
          anche con un "non lo
          so".
          Ma di solito qui e a lei in particolare si
          chiedono opinioni, dato che opinioni sono quelle
          espresse.

          E non lo dico tanto per rompere, ma proprio
          perché, seguendo negli anni i suoi articoli,
          anche di interattività e peculiarità del mezzo
          tanto amato e guardato a tutto tondo ha parlato
          tante
          volte.
          la mia idea al riguardo e' semplice (e vale qui come nei commenti del mio blog). Io esprimo una opinione, ovviamente discutibile e chiunque ha la possibilita' di commentarla/confutarla/sbeffeggiarla/sposarla. Nella stragrande maggioranza dei casi questi ulteriori contributi completano e arricchiscono il pezzo (anche per esempio quando sono in larga parte dissenzienti) ma quasi mai, dal mio punto di vista, necessitano di miei ulteriori commenti.Anche volendo non avrei il tempo di rispondere a decine o centinaia di commenti. Tra l'altro. qui, ora, subito. Se lo scopo di un commentatore e' parlare con me e' sufficiente che mi scriva una mail. Alla quale, non qui, non ora, non subito quasi certamente rispondero'. Ma qui rispondo solo se mi pare che un mio ulteriore commento serva alla economia generale del discorso. E mai - ma proprio mai - per riaffermare qualcosa che ho gia' scritto nel pezzo.

          I

          forum comunque servono principalmente a

          commentare gli articoli, non all'autore a

          ribadire punti di vista che ha gia' espresso con

          sufficiente visibilita'. COsi' almeno la intendo

          io.

          E' interessante, ma chiedo (ecco che un forum
          diventa dialogo e non "spazio sfogo
          utenti") se sia sufficiente affermare che la sua
          visione sia questa per tappare la bocca a tutti.

          Ad esempio io la intendo nell'altro modo: quello
          dell'integrazione con domande e
          risposte.avviene mi pare l'esatto contrario del "tappare la bocca" e come dicevo non vivo i commenti come uno spazio sfogo utenti. Ma rifiuto anche l'eventuale frustrazione di chi commenta aspettandosi comunque una risposta.saluti
  • m_o scrive:
    editoriali e articoli senza firma
    Aggiungo una cosa.Usciamo oggi e compriamo 15 giornali, 15 quotidiani.Contiamo quanti articoli sono senza firma o con delle iniziali. Poco, ma davvero poco, mi importa sapere che il direttore se ne prende la responsabilità. In questa sede ci chiediamo "si ma chi lo ha detto? Anche se il direttore lo appoggia, io non so CHI E' STATO A DIRE".Eppure leggiamo.E dunque che importanza ha?Fatemi partire per la tangente ancora un po':spesso sulla stessa identità di personaggi storici si rivelano bufale galattiche, da pseudonimi, a persone completamente diverse, a ignoti dei quali dei Nominati si prendono i meriti (meriti dei quali nessuno intendeva fregiarsi), a donne coperte da identità maschili ... figure storiche, figure religiose, personaggi legati al mito o alla leggenda ... LUOGHI STESSI ... eppure questo non ci ha impedito di farci su millenni di ragionamenti o di costruirci addirittura dei fatti.Se siete più colti di me, certamente avete già in mente nomi e cognomi che NON ho citato.Ecco un altro caso in cui non è servito.
