NVIDIA, metti una GPU nel motore

La corporation presenta una piattaforma ideata per sperimentare con le auto che si guidano da sole, auto che per Elon Musk arriveranno sul mercato entro breve. Anche Google ci spera: le driverless car sono certo più sicure di un figlio neopatentato

Roma – Le auto robotiche hanno un cuore di GeForce, o almeno è quel che spera NVIDIA che presenta Drive PX, piattaforma basata sul SoC Tegra X1 recentemente svelato al CES. Il costo non è esattamente “consumer”, ma le capacità di auto-apprendimento del sistema dovrebbero giustificare la spesa.

NVIDIA ha parlato (ancora) di Drive PX in occasione della conferenza GTC 2015, sul cui palco il CEO Jen Hsun Huang ha discusso questioni inerenti la tecnologia delle auto che si guidano da sole e delle difficoltà connesse alla concretizzazione di prodotti commerciali pienamente funzionanti.

Drive PX utilizza in particolare due chip Tegra X1, costa 10mila dollari ed è in grado di “imparare” come guidare, piuttosto che limitarsi a identificare gli ostacoli da evitare durante la corsa. I dati capaci di alimentare questo processo di apprendimento arrivano ai chip Tegra X1 grazie ai flussi video di 12 diverse telecamere installate a bordo.

Col tempo, ha spiegato il CEO di Nvidia, grazie a Drive PX un’auto robotica dovrebbe capire la differenza tra un cane e un foglio di giornale che ingombra la carreggiata – fermandosi per il primo ma ignorando senza problemi i freni nel caso del secondo.

Anche considerando il costo, Drive PX non è un sistema pensato per essere installato sulle vetture destinate al grande pubblico: piuttosto, NVIDIA offre la nuova soluzione ai produttori automobilistici per fare ricerca sui loro veicoli e dice di aver ricevuto già alcune richieste da parte di non meglio precisate aziende di settore.

Assieme al CEO di NVIDIA, al GTC 2015 c’era anche Elon Musk con le sue previsioni sull’avvento di auto robotiche completamente autosufficienti (da qui a un anno), l’incremento della sicurezza per le strade connesso alla tecnologia e tutto quanto. Del fatto che le auto robotiche siano più sicure di quelle tradizionali è convinto anche Chris Urmson, responsabile della tecnologia presso Google: la Grande G vuole concludere lo sviluppo di un modello commerciale entro cinque anni . Giusto in tempo, scherza Urmson, per evitare che il figlio prenda la patente.

Alfonso Maruccia

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