Nuove accuse: Microsoft ha soffocato Linux

I procuratori degli stati che insistono nel processo antitrust contro Microsoft sostengono che Dell e Compaq sono state condizionate dal big di Redmond. Obiettivo: impedire il decollo del sistema operativo simbolo dell'Open Source


Washington (USA) – Il lungo ed estenuante processo antitrust in corso contro Microsoft si sta facendo davvero rovente, soprattutto ora che i nove stati che ancora perseguono il colosso di Redmond hanno depositato agli atti, tramite il loro avvocato Steven Kuney, alcuni documenti che dimostrerebbero come Microsoft, in questi ultimi anni, avrebbe costretto i suoi principali partner commerciali a “lasciar perdere” Linux.

Kuney ha esibito un promemoria interno di Microsoft, risalente alla metà del 2000, che secondo l’accusa rivelerebbe le pressioni esercitate da Microsoft su Dell riguardo a Linux.

In un passo della nota di Microsoft, si legge: “E’ inaccettabile che i nostri principali partner di Windows 2000 stiano portando avanti con aggressività lo sviluppo di un mercato legato ad un altro sistema operativo”. “Se (i dirigenti di Dell) – conclude la nota – dovessero controbattere di non essere aggressivi (su Linux), andrebbe loro ricordato chi ha sponsorizzato il LinuxWorld quest’anno”.

Nel passato Dell si è fatta spesso supporter del mondo Linux attraverso investimenti effettuati in varie aziende dell’open source, fra cui Red Hat e la defunta Eazel, e sponsorizzando diversi eventi del settore.

Come si ricorderà, circa due anni or sono Dell annunciò i propri piani per adottare Linux come alternativa a Windows in alcuni suoi modelli di computer desktop e di notebook, salvo poi abbandonare del tutto l’idea l’anno successivo . All’epoca un po’ tutti interpretarono questa decisione come un ulteriore dimostrazione del fatto che Linux non fosse ancora pronto a competere con Windows sul mercato di massa.

Alla luce di queste note interne dell’azienda, Kuney punta ora il dito su Microsoft considerandola l’unica vera responsabile dell’abbandono, da parte di Dell, del sistema operativo free: una rinuncia che, secondo Kuney, si tradusse addirittura nella chiusura dell’unità Linux e di tutto lo staff, compreso il dirigente Rick Heffernan.

Citando un altro documento interno di Microsoft, Kuney ha poi affermato che il big di Redmond avrebbe velatamente minacciato anche l’altro suo grande partner OEM, Compaq, affinché “allentasse le briglie” della sua strategia Linux/Unix.

Kuney ha infine esibito al processo un ultimo memorandum appartenente a Jackson Kempin, direttore delle relazioni con gli OEM di Microsoft, e destinato all’allora CEO Bill Gates: nel documento, secondo l’avvocato dei nove stati, si troverebbero dettagli compromettenti sulle strategie anti-Linux di Microsoft.

In attesa dell’ennesima chiamata di Gates al banco dei testimoni, Microsoft si è detta pronta a ribattere punto per punto ogni nuova accusa avanzata dai nove stati. Accuse di cui, a quanto pare, i procuratori non sembrano essere a corto.

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