  • m_o scrive:
    sull'elenco telefonico puoi NON apparire
    cito il signor Mantellini che dice "C'è da chiedersi: perché Pizzetti non suggerisce l'utilizzo dei nickname per esempio negli elenchi del telefono? Non sarebbe un'ottima idea? Solo io potrei sapere che "anatrella63" è mia zia e nessun martire del telemarketing potrebbe chiamare all'ora di cena chiedendo di poter interloquire col signor o la signora "anatrella63". Purtroppo "anatrella63" è uscita - si potrebbe rispondere - ma se vuole può parlare con me che sono "sepultura85"." io sull'elenco non ci sono.eppure ho il telefono fisso, il cellulare e QUATTORDICI INDIRIZZI E-MAIL (non scherzo)uso forum, chat, siti, carte di credito, qualche social cavolata, blog (due), e via dicendo.Gli unici che possono farsi i fatti miei pesantemente sono coloro ai quali l'ho permesso volontariamente o per leggerezza mia nel non proteggermi - oppure quelli che lo possono fare con il potere della legge, chiedendo alla fine chi io sia, al mio provider.E quindi, naturalmente, il mio provider, questo è chiaro.La privacy che fa apparire chi chiama ME con asterischi è una cazzata, tanto come la privacy mia che NON viene tutelata.Intendiamoci sempre: privacy significa riservatezza, anche "intimità" se vogliamo esagerare.Tutte cose che tu dichiari se vuoi tu, volontariamente.E chi si impunta a non dialogare senza carta di identità, non lo fa perché è impossibile fare altrimenti, è anche lui un estremista del contrario e questo Mantellini lo sa, lui che da "veterano della rete" il nick lo avrà usato per tanto. Per tutto quel tempo quel che ha detto o letto non aveva valore?Ce l'aveva.Quanto valore ha assunto in più dopo aver saputo "chi" ?Se strappo la copertina a tutti i libri che Mantellini ha nella propria libreria e parto da "Capitolo 1" e arrivo alla parola "fine", tutti i libri continueranno ad essere quello che sono: belli, brutti, densi, sciapi, stupidi, pregni, capolavori, sciocchezze.Dentro, sono quel che sono.Fuori sono copertine con il titolo e l'autore.Quando mi vedi per strada già vedi chi sono ma non sai il mio nome. Poi magari ti avvicini e mi parli, ma ancora non sai il mio nome. Ascolti quel che dico, ti piace o non ti piace, dialoghi con me, mi dici quello che mi vuoi dire, esprimi le tue opinioni: per ora ci siamo visti ma non sappiamo i nostri nomi.Potremmo mentire o meno, ma le nostre opinioni (ovvero ciò che per la maggior parte del tempo fa la gente comune su internet, emette, legge o scambia opinioni e molto più raramente informazioni-dato) restano le stesse, con o senza il nostro nome.Aggiungo qualcosa: su insistenza potrei dichiarare di essere Pepito Sbazzeguti. Ciò che dico rimane ciò che dico: vero o falso, buono o cattivo a prescindere dal nome dichiarato. Era una bella cosa? Il nome era falso.E allora?
  • Francesco Pizzetti scrive:
    da oggi ci si usa un solo nick per tutto
    ogni registrazione va fatta con il nik "Francesco Pizzetti"
  • guardianodelfaro scrive:
    Giu' le mani dai social network
    l'etica del nickname è non solo vecchia di oltre un decennio. Verissimo, ha ragione Mantellini!Non dimentichiamo che il regolamento di Facebook e di piattaforme simili impone lutilizzo di nome e cognome reali.E gli utenti dei social network (cioè quasi tutti) che, al contrario, VOGLIONO essere trovati dai motori di ricerca?A quando la rimozione dei blog dai motori di ricerca?Ve l'immaginate quante opportunità professionali sfumate su LinkedIn a causa di nick e mancate indicizzazioni?Quante situazioni di emergenza per le aziende, causate da buzz incontrollato sulla rete riguardante i propri prodotti e servizi?E tutte le aziende presenti sui vari social, Facebook compreso, dovrebbero usare anch'esse dei nick?Si potrebbero fare tanti esempi, però non mi pare una buona idea, per il fatto che: - restringe la libertà di espressione, di informazione, di socializzazione, di sviluppo di nuove opportunità di business (di cui c'è tanto bisogno di questi tempi)- non mi pare che sia così sentita dalla maggior parte delle persone che vivono il web
  • lufo88 scrive:
    insomma
    L'età dei nick è finita? Tutti li usano. Se poi al nick ci alleghi una pagina con i tuoi (veri) dati personali, questo è un altro discorso :)ciao :)
  • mah scrive:
    problemi piccoli e problemi seri
    Molte persone pensano che il vero problema della riservatezza sia non essere scocciati dal telemarketing.Il vero problema della riservatezza è il pericolo che un giorno (lontano o vicino) "qualcuno" possa agire contro di noi per quello che diciamo, per i siti che visitiamo, per gli amici che abbiamo. Ad esempio metterci in galera perchè parliamo male di un certo governo... da qualche parte del mondo questa cosa succede.La presenza di Internet fa sì che se parliamo male OGGI di un certo governo, questo viene registrato per SEMPRE. Chi ha orecchie per intendere... intenda.
    • Guido scrive:
      Re: problemi piccoli e problemi seri
      - Scritto da: mah
      La presenza di Internet fa sì che se parliamo
      male OGGI di un certo governo, questo viene
      registrato per SEMPRE. Chi ha orecchie per
      intendere... intenda.Guarda che vale anche il viceversa...La presenza di Internet fa sì che se un governo fa qualche stronzata OGGI, questo viene registrato per SEMPRE. Chi ha orecchie per intendere... intenda.
    • Luca scrive:
      Re: problemi piccoli e problemi seri
      Sono d'accordo con te. I dati di facebook, Google ed altri siti viaggiano in chiaro attraverso i continenti, gli indirizzi IP dei PC, dei PDA, degli smartphone, sono tutti in chiaro, i file salvati online sono tutti in chiaro e viaggiano in chiaro, i log sono tutti in chiaro, chi ha orecchie (e si chiama Echelon quello che conosciamo ma ce n'è sicuramente almeno uno per ogni nazione se non più di uno), permetteranno un giorno di sapere tutto di noi, dove abitiamo, dove lavoriamo, dove siamo, cosa facciamo, come la pensiamo, chi sono i nostri amici, dove abitano, come la pensano... se la dittatura argentina doveva scoprire queste cose con la tortura (ed è solo un esempio a caso, abbastanza recente di meno di 30 anni fa) oggi invece le sanno proprio perché gliele diciamo noi. Controllare ed eliminare fisicamente una parte politica o religione avversa, in un prossimo futuro che spero non accada (ma non si sa mai, visto come è sempre andato il mondo) diventerà estremamente semplice e si salveranno solo i Mario Rossi che abitano in una grande città.
    • Luca scrive:
      Re: problemi piccoli e problemi seri
      - Scritto da: mah
      Molte persone pensano che il vero problema della
      riservatezza sia non essere scocciati dal
      telemarketing.

      Il vero problema della riservatezza è il pericolo
      che un giorno (lontano o vicino) "qualcuno" possa
      agire contro di noi per quello che diciamo, per i
      siti che visitiamo, per gli amici che abbiamo. Ad
      esempio metterci in galera perchè parliamo male
      di un certo governo... da qualche parte del mondo
      questa cosa
      succede.
      La presenza di Internet fa sì che se parliamo
      male OGGI di un certo governo, questo viene
      registrato per SEMPRE. Chi ha orecchie per
      intendere...
      intenda.e gli altri in camper.Allora non chiamare con il cellulare. e *zac*! Ti arrestano per terrorismo!ma questo non è vero. In Italia intercettano le comunicazioni di qualcuno solo DOPO aver ottenuto l'autorizzazione, e quindi solo quando sospettano già che hai fatto qualcosa e devono raccogliere prove. Ma i giornali ti dicono "che siamo tutti intercettati". E non solo i giornali...anche quello basso lì che siede al governo.Skype tiene il log delle conversazioni se chatti con un cinese. Ma se immette informazioni fasulle perchè ha il "Galante della Plivacy" anche lui, non lo sai, e quindi non sai che ti stanno registrando per sempre (SI, hanno registrato parecchi italiani, non ricordo i numeri).Echelon monitora le comunicazioni di CHIUNQUE su alcune linee internet (una va da Inghilterra a USA). Ti basta fare una ricerca su Google e scoprire che Echelon non è il solo.MSN registra i messaggi che invii su dei server (questo anche per inviarti i messaggi che ti hanno mandato quando eri "non in linea"). Come ben saprai la Microsoft non è famosa per essere inviolabile. Tizio, cracker senza scrupoli con necessità di soldi, ruba i messaggi inviati da TOT utenti e li rivende a CAIO.Quando vai in un bar con degli amici, e c'è uno nel gruppo che non conosci, ti presenti (o sei stronzo e si presenta lui, al che devi dirgli il tuo nome). Poi questa persona (magari è una donna timida) chiede il tuo numero ad un amico. Ed ecco che ha numero, nome e, volendo, cognome. Magari anche se sei fidanzato. (io sono arrivato ben oltre, nell'ottenere informazioni su amiche di amici prima di "provarci")Se anche non hai mai fatto tutto questo, guardati sempre le spalle che potresti essere inseguito da un detective privato. Ora i mariti gelosi vanno alla grande.Non dico che sia sbagliato proteggere la propria privacy, anzi! E' una delle cose da fare con più cura, se uno ci tiene. A me, personalmente, non interessa un granchè, soprattutto in virtù del fatto che se scrivi il mio nome e il mio cognome su internet non viene fuori nulla, se non una pagina di un'associazione di volontariato (ci faccio anche bella figura! XD). Strantamente non viene fuori Facebook, sebbene vi sia iscritto. Ho impostato le PRIVACY POLICY, che il garante non sa cosa siano (molto grave, secondo me), e se vuoi vedermi devi essere mio amico. e se ti aggiungo, so chi sei, e tu sai già tutto quello che ho scritto nel profilo.Il mio datore di lavoro non è mio amico, perciò non mi può vedere con metodi legali. (e se dobbiamo preoccuparci di quelli illegali non è più finita...)Io contesto il modo che ha il garante di gestire la privacy su internet. E' stupido. E propaga il panico tra gli utenti, per ignoranza, non credo per cattiveria.In più il motivo per cui lo dovrei fare, secondo te, è che poi il governo mi arresta. Ti consiglio la visione del film V per Vendetta (ora sempre più attuale) che ad un certo punto dice: "i popoli non dovrebbero temere i governi, sono i governi a dover temere i popoli".Se io mi sento limitato per paura, sono un prigioniero. Senza sbarre, ma comunque prigioniero. DEVO essere libero di esprimermi senza aver paura. Le conseguenze però le devo accettare.Per concludere: se uno è bravo davvero, non ha bisogno di altro che il tuo IP statico (ormai è standard per molti) per capire chi sei, cosa fai...ecc...P.S.: non voglio essere polemico o offendere, ognuno ha le sue idee. Io sto solo argomentando le mie, e spiegando perchè SECONDO ME (e non sono Dio), hai torto.
  • sciamannikoo scrive:
    Ma chi se ne frega?
    Seriamente, da che sono su facebook (più di un anno), non mi é mai arrivato più spam o non ho notato violazioni della mia privcay maggiori di quante ne avessi prima.E dire che sul mio profilo d'informazioni ne ho messe più del necessario.A me da più fastidio sentirmi chiamare da un operatore telefonico (magari sul mio numero di cellulare) che mi dice che pago una bolletta troppo salata con l'operatore corrente. Ma con quale diritto/mezzi/dati questo operatore ha:- ottenuto il mio numero di telefono/cellulare?- ottenuto in formazioni anche solo generali sull'operatore telefonico che utilizzo?- ottenuto i dati della mia bolletta telefonica, tanto da sapere che io pago più di quello che potrebbero offrirmi loroSinceramente, ma chi se ne frega di Facebook, quando ci sono ben altri problemi relativi alla sicurezza dei propri dati?
    • Nathaniel Hornblower scrive:
      Re: Ma chi se ne frega?
      Andrebbe bene per te se un datore di lavoro prima di assumere controllasse che Tizio abbia stretto amicizie solo tra pornostar (e ce ne sono parecchi), o che Caio abbia tutti amici gay? O che Pinco pallino sia un fervente militante di sinistra o un sindacalista, o ancora stia facendo una cura per qualche malattia... questa è la privacy che il garante vuol preservare.
      • sciamannikoo scrive:
        Re: Ma chi se ne frega?
        Esiste un'opzione chiamata "Privacy settings" in Facebook, così come nella maggior parte dei social networks. Senza menzionare il fatto che, anche impostando il proprio profilo senza alcun controllo sulla privacy, facebook non va a mostrare a perfetti sconosciuti l'elenco dei nostri amici, o cosa pubblichiamo, senza alcuna relazione di "amicizia" fra te e chi curiosa.Se malgrado ciò il mio potenziale datore di lavoro dovesse essere in grado di accedere a certi dati (sempre ammesso che si prenda il disturbo, cosa della quale, in tutta sincerità, dubito), gli stringerei la mano e denuncerei Facebook.E' questo il problema dei media: diffondere la paranoia e l'allarme in maniera errata.Il problema non sono i datori di lavoro, che hanno ben altro da fare che mettersi a curiosare su cosa facciamo su facebook.Il problema sono eventuali aziende che dovessero accedere a questi dati per ricerche di mercato.E questo, malgrado la privacy garantita da Facebook, può accadere. Del resto facebook già fornisce queste informazioni, in un certo senso, quando mostra pubblicità "tagliate su misura" (beccandomi pubblicità di siti di incontri, solo perché sono single e tutte in olandese, solo perché in Olanda ci vivo, malgrado non parli la lingua).Dall'altra parte, ci sono i vari maniaci, pedofili, delinquenti che tentano di traviare persone innocenti e che in buona fede aggiungono amici a destra e a manca.Per questa categoria di persone, ritengo più importante tutelare la privacy.Ma é inutile suggerire di utilizzare nicknames (tanto più che sarebbe contro il regolamento di Facebook, anche se di controlli non ne fanno a quanto pare): a che servirebbe? Queste persone sono comunque ingenue e con o senza nickname, si farebbero ugualmente traviare.Oh, e tornando al discorso del datore di lavoro, se dovessi venire a conoscenza che il mio capo si é messo a fare certe indagini, riceverebbe probabilmente una mia lettera di dimissioni, e sicuramente una da parte del mio avvocato.
    • m_o scrive:
      Re: Ma chi se ne frega?
      - Scritto da: sciamannikoo
      Seriamente, da che sono su facebook (più di un
      anno), non mi é mai arrivato più spam o non ho
      notato violazioni della mia privcay maggiori di
      quante ne avessi
      prima.

      E dire che sul mio profilo d'informazioni ne ho
      messe più del
      necessario.bene.Eppure tra 10 anni potresti essere DEselezionato da un posto di lavoro per qualcosa che hai scritto da ragazzo.Se fossi stato "jake45" non avresti avuto questo problema.Magari a 17 anni eri pro centrosocialeokkupatoeskimolotov e magari dopo 5 anni ti vergogni e passi completamente dall'altra.Quanto la pagheresti cara, per due cazzate?E in un mondo cattolico conformista perbenista (ipocrita però, mica puro) come quello che sta tornando ultimamente (vedi dichiarazioni dell'assessorA di Vicenza riguardo agli odori degli immigrati e usi e costumi italiani) fare dichiarazioni su semplici opinioni può diventare un problema, specie su argomenti sessuali, etici, morali, religiosi, plòoitici o "di costume".Un domani potrebbe ritorcersi contro di te.Mi dirai "devi essere responsabile". Si, in un mondo perfetto si, ma in QUESTO mondo, meglio poter discutere, parlare, ragionare senza paura, che le opinioni siano presenti, siano espresse.Chi vuol essere personaggio pubblico si dichiarerà e da quel punto si che avrà i riflettori accesi e dovrebbe rispondere: paradossalmente quelli non rispondono di un cazzo, neanche a domanda esplicita.Io invece magari devo rispondere perché ho firmato una petizione, quell'unica volta che ho messo fuori nome e cognome.Un'altra volta ho usato il mio indirizzo personalissimo per un LART ... oh, m'hanno pubblicato l'indirizzo SU WEB!!! Mai prima d'ora avevo ricevuto spam.Prima.Eccetera eccetera.Quando parli con uno al bar, non sai chi è e spesso continui a non saperlo.Anche per anni.Per qualche strano assurdo motivo, riesci ad avere dialoghi anche importanti nonostante questo incredibile vincolo di non sapere i dati anagrafici di uno.Su web, magia delle magie, ci riesci anche senza sapere se uno è vecchio, maschio, brutto, pesante.Se ti serve un'altra informazione (ma davvero ti serve) la chiedi e si vedrà da li: ma non è quello il punto di partenza.Riesco anche a comprare, nella realtà, senza che nessuno sappia come mi chiamo. Su web invece no.Visto che non sono identici?
      • sciamannikoo scrive:
        Re: Ma chi se ne frega?
        Ribadisco che state diventando esageratamente paranoici.E questo grazie all'ingordigia di notizie allarmanti che sono l'humus dell'informazione contemporanea e al mancato utilizzo del proprio cervello.Io non mi comporto da "responsabile" per evitare certi rischi. Mi comporto come mi pare, ma mi faccio carico delle responsabilità delle mie azioni sul web, così come nella vita reale.Usate la logica, mettetevi nei panni di un datore di lavoro che a malapena saprà cos'è facebook e che tirchietto come tutti i datori di lavoro, non spenderà tempo (suoi, dei suoi subordinati, consulenti, ecc) né tanto meno soldi, per fare indagini di questo genere.Ma se anche un'azienda dovesse mai prendersi il disturbo d'indagare sulle mie attività in Facebook o qualunque altro web-luogo e se per questo dovesse discriminarmi, beh, nemmeno ci voglio lavorare in quell'azienda e fortunatamente ho sempre avuto la possibilità di scegliere dove lavorare.Per quanto riguarda i problemi specifici italiani, la cosa non mi tocca più: mi piace considerarmi uno dei tanti cervelli in fuga che se n'é andato dallo stivale, per cercare considerazione altrove. E in quell'altrove, si valutano le competenze della persona, seriamente.I lavoratori (o potenziali tali) sono considerati tutti alla pari, indipendentemente dal colore, preferenze sessuali, politiche o disabilità. C'é tanta ipocrisia anche qui, ma non per quanto riguarda i diritti del lavoratore.
        • m_o scrive:
          Re: Ma chi se ne frega?
          - Scritto da: sciamannikoo
          Ribadisco che state diventando esageratamente
          paranoici.
          E questo grazie all'ingordigia di notizie
          allarmanti che sono l'humus dell'informazione
          contemporanea e al mancato utilizzo del proprio
          cervello.questo dovrebbe già bastare per non cagarti più: possiamo dare subito per scontato, dato che la metti giù alla ipse dixit (e ti ritieni l' "ipse" titolato) che sei tu a non usare il cervello, che sei tu a non saper leggere le notizie o tra le righe.Perché no? In fondo tu lo fai con tutti noi con leggerezza. Evidentemente lo consideri lecito :)
          Io non mi comporto da "responsabile" per evitare
          certi rischi. Mi comporto come mi pare, ma mi
          faccio carico delle responsabilità delle mie
          azioni sul web, così come nella vita
          reale.E siccome tu fai così, allora deve andare bene a tutti.Anche nella vita reale sono solito dire a ficcanaso e e impiccioni "fatti i fatti tuoi" oppure chiedere "perché ti interessa?" oppure ribadire che per il fatto in questione le curiosità (pur lecite perché siamo umani) non sono rilevanti e quindi non intendo dire altre cose se non quelle che sto già dicendo.Siccome io faccio così, allora devi fare così anche tu, anzi, è "la cosa giusta e logica da fare", ok?
          Usate la logica, mettetevi nei panni di un datore
          di lavoro che a malapena saprà cos'è facebook e
          che tirchietto come tutti i datori di lavoro, non
          spenderà tempo (suoi, dei suoi subordinati,
          consulenti, ecc) né tanto meno soldi, per fare
          indagini di questo
          genere.Mi ci metto e ne ho esperienza: lo chiede a me, che lo so fare. E resta li mentre lo faccio.E comunque anche il piùù ebete degli imbranati sa digitare nome-e-cognome in google e spesso basta questo, proprio questo per trovare gente nei social network.
          Ma se anche un'azienda dovesse mai prendersi il
          disturbo d'indagare sulle mie attività in
          Facebook o qualunque altro web-luogo e se per
          questo dovesse discriminarmi, beh, nemmeno ci
          voglio lavorare in quell'azienda e fortunatamente
          ho sempre avuto la possibilità di scegliere dove
          lavorare.beato te che sei così libero di scegliere quello che ti pare.io invece preferisco che tutti sappiano che se vogliono sapere qualcosa da me, me la devono chiedere.La differenza è che con il "mio metodo" tu sei libero di usare il tuo, mentre con il "tuo metodo" io non sono libero di usare il mio.
          Per quanto riguarda i problemi specifici
          italiani, la cosa non mi tocca più: mi piace
          considerarmi uno dei tanti cervelli in fuga che
          se n'é andato dallo stivale, per cercare
          considerazione altrove. perfetto, fai due ricerche e vedrai che è proprio all'estero che queste ricerchette si fanno di più
          E in quell'altrove, si
          valutano le competenze della persona,
          seriamente.ad esempio come in UK dove vogliono che tu sia "socialmente a posto" con moglie e capacità di relazione?è competenza questa?
          I lavoratori (o potenziali tali) sono considerati
          tutti alla pari, indipendentemente dal colore,
          preferenze sessuali, politiche o disabilità. C'é
          tanta ipocrisia anche qui, ma non per quanto
          riguarda i diritti del
          lavoratore.Piace che tu abbia esperienze, ma non considerarti l'unico sul pianeta ad averne: quanto meno considera che tutte le persone che hai incontrato ne hanno avute.Ad esempio a livello enterprise tutti gli italiani che conosco e che hanno fatto tali esperienze dicono che nei paesi anglofoni sono di una ipocrisia al limite della sitcom: sorrisone davanti e pugnale dietro, mentre da noi siamo caciaroni e magari villani, ma quel che senti è vero.Senti paura? Ne hai ragione.Senti fastidio? Ne hai ragione.Ti senti tranquillo? è vero, nessuno ti vuol male.Opinioni, esperienze : differenti.
  • LesPetitGar con scrive:
    Io in rete mi chiamo verginella
    Se poi lo sia o no son caXXi miei.
  • zzz scrive:
    Grazie
    Per aver consigliato la magia del No Index. Un vero strumento di privacy.E andar a dar via i ciap ? (anonimamente)
  • m_o scrive:
    che sia diventata questo, è vero PER TE
    che internet PER TE sia diventata questo, lo puoi dire.Che lo sia diventata e basta, è tutto un altro par di maniche.Ed io ho visto che quanto più frequento internet con nick, munging e anonimato, tanto meglio la mia esperienza è positiva e priva di casini.Uso il tutto-reale solo quando lo decido io, in sporadici momenti e spesso SOLO quando devo fare comunicazioni ufficiali a persone che storcono il naso se per dare la risposta (quale che essa sia e quale che sia l'attinenza con il mio nome e cognome) devano avere di fronte un nome che credono vero.A quel punto parlano.Il nome vero serve solo quando devi pagare e dato che lo faccio sporadicamente, in quei casi, tiro fuori il tesserino.Altri casi in cui serviva la tessera per potersi far rispettare ne conosco.
    • antitalico scrive:
      Re: che sia diventata questo, è vero PER TE
      io non mi nascondo .... ho apertamente dichiarato a tutti il mio dissenso totale verso gli itaGliani, se poi vivo in disparte per evitare contatti inappropriati è un mio problema :)P.S. ho uccios per molto meno
    • Wolf01 scrive:
      Re: che sia diventata questo, è vero PER TE
      Nei canali irc, forum etc che frequento, o che frequentavo, ci conoscevamo tutti oltre che per il nick anche per il nome reale, l'età e la città di nascita, molte volte avevamo pure il numero di cellulare o la foto dell'amico conosciuto tramite il forum.Però sto parlando di membri che hanno "vissuto" assieme abbastanza da poter essere sicuri di potersi fidare l'uno dell'altro, certamente non è che le persone vadano a snocciolare l'intera storia di famiglia al primo che incontrano solo perchè gli sta simpatico al primo scambio di battute.Si inizia nascondendosi dietro un nick, e quando si è abbastanza "maturi" da far amicizia e capire che di una persona ci si può fidare (cioè che sia veramente chi dice di essere) allora è possibile elevare il grado di conoscenza, continuando magari a parlarsi in pubblico usando i nick in modo da evitare che gente che non si vuole tra i piedi possa in qualche modo risalire all'identità
      • m_o scrive:
        Re: che sia diventata questo, è vero PER TE
        - Scritto da: Wolf01
        Nei canali irc, forum etc che frequento, o che
        frequentavo, ci conoscevamo tutti oltre che per
        il nick anche per il nome reale, [...]questo perchè VOI lo sceglievate.amo la parola inglese "disclosure" perché da proprio l'idea che non è qualcuno che apre il tuo guscio, ma sei tu che lo DISCHIUDIapri tu, da dentro, se vuoi, quando vuoi, con chi vuoi tu.lo devi decidere TU.naturalmente spesso non conviene con tutti i sistemi di tracciatura e profilazione in ascolto... se possibile lo evito.
        Però sto parlando di membri che hanno "vissuto"
        assieme abbastanza da poter essere sicuri di
        potersi fidare l'uno dell'altro [...]certo.e anche in quel caso, talvolta scopri dopo 2-3 anni che qualcuno merita meno di altri.
        , certamente non è
        che le persone vadano a snocciolare l'intera
        storia di famiglia al primo che incontrano solo
        perchè gli sta simpatico al primo scambio di
        battute.ho incontrato, ai primi tempi di napster, parecchi ragazzini che lo facevano. Io ho sempre cercato di fare il "vecchio saggio" dimostrando loro che con soli 3 dei dati che mi fornivano ne recuperavo io almeno 15 che facevano un po' impressione (tutte cazzate per chiunque fosse un po' scafato, cosa comunissima oggi) ... e la cosa è sempre stata sufficiente a far cambiare atteggiamento a tanti sprovveduti.Hanno semplicemente pensato che non era giusto che quello che NON avevano detto fosse recuperabile attraverso quello che AVEVANO detto: hanno però capito che non era il caso di "parlare con gli sconosciuti".Ovvero, parlare va bene, ma alla debita distanza, distanza che tieni non dicendomi nome e cognome: è così semplice :)
        Si inizia nascondendosi dietro un nick, e quando
        si è abbastanza "maturi" da far amicizia e capire
        che di una persona ci si può fidare (cioè che sia
        veramente chi dice di essere) allora è possibile
        elevare il grado di conoscenza, continuando
        magari a parlarsi in pubblico usando i nick in
        modo da evitare che gente che non si vuole tra i
        piedi possa in qualche modo risalire
        all'identitàAbbastanza d'accordo, ma ci vogliono anche anni per potersi davvero fidare. Come in una qualsiasi convivenza. Data la natura del mezzo però, cambia anche il fatto che si può non presentarsi: in fondo non ci si è mai nemmeno visti in faccia.
  • pinco pallino scrive:
    La cosa strana è che gli si da torto!
    E' normale che per proteggere la propria privacy e per evitare problemi si debba usare un nickname ed effettivamente i servizi citati possono crearli dei problemi.Per cui non vedo affatto come scandalosa la proposta ma anzi la trovo talmente banale che mi stupisco che esistano persone che la contestano......Sembra quasi che queste persone cerchino rogne con qualcuno.
    • antitalico scrive:
      Re: La cosa strana è che gli si da torto!
      - Scritto da: pinco pallino
      Sembra quasi che queste persone cerchino rogne
      con qualcuno.ora è colpa mia se ho frequentato più spesso persone immigrate (ma cresciute ugualmente qua in zona) che i connazionali perché mi han dato sempre MENO problemi in tutti i sensi ?!?!?!?ce ne fosse stata di gente come loro ^^[fai il bravo, ho ucciso per MOLTO meno]
    • gomez scrive:
      Re: La cosa strana è che gli si da torto!
      - Scritto da: pinco pallino
      E' normale che per proteggere la propria privacy
      e per evitare problemi si debba usare un nickname
      ed effettivamente i servizi citati possono
      crearli dei problemi.
      Per cui non vedo affatto come scandalosa la
      proposta ma anzi la trovo talmente banale che mi
      stupisco che esistano persone che la contestano....veramente nell'articolo si dice che il nickname non e' esattamente un nuovissimo lampo di genio in quanto da dieci anni si usano i nickname (in realta' da un po' di piu'... il mio nick intranet del 1982 era popeye) :-)e che comunque un nickname non protegge piu' di tanto, quindi proposta, oltre che banale e scontata, anche poco utileMauro
  • il texano scrive:
    una mezza verità fa sempre più effetto
    di una verità interahttp://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1544082-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 ottobre 2008 00.31-----------------------------------------------------------
  • nickname scrive:
    Applauso!!!
    Purtroppo "anatrella63" è uscita - si potrebbe rispondere - ma se vuole può parlare con me che sono "sepultura85".(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Applauso!!!f.toMandingo_90
    • antitalico scrive:
      Re: Applauso!!!
      - Scritto da: nickname
      "sepultura85".cit. "Land of anger, I didn't asked to be born"(si mi diverto anche ad usare nick con parole anagrammate .... in guerra tutto è lecito) p) @^
